La guerra degli Alberi di Natale firmata Paolo Caredda. L'ex scrittore 'cannibale' racconta ad Affaritaliani.it il suo nuovo romanzo, "Altri giorni, altri alberi" (Isbn edizioni)
Il suo libro è metaforico...
"Non ha senso che lo dica io. Certo, i temi sotto la superficie sono tanti. Evoco, ad esempio, il trascorrere del tempo. E poi provo a far rivivere certi luoghi di Genova, certe persone, certi oggetti... e c'è anche il fascino per l'atrio dei condomini". (sì, durante l'intervista più volte il simpatico Caredda regalerà dichiarazioni a sorpresa, capaci di spiazzare, come per esempio nella prossima risposta...)
Cosa vorrebbe rimanesse al lettore del suo romanzo?
"Sarebbe bello se lo sottolieassero tutto!".
Cosa?
"Ho una mania. Quando leggo un libro lo sottolineo. Più frasi sottolineo e più il libro mi piace. Ecco, il mio romanzo lo sottolineerei quasi tutto!".
Genova è la vera protagonista del libro. Che rapporto ha con la sua città?
"Bellissimo, di amore. Senza odio. Il libro comunque l'ho scritto a Milano. E la distanza ha aiutato".
Cos'ha rappresentato per il suo percorso di scrittore l'antologia "Gioventù cannibale"?
"Ci sono finito per caso, con un racconto sempre ambientato a Genova e ispirato dalla letteratura di serie B, la mia preferita. A differenza di quanto è accaduto con gli editor di Isbn, che per questo libro sono intervenuti parecchio, e li ringrazio, quel racconto venne pubblicato praticamente senza variazioni".
Con gli altri scrittori 'cannibali' si sente ancora?
"No, non gli ho mai conosciuti. La letteratura italiana non l'ho mai seguita tanto, in realtà. Sì, mi piacciono le prime cose di Aldo Nove, ma poi anche lui mi ha stancato".
E cosa legge?
"Cerco di recuperare tutto ciò che è andato perso, mi affascinano queste pubblicazioni dimenticate...".
Lei è anche un regista. Questo romanzo avrà un seguito cinematografico?
"La vedo dura. Forse sarebbe meglio un cartone animato...".
L'AUTORE - Paolo Caredda, nato a Genova, ha vissuto a Bologna, Londra, Milano. Regista di formati ibridi per la televisione, documentari fittizi, mockumentaries su poeti di Cogoleto morti a diciassette anni, pescivescovo nelle fontane condominiali, registi immaginari. Anche documentari su vite reali: consumatori di ecstasy, rapinatori record, gangas dominicane, la nazionale di calcio del Khazakistan e Matthew Smith, il Syd Barrett dei videogiochi. Su carta stampata ha pubblicato "Giorno di paga in via Ferretto" per l’antologia Gioventù cannibale e "La città uccello" per Paesaggi Italiani.



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