La politica gay di Obama
Di Giorgio Nadali
La musica cambia per la comunità gay americana. Non si tratta di promesse elettorali, ma di programmi del presidente statunitense Barack Obama.
1) I crimini d’odio saranno ampliati
2) La discriminazione sul posto di lavoro sarà combattuta
3) Unioni civili del tutto equivalenti al matrimonio avranno validità federale. Il “Defense of Marriage Act” sarà eliminato.
4) Obama si opporrà al bando costituzionale degli omosessuali al matrimonio vero e proprio
5) Aumentare i diritti di adozione, estendendolo a single e coppie omosessuali
6) Prevenzione dell’AIDS, in particolare per le donne
Cancellato il divieto alle nozze gay in vigore dal 1998, (con provvedimento della corte dell’Iowa del 3 aprile scorso). Nel Massachusetts, nell’Iowa nel Vermont e nel Connecticut le coppie omosessuali godono degli stessi diritti di quelle eterosessuali. Altri sette stati riconoscono le unioni civili con relativi diritti. Il primo Stato a permettere ai gay di contrarre matrimonio è stato il Massachusetts. Dal 17 maggio 2004, infatti, i gay dello Stato possono contrarre matrimonio, grazie a una sentenza a carattere statale emessa dalla Corte Suprema del Massachusetts nel novembre 2003; Corte che nel febbraio 2004 ha nettamente rigettato una proposta del Senato dello Stato volta a sostituire l'apertura del matrimonio con la creazione di unioni civili per coppie omosex.
Il secondo Stato in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è riconosciuto è il Connecticut: nel 2005 sono state introdotte nella legislazione le unioni civili, simili a quelle del Vermont, che furono però immediatamente portate in tribunale dalle principali organizzazioni gay statali e federali in quanto forma di segregazione; il 10 ottobre del 2008 la Corte Suprema dello Stato ha stabilito che il divieto ad usufruire dell'istituzione matrimoniale viola il principio di eguaglianza dei cittadini presente nella Costituzione, facendo sostituire le unioni civili con l'apertura del Matrimonio alle coppie dello stesso sesso. Nell'aprile del 2009 la decisione è stata riaffermata a livello legislativo dal parlamento dello Stato, con una legge che definisce il matrimonio "l'unione legale tra due persone ", indipendentemente dal sesso dei coniugi. L’amministrazione Obama ha però poi lasciato intendere di volere abrogare la legge, molto controversa, che permette a gay e lesbiche di essere arruolati nelle forze armate a condizione di tenere sotto silenzio il loro orientamento sessuale. Si è palesata inoltre l’opposizione di Obama a un divieto costituzionale federale del matrimonio tra omosessuali, sostenendo d’altra parte il diritto delle coppie omosessuali all’adozione. Gli Stati Uniti hanno reso noto di aver sottoscritto la dichiarazione, proposta all'Onu il 18 dicembre scorso dalla Francia, che riafferma "il principio di non discriminazione in base al quale i diritti dell'uomo vengono applicati allo stesso modo a ciascun essere umano, indipendentemente dai suoi orientamenti sessuali o dall'identità di genere". La dichiarazione era stata finora sottoscritta da 66 Paesi membri su 192. Ma l'amministrazione Bush si era rifiutata a suo tempo di sottoscriverla, così come la Santa Sede e molti Paesi musulmani, Egitto in testa.
Per i gay nelle forze armate Obama aveva promesso in campagna elettorale di aprire le porte dell'esercito anche agli omosessuali dichiarati, ma in America gay e lesbiche dovranno aspettare ancora. Sembra, infatti che la Casa Bianca abbia al momento troppe priorità per potersi occupare di questo argomento. Per permettere ai gay di continuare a servire il paese nelle Forze Armate, l'amministrazione Clinton nel 1993 stabilì che fosse opportuno non rivelare pubblicamente il proprio orientamento sessuale. Il Consigliere alla Sicurezza nazionale, Generale James Jones, ha spiegato che la Casa Bianca ha attualmente troppe priorità per potersi occupare della politica del "don't ask, don't tell" (non chiedere, non dire) introdotta dall'Amministrazione Clinton. Le norme attuali non permettono all'esercito di informarsi sulle preferenze sessuali dei soldati ma vieta anche ai militare di renderle note, pena l'espulsione. Il Presidente Obama vorrebbe eliminare questa norma discriminatoria ma per farlo avrà bisogno dell'approvazione del Congresso. Una donna gay alla Corte Suprema? Potrebbe essere questa la quadratura del cerchio per Barack Obama per la nomina del giudice che dovra' sostituire David Souter, che ha annunciato l'intenzione di andare in pensione a giugno, nell'assise dei nove sommi giudici americani. E vi sono infatti due giuriste, Kathleen Sullivan e Pamela Karlan, entrambe della Stanford Law School, entrambe gay dichiarate, tra i nomi che circolano come possibili candidati.



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