Anteprima/ "La scommessa" (Marcos y Marcos), in libreria il meta-giallo di Lello Gurrado

Martedì, 23 febbraio 2010 - 13:32:00

di Antonio Prudenzano

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Libri

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E se, dopo la 'moda del giallo all'italiana', non scoppiasse quella del meta-giallo? L'operazione tutta letteraria messa su carta da Lello Gurrado nel suo nuovo (meta)libro, "La scommessa" (Marcos y Marcos, in uscita il 25 febbraio) è intrigante: l'autore di "Assassinio in libreria" si cimenta in un noir nel noir che si fa leggere d'un fiato, per riflettere sul senso stesso del fare letteratura in generale, e letteratura noir in particolare. 

marcos y marcos la scommessa
LA COPERTINA

Da una parte c'è uno scrittore finito nel carcere di 'lusso' di Santa Vittoria, dall'altra il suo critico più accanito, che finisce nella sua stessa cella. Il critico (Francesco De Vita) sfida lo scrittore (Renato Schiavi) a scrivere il suo nuovo giallo in sua (ossessiva) presenza. E scommette di riuscire a smascherare l'assassino prima della fine... Un gioco letterario, dunque, che rischia però di far impazzire il nostro scrittore, visto che il professor De Vita non lascia solo neanche un istante il povero Schiavi, e anzi si intromette di continuo mentre quest'ultimo scrive la sua opera più complicata... Un tormento, un incubo a occhi aperti. Che il lettore vive nella continua alternansa dei due (o meglio tre) libri in uno...

L'AUTORE - Lello Gurrado è nato a Bari ed è stato giornalista di lungo corso. Colpito dai risvolti umani dei casi di cronaca che gli passavano anche troppo velocemente davanti agli occhi, ha preferito scriverne più a lungo, pubblicando libri di cronaca, cultura e storia (Mamma eroina, Se ho smesso io, Don Mazzi, un prete da marciapiede, Gli sdrogati, San Siro e la scala del calcio). Con il tempo, è scivolato verso la narrativa, rivelando un gusto peculiare per i giochi letterari, per i transiti sempre misteriosi tra mondo dei libri e realtà. Dopo aver ucciso una nota libraia milanese in Assassinio in libreria, costringe un povero scrittore a convivere nella stessa cella con il suo critico più accanito.  Da qualche anno Lello Gurrado ha lasciato la città e vive lungo una fuga d’acqua da Milano alle montagne.    
 


 

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