Arriva da Taranto e dal Salento la 'meglio gioventù' della nuova letteratura italiana. LO SPECIALE DI AFFARITALIANI.IT
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Mario Desiati. Il ritratto di Affaritaliani.it dello scrittore |
di Antonio Prudenzano
C’è una terra che l’immagine venduta ai turisti vorrebbe tutta sole, mare, vento, taranta e buona cucina, e che invece di anno in anno si sta lentamente trasformando in un deserto sempre più inquinato.
Una zona dell’Italia più periferica, al meridione del meridione, in cui si muore di cancro in percentuale decisamente maggiore rispetto al resto del Paese, da cui però, allo stesso tempo, arriva il meglio della nuova narrativa italiana.
Un'autentica nouvelle vague, quest'ultima. Una risposta commossa, orgogliosa e poetica ai fumi assassini del "Mostro"-Ilva (ma non c’è soltanto il Siderurgico, ex Italsider, a dir la verità…), alle discariche abusive disseminate come mine vigliacche nelle campagne solo apparentemente vestite di rigogliosi uliveti e vigneti, alla malapolitica, alla malavita e a molti altri mali, che in troppi casi faticano a rompere il muro di omertà delle famiglie.
![]() La Taranta, simbolo della Puglia meridionale |
I PROTAGONISTI - Il Sud della Puglia, in particolare Taranto e la sua provincia, oltre al Salento stesso, sono infatti i luoghi di nascita, e spesso d’ambientazione dei loro libri, di alcuni tra i più interessanti scrittori contemporanei, non per forza giovanissimi: Mario Desiati (classe '77) da Martina Franca (Taranto), il suo concittadino e recente trionfatore al premio Bancarella Donato Carrisi ('73), Cosimo Argentina ('63) da Taranto, Carlo D’Amicis ('64) da Sava (Ta), Livio Romano ('68) da Nardò (Lecce), Omar Dimonopoli ('71) da Manduria (Ta), da cui arriva pure Giuse Alemanno ('62) . E ancora: Vito Bruno ('57) da Crispiano (Ta), Giancarlo Liviano D’Arcangelo ('77) sempre da Martina Franca, la giovanissima Flavia Piccinni ('86) da Taranto, città d’origine di Alessandro Leogrande ('77). E l’elenco potrebbe continuare con altri nomi meritevoli.
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MEGLIO GIOVENTU’ - In gran parte dei casi gli autori sopra citati hanno lasciato la propria terra per motivi di studio prima e lavoro poi, come è capitato, capita e capiterà a migliaia di altri pugliesi (a questo proposito, è imprescindibile l’ultimo empatico libro di Desiati, "Foto di classe - U uagnon se n’asciot", Laterza).
![]() 'Foto di classe' (Laterza) di Desiati |
Non hanno, però, mai dimenticato i colori, gli odori, i sapori, la lingua, la gioia, le lacrime della loro infanzia e adolescenza, oltre al presente non certo idilliaco della loro terra d'origine.
Questa 'meglio gioventù' di narratori 'fuorisede' (la definizione preferita da Desiati, visto che non è più il caso di parlare di 'emigrati') e di altri che hanno invece scelto di restare, non solo si fa portatrice di un linguaggio finalmente nuovo, in cui spesso trovano spazio elementi dialettali e descrive con rara lucidità il presente e il passato recente di una terra fino a pochi anni fa quasi dimenticata dalla letteratura, ma si assume pure la responsabilità di mettere in scena le innumerevoli zone d’ombra sopra sintetizzate. E critica e lettori se ne sono accorti, per fortuna. Anche se purtroppo, in verità, come spesso capita ciò è avvenuto molto più fuori dalla Puglia che all’interno dei confini regionali.



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