Newton Compton ad Affaritaliani.it: "Sì alla 'decrescita', ma servono anche i prezzi più bassi..."
LO SPECIALE
di Antonio Prudenzano

"Pubblicare meno, pubblicare meglio". La "decrescita felice" proposta da Marco Cassini, editore di Minimum Fax, in un intervento sul blog Minima&Moralia (qui), se venisse condivisa e attuata, salverebbe l'editoria libraria italiana dallo "spettro" del colosso Amazon e dal serio problema delle "rese" delle librerie, che complica sempre più il lavoro soprattutto agli editori medio-piccoli? Nei giorni scorsi ne hanno scritto Saturno e La Stampa. Stamattina, su Repubblica, Loredana Lipperini ha chiesto il parere di alcuni editori (sul suo blog Lipperatura -qui - si può leggere e commentare l'articolo, ndr). Prima di Cassini, sull'Avvenire è arrivata la denuncia Giuliano Vigini, grande esperto di "numeri" legati all'editoria, che ha scritto che per alcuni editori la resa media dell´8% è salita al 30%. La "speranza di vita" dei libri in libreria, già notoriamente breve, si sta quindi riducendo ulteriormente. Non tutti i piccoli e medi editori, però, la pensano allo stesso modo. A Repubblica Stefano Verdicchio di Quodlibet ha confessato: "La mia paura è che chi decresce ottiene solo uno spazio ancora più piccolo sugli scaffali, e si dà la zappa sui piedi". Mentre Daniela Di Sora di Voland ha aggiunto: "Se non posso fare il numero di libri previsto per bilanciare le rese di quel determinato mese, ecco che il castello crolla". Anche Lorenzo Fazio di Chiarelettere ha un dubbio sulla decrescita (pur premettendo: "Ha senso e penso che prima o poi i grandi gruppi editoriali dovranno prenderla in considerazione"): "La decrescita ha un rischio: i criteri. Temo che si sceglierebbero solo i libri che possono andare in televisione". Il dibattito ha coinvolto anche Giuseppe Laterza: "Il numero dei titoli, in sé, non è positivo né negativo. E' una richiesta di pluralismo avere tanti titoli. Semmai, il problema è nella struttura distributiva (...). Dunque, sta nella crescente concentrazione della distribuzione: e la più grande è Amazon".
Un po' a sorpresa, al telefono con Affaritaliani.it, Raffaello Avanzini, l'editore di Newton Compton, casa editrice indipendente che da anni punta su un numero alto di titoli pubblicati ogni mese (a prezzi mediamente più bassi del mercato), spiega che anche la sua realtà editoriale quest'anno ha ridotto la produzione, ma...
![]() Raffaello Avanzini |
60mila novità circa all'anno, 160 nuovi libri al giorno, e le rese dei volumi (per alcuni titoli) che sono passate dall'8% al 30% (di conseguenza, la "vita" dei testi in libreria si riduce ulteriormente). Molti editori indipendenti, a partire da Marco Cassini (editore di Minimum Fax), propongono la "decrescita felice" per l'editoria libraria italiana: produrre meno per produrre meglio, in sintesi. E lei, Avanzini, che ne pensa?
"Produrre meno, produrre meglio e a prezzi più giusti, e cioè più bassi, aggiungo io. Tenendo i prezzi di copertina bassi, infatti, non si danneggia affatto il cassetto del libraio, perché la quantità poi premia. In ogni caso, rispetto all'anno scorso, quest'anno portiamo in libreria 13 titoli in meno. Per gli editori medio-piccoli è questa la ricetta ideale".
Anche Newton Compton, dunque, "decresce"...
"Allo stesso tempo, però, le vendite migliorano: in questi primi mesi del 2011 siamo in crescita del 25% sul mercato. Noi puntiamo sul catalogo e su libri che 'resistono' nel tempo andando in classifica. Sarà interessante capire se in futuro anche i grandi gruppi adotteranno la 'decrescita felice'...".
E poi, sullo sfondo, c'è "il fantasma" Amazon. Il problema, come dice Giuseppe Laterza a Repubblica, "sta nella crescente concentrazione della distribuzione: e la più grande è Amazon"? E sempre a proposito di Amazon, in vista del prossimo futuro il colosso americano è da considerarsi lo spettro da cui "difendersi"?
"Amazon è un problema per i grandi gruppi e per i loro negozi online, che già ne subiscono la concorrenza. Ben venga Amazon, dico invece io: ora c'è più concorrenza e si riduce lo strapotere dei portali di vendita delle grosse catene. Certo, ci deve essere una regolamentazione sullo sconto. La concorrenza deve essere equilibrata, i super-sconti di Amazon vanno fermati. Serve una tutela".



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