Scrittori & illustratori insieme in una nuova rivista, "Watt". Luccone ne parla con Affaritaliani.it
| L'APPUNTAMENTO CON WATT A TORINO Al Salone del Libro "Watt" si trova allo stand di Oblique, J38, secondo padiglione. Verrà presentata domenica 15 maggio, ore 21,30, presso la libreria Trebisonda. Intervengono Luccone, Ceccato, Carlo Emilio Zummo, Ferdinando Morgana, Paolo Piccirillo, Emanuele Tonon, Camilla Corsellini e altri.
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di Antonio Prudenzano
![]() La rivista |
Leonardo Luccone (editor, agente letterario e animatore di Oblique) al Salone di Torino lei presenta un nuovo progetto (i particolari nel box a destra, ndr): "Watt", una rivista di narrazioni e illustrazioni. Di cosa si tratta?
"Watt non è altro che la prosecuzione della mia ricerca di voci. Dopo che si è interrotto il rapporto con Nutrimenti ho sentito la necessità di creare un contenitore nuovo, non necessariamente un prodotto librario. E così noi di Oblique Studio ci siamo messi al lavoro con Ifix di Maurizio Ceccato per dar vita a un progetto editoriale speciale, qualcosa di mai visto in Italia. E l’abbiamo fatto unicamente con le nostre risorse, da editori. Sento che così la scommessa ha più sostanza. Mi sono stufato dei piagnistei degli editori, della sostanziale mancanza di coraggio e soprattutto della scarsa riconoscenza. In Watt pubblichiamo i segni – segni nel senso più generale del termine – che più ci interessano. Watt è una grande piattaforma di scouting di scrittori e illustratori italiani. Vogliamo instaurare un dialogo tra chi illustra e chi scrive, creare connessioni".
Com’è fatto Watt?
"Il primo numero di Watt si presenta come una rivista-album di grande formato (24x34 cm circa), cartotecnicamente pregiata. Watt non ha paratesti. Watt è a due colori. Watt uscirà almeno tre volte l’anno. In questo volume zero accoglie 14 autori e 13 illustratori. Formato, confezione, i colori cambieranno di volta in volta".
Cosa troveranno i lettori in questa prima uscita?
"Partiamo dagli autori che hanno già pubblicato. Il secondo pezzo è un estratto dal secondo romanzo di Emanuele Tonon, La luce prima, che uscirà a settembre per Isbn. Poi ci saranno due novelle di Paolo Piccirillo e Alcìde Pierantozzi, un estratto da una pièce teatrale di Sergio Claudio Perroni, e un ritratto di Marinetti scritto da Pablo Echaurren. Gli altri scrittori sono tutti esordienti. Tra gli illustratori, quelli già noti – Maurizio L’Altrella, Marilena Pasini, Carlo Emilio Zummo, Ciro Fanelli, Rocco Lombardi – sono affiancati da artisti emergenti che, in alcuni casi, si sono ritrovati a lavorare per la prima volta intorno a un testo narrativo".
Tra gli esordienti su chi scommetterebbe?
"Ho già scommesso".
Quanto a scrittori esordienti italiani lei è uno “specialista”: quali, tra i debutti degli ultimi anni, l’hanno colpita di più? Chi resterà?
"In libreria o nella storia della letteratura? Pochissimi. E non tutti meriteranno di restare".
Ma con la moda degli esordienti in Italia non si sta esagerando?
"Per la verità non distinguo tra esordienti ed esorditi. Gli editori si affannano a buttare nella mischia ragazzotti inconsapevolmente storditi dalle luci della ribalta e poi quando, per qualche motivo, il libro non ingrana li mollano lì come merce scaduta o scadente. Il mercato editoriale è lobotomizzato dal miraggio di successi come quelli di Giordano, Saviano, Avallone, anche se questo ultimo caso è ben più sofferto. Si diventa schiavi dell’imitazione, e più che di ricerca di stile è bene parlare, per usare una felice espressione del linguista Antonelli, di ciclostile. Il dramma ora è anche quello degli editori piccoli e medio-piccoli che si mettono a scimmiottare i grandi. Proposte, grafiche, temi e scritture mainstream. Un controsenso. Alla fine però si paga il conto con i propri lettori".



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