La Mazzantini batte Vitali: è suo il Campiello. E alla Cucinotta trema... la voce
E' una vittoria netta quella di Margaret Mazzantini nella 47esima edizione del Premio Campiello con il romanzo 'Venuto al mondo', edito da Mondadori. Mazzantini ha stracciato gli avversari ottenendo 129 voti, distanziato la seconda classificata Elena Loewenthal che ha totalizzato 60 voti. Al terzo posto Andrea Vitali ('Almeno il cappello', Garzanti) con 57 voti, al quarto posto Francesco Recami ('Il superstizioso', Sellerio) con 24 voti. Infine, al quinto posto e' arrivato Pierluigi Panza ('Il leone e la sfinge', Bompiani) con 15 voti. Alla fine non ci sono state polemiche come invece accaduto per lo Strefa. Da segnalare, nella serata come al solito condotta da Bruno Vesco, la lettura non certo impeccabile da parte di Maria Grazia Cucinotta dei brani dei cinque libri...
![]() Margareth Mazzantini con il marito Sergio Castellitto |
IL PERSONAGGIO - Hanno votato in 285. Margaret Mazzantini, 48 anni, moglie dell'attore Sergio Castellitto, e' nata a Dublino dallo scrittore Carlo Mazzantini e dalla pittrice irlandese Anne Donnelly. Ha frequentato l'Accademia di Arte drammatica di Roma con diploma finale. Nel 1982 ha esordito come attrice al Teatro Olimpico di Vicenza interpretando Ifigenia di Goethe. Nel 1994 il suo esordio in letteratura con 'Il cattivo di zinco', vincitore del Premio Selezione Campiello e del Premio Opera Prima Rapallo-Carige. Nel 2001 pubblica 'Non ti muovere' con cui vince il Grinzane Cavour, il premio internazionale Zepter e, nel 2002, il Premio Strega. Il libro ha avuto un travolgente successo ed e' stato tradotto in 35 lingue.
L'OPERA VINCITRICE - 'Venuto al mondo', il libro che ha vinto il Campiello, e' uscito nel novembre del 2008 e sara' presto adattato per il cinema. Riguardo all'opera, che racconta di una coppia che non riesce ad avere un figlio e poi lo trova a Sarajevo tra gli orfani dell'assedio, l'autrice ha detto: "Lo ho scritto con tutta la passione possibile, ho pianto, ho sofferto. C'e' l'assedio di Sarajevo, ci sono i morti, ma soprattutto ci sono i bambini, le vittime dell'assedio a cui dedico il mio libro".



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