Addio al creatore dell'Incredibile hulk, ma il fumetto torna in tv
di Virginia Perini
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Filosofo nei suoi studi e filosofo nel parlare. "Non è un caso che il padre della Marvel sia un ebreo. Stanlee, inventando i suoi personaggi, ha dato vita alla mitologia del ventesimo secolo". Poi capisce. Non sono argomenti per tutti. Allora sorride e spiega: "Creare dei miti significa dare vita a dei simboli che hanno la funzione di unificare la realtà molteplice e lacerata. Ogni epoca ha la sua mitologia. La nostra ha il fumetto. Superman è tutto quello che noi siamo e che vorremmo essere. In lui rivediamo i nostri problemi quotidiani (Clark Kent viene strigliato al lavoro e aveva una fidanzata che l'ha abbandonato), ma anche quello che non siamo e vorremmo essere. In lui cogliamo le nostre aspirazioni, lui può salvare il mondo, come noi non sappiamo fare. Riponiamo dunque in lui i nostri desideri e le nostre preghiere".
Poi un tuffo nel passato. Da piccolo, racconta, credeva nel politeismo infantile dei suoi fumetti. Per molti anni senza confidarlo a nessuno. Chiuso nella sua stanza. Si vergognava un po' perché la sua esperienza era diversa da quella degli altri. Crescendo poi e appassionandosi alla letteratura e alla filosofia ha capito invece che poteva essere materia di studio. Così cominciò a guardare gli amici-fumetti con un occhio critico. Lo stesso occhio che lo ha poi condotto alla stesura del saggio Da Yahwèh ai Fantastici Quattro. Quello che ha trovato nello studio della filosofia applicata agli eroi Marvel è una sorta di panteismo neoplatonico. Poi la sua laurea in Giordano Bruno gli ha permesso di formulare anche la teoria dell'universo infinito: i fumetti aprono infiniti mondi, infinite storie, infinite possibilità. Le stesse che vengono descritte nella Cabala. 
E la riflessione torna ai giorni nostri. Le strisce? "In Italia si leggono poco perché è un Paese dove la cultura alla lettura non c'è più. La tv e i videogiochi hanno preso il sopravvento. Ma ora stanno tornando. Credo sia perché il fumetto procede per simboli e permette, attraverso le immagini, di fare grandi riflessioni sul nostro tempo".



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