La letteratura facoltativa alle Superiori "spacca" Facebook...
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di Antonio Prudenzano
"La letteratura ha a che fare con la libertà. Leggere non può che essere un atto libero. Una specie d'amore. E dunque si deve uscire dalla letteratura come obbligo. Si deve leggere perché persuasi che farlo sia bello, sia un piacere, un bene". Per il poeta Davide Rondoni la crisi della lettura in Italia è (anche) colpa di molti insegnanti di letteratura ("Hanno occhi da killer"...), e "se non verrà riformato radicalmente il modo in cui stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi la poesia e la letteratura, siamo destinati a sparire. Perché è destinato a sparire il gusto della nostra lingua profonda e la poesia dell'Italia. Si corroderà del tutto il gusto...".
IL RONDONI-PENSIERO - Nel suo nuovo saggio, provocatorio sin dal sitolo, "Contro la letteratura" (in uscita per ilSaggiatore), Rondoni propone di rendere facoltativo lo studio della letteratura nelle scuole superiori: "Facoltativo. Lo vorrei così l’insegnamento della letteratura nella scuola. Per far saltare, con la leggerezza di un gesto di danza o di un colpo d’ali di farfalla, il sistema che sta uccidendo la letteratura tra i nostri ragazzi". Lo stesso poeta ha così argomentato in una recente intervista a Ilsussidiario.net la sua tesi: "Attualmente i ragazzi che studiano autori importanti come Dante, Petrarca, Leopardi, li dimenticano, li tralasciano quando lasciano la scuola. Non c'è un reale interesse da parte loro. Questo perché l'insegnamento della letteratura e della poesia nelle scuole è affrontato in maniera sbagliata, spesso in modo analitico. La mia proposta non vale per la scuola dell'obbligo, ma dalle superiori in poi e lo studio facoltativo parte dopo che i professori hanno proposto con alcune lezioni il metodo di incontro con la letteratura che vogliono insegnare. Si divulgano poeti e scrittori senza farne comprendere la loro opera, senza comunicare ai ragazzi la vera essenza di tutta la loro opera artistica. Questo perché gli insegnanti spesso non fanno capire agli studenti che il significato di questi grandi autori non sta solo nell'esprimere sentimenti. La grandezza di un artista riguarda tutto l'aspetto complessivo della vita. Non si possono leggere le opere di questi grandi personaggi senza intesserli fino in fondo col rapporto più profondo dell'esistenza". 
Rondoni
IL DIBATTITO SU FACEBOOK - Il libro di Rondoni deve ancora arrivare in libreria, ma già la sua proposta fa discutere su Facebook. Nella pagina ufficiale della casa editrice ilSaggiatore sul social network più famoso si leggono commenti contrastanti. "Carte Sensibili" (un nickname) ci va giù pesante, attaccando (senza nominarlo) lo scrittore: "C'è chi ha la presunzione di credere che sia la letteratura o la scienza a spiegare le oscure tessiture della vita, c'è chi la vita la vive con la profondità che letterati e scienziati prendono come lente di ingrandimento per tramare teorie su ogni cosa e senza svelare nulla, sempre arrotondando l'errore per eccesso". Eleonora Barmasc (un insegnante) sempre invece condividere (a modo suo) il Rondoni pensiero: "Come spesso succede, ho avuto insegnanti (molti) coi quali studiavo senza sapere il perché e insegnanti (pochi) che mi hanno trasmesso un pezzo della loro anima (giusta o sbagliata, bella o brutta che fosse). Quando sono diventata insegnante... me ne sono sempre infischiata di svolgere il programma preferendo svolgere i miei allievi. Tanto da insegnare informatica anche attraverso la letteratura e il più possibile fuori dalle aule, per scoprire la letteratura nell'emozione di un teatro, di una biblioteca o del centro storico di una città. Questo mi ha arricchita di molte faticosissime battaglie".
CELATI STA CON RONDONI - Contattato da Affaritaliani.it, Gianni Celati, scrittore da sempre controcorrente, in attesa di leggere "Contro la letteratura", ha dichiarato: "L'accusa di Davide Rondoni mi sembra giusta e sensata, e sarebbe eccezionale se si espandesse a tutto il meccanismo letterario, con le graduatorie, le categorie, i modi della critica universitaria, il fanatismo della pubblicazione di romanzi, l'aridità d'un paese senza più anima". 
Celati



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