Ora la battaglia degli editori indipendenti è per il prezzo fisso del libro...

Martedì, 27 luglio 2010 - 08:19:00

fidare libro prezzo fisso

L'ESTRATTO

IN ANTEPRIMA SU AFFARITALIANI.IT LEGGI LA PRESENTAZIONE, LA PREFAZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA E I PRIMI DUE CAPITOLI, DEDICATI ALLA BATTAGLIA PER IL PREZZO FISSO DEL LIBRO E ALL'EVOLUZIONE STORICA E ALLA SITUAZIONE ATTUALE IN EUROPA DELLA QUESTIONE
(per gentile concessione della Federazione Italiana Editori Indipendenti)

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Nelle scorse settimane in Italia è stata approvata la nuova legge per il libro preceduta da una lunga polemica (per tutti i particolari vedi in fondo, ndr). Ora, la Federazione italiana Editori Indipendenti (FIDARE) pubblica dal 2 agosto  "Proteggere il libro" di Markus Gerlach (€ 8.00), del quale Affaritaliani.it pubblica ampi estratti in anteprima (vedi box a destra, ndr).

LA SCHEDA DEL VOLUME - Vincolare il libro a un prezzo fisso e non scontabile, solo in apparenza per motivazioni esclusivamente economiche, è una questione più che mai d’attualità soprattutto in Italia, dove sta per essere approvata la legge Levi, che ha come obiettivo dichiarato proprio la disciplina del prezzo dei libri. Alla vigilia di un passo così importante per il mondo del libro, Fidare è lieta di mettere a disposizione degli addetti ai lavori un’indagine veramente esauriente, sotto numerosi punti di vista, su una questione tanto critica per il settore editoriale. La norma in via di approvazione fissa uno sconto sulla vendita dei libri del 15%, un limite già di per sé altissimo; in più, prevede la possibilità di effettuare campagne promozionali, senza limiti di sconto, per ben 11 mesi all’anno. L’Italia si avvia dunque a una liberalizzazione de facto del prezzo del libro, con conseguenze disastrose per la bibliodiversità. Di fronte a questa prospettiva, può essere interessante leggere come altri Paesi europei hanno affrontato la questione e quali conseguenze culturali e commerciali hanno avuto tali scelte politiche. Il testo di Gerlach offre in primo luogo una panoramica delle varie normative vigenti in diversi Paesi del vecchio continente, per esplorare poi gli effetti economici delle leggi adottate, ed esaminare infine gli aspetti politici e giuridici del prezzo fisso. Le conclusioni dell’indagine di Gerlach sono purtroppo inconfutabili: la liberalizzazione del prezzo di vendita dei libri favorisce la concentrazione editoriale in oligopoli, e porta quindi all’impoverimento dell’offerta, all’aumento dei prezzi per l’editoria specializzata e all’omologazione culturale.Un’analisi agile e informata, che Fidare pubblica in un momento cruciale per il nostro mercato editoriale, per dare ai professionisti del libro uno strumento in più per valutare gli sviluppi che ci attendono in un futuro molto prossimo.
 
Il libro sarà disponibile da lunedì 2 agosto 2010
Il costo del libro è di € 8.00
Spese di spedizione:
nessuna per pagamenti con paypall, carta di credito, cc postale, bonifico bancario anticipato;
€ 3.00 per pagamenti in contrassegno.
Per ordinarlo scrivere a
info@fidare.it

 

LEGGE SUL LIBRO/ AFFARITALIANI.IT HA OSPITATO GLI INTERVENTI DI STEFANO MAURI (GEMS), GIAN ARTURO FERRARI (CENTRO PER IL LIBRO), RAFFAELLO AVANZINI (NEWTON COMPTON) E DANIELA DI SORA (VOLAND)... LEGGI TUTTI GLI INTERVENTI E SCOPRI I PARTICOLARI

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di Antonio Prudenzano

Da una parte i grandi gruppi editoriali (Mondadori, Rcs Libri e Gems su tutti), dall'altra i librai e gli editori indipendenti. E' polemica sulla nuova legge sul prezzo dei libri, frutto di una lunga mediazione e che mercoledì arriverà alla Camera. La legge fisserà al 15% il limite massimo di sconto sul prezzo di copertina. Allo stesso tempo, però, agli editori sarà permesso (Natale escluso) di lanciare promozioni per undici mesi all'anno (senza tetto di sconto...), al massimo per trenta giorni. Inevitabile il malumore degli editori e dei librari indipententi. I responsabili di Instar, Voland, Nottetempo, Minimum fax e Iperborea (uniti in questa battaglia) hanno inviato una lettera a Repubblica, riassunta dal titolo "Con queste norme la nostra esistenza è in pericolo". Titolare della legge accusata di favorire i grandi gruppi e le grandi catene è Ricardo Levi, che a Repubblica ha dichiarato: "Vi ho lavorato per anni, non c'è nessun inganno".

raffaello avanzini newton compton
Raffaello Avanzini
In esclusiva per Affaritaliani.it l'intervento di Raffaello Avanzini (Newton Compton) che attacca sia gli editori indipendenti sia i grandi gruppi editoriali:
"Sono d'accordo con Pisanti, presidente dell'Ali, 'meglio una brutta legge che nessuna legge'
e ritengo che una regolamentazione fosse assolutamente necessaria. Il mercato del libro, per fortuna, si sta evolvendo e, come ogni altro ambito commerciale, ha bisogno di regolamentazioni economiche.
A differenza di quanto dichiarato da alcuni editori nella lettera inviata a 'Repubblica' il 12 luglio, per me il libro è un prodotto e i lettori sono dei consumatori. Fino a quando ci sarà un atteggiamento ostile a questo modo di intendere l'editoria, ovvero come uno dei molteplici canali di impresa, il mercato continuerà a subire dei forti rallentamenti. Le catene commerciali e la grande distribuzione offrono una scelta differenziata, coerente con le aspettative e i gusti della clientela, e a dei prezzi competitivi, così come avviene per ogni altro prodotto commerciale. L'ostinazione di piccoli editori e delle librerie indipendenti a voler fare del libro un oggetto al di fuori delle leggi del mercato, legato solo a valori pseudo - culturali, è un male per tutta l'editoria italiana. Ci sono troppi editori in Italia e si pubblicano troppi libri, molti dei quali sono degli insuccessi annunciati, proprio perché slegati da ogni relazione con il mercato, pubblicati senza valutazioni economiche e strategie di marketing. Questo comporta tirature basse, costi proibitivi e prezzi fuori controllo, spesso superiori ai 20 euro. E le librerie vengono ingolfate da libri che non venderanno mai. Le librerie indipendenti, inoltre, rimangono ferme, non rinnovano gli spazi, non seguono strategie di marketing e non usano le più basilari regole di pubblicità e di esposizione del prodotto.  Sappiamo che il 70% dell'acquisto dei libri viene fatta d'impulso, l'esposizione, la copertina e il prezzo sono fattori determinanti. Così come spazi espositivi promozionali e attività di pubblicità. Se le librerie indipendenti e i piccoli editori non intendono adeguarsi al mercato, a mio avviso, è meglio che chiudano. Un discorso diverso va fatto poi per i grandi gruppi editoriali. Le case editrici italiane, nelle fiere che si svolgono a Londra, Francoforte e New York, sono le prime per offerte e anticipi agli editori e alle agenzie straniere per l'acquisto dei diritti delle opere estere. Uno spreco enorme di denaro che inevitabilmente si riflette sui prezzi di copertina, che raramente sono inferiori ai 20 euro. Anche questo è un esempio di come l'Italia sia lontana anni luce dal mercato editoriale degli altri Paesi, in cui non esistono anticipi così alti. La Newton Compton nel 2010 ha diminuito dell'8% il numero di novità rispetto al 2009, concentrando l'attenzione sui titoli più validi. Abbiamo mantenuto prezzi bassi, fatto campagne promozionali e al momento registriamo un incremento di fatturato del 40%. Cerchiamo di stare sempre al passo con i tempi, cercando di accontentare i lettori, sempre più esigenti, sempre più di corsa e con meno soldi da spendere. Mi sembra ci stiamo riuscendo bene e l'altissima diffusione dei nostri libri proprio negli spazi dei grandi centri commerciali ne è sicuramente una prova".

Daniela Di Sora (Voland) interviene in esclusiva su Affaritaliani.it per dire la sua sulla controversa legge:

Daniela Di Sora Voland
Daniela Di Sora (editore)

"Stefano Mauri sa molto bene che tutti gli editori firmatari della lettera a Repubblica, e non solo loro, stanno lottando con ogni mezzo a disposizione contro la legge bavaglio. Non capisco però perché lottare contro questa legge dovrebbe esimerci dal  lottare anche contro la legge Levi che, dopo una lunga gestazione, arriva adesso alla Camera, e che consideriamo rovinosa per gli editori indipendenti.
Per una legge sul libro avevamo a disposizione modelli validi, adottati in molti paesi con leggere differenze: la legge francese, quella tedesca, quella spagnola. Tutte leggi che mirano a sottolineare come “l’obiettivo del prezzo unico è soprattutto culturale…”
Si è scelto invece di presentare una legge che non fa contento nessuno, come dice il presidente dell’ALI,  Pisanti. Una legge che non solo fissa un tetto molto alto per lo sconto, il 15%, senza operare nessuna distinzione fra le novità e i libri di catalogo, ma che subito dopo vanifica anche questo limite consentendo agli editori di fare campagne promozionali per 11 mesi l’anno (escluso solo dicembre). I “grossi”editori possono decidere di fare una campagna nelle proprie librerie di catena, informando le altre librerie che sono libere di rifiutare. Questa norma gioca a favore solo dei grandi gruppi editoriali e delle catene di librerie, che si sono viste scavalcate nella politica dello sconto selvaggio dai supermercati e dalla grande distribuzione.  Mentre lascia totalmente indifesi  gli editori e  i librai indipendenti facendo delle librerie delle scatole perenni da saldi, e del libro un prodotto d’occasione  e non di cultura. I saldi non sono mai fatti per il piacere del compratore ma per smaltire le merci “deperibili”. E’ questo che vogliamo fare del libro?
I bilanci delle nostre imprese sono pubblici: non ci sono margini elevati di guadagno. Anche i nostri libri sono a disposizione, per il momento. Cerchiamo di fare libri ben curati, ben tradotti, a prezzo contenuto. O vogliamo leggere tutti lo stesso libro?"

Sul controverso tema Affaritaliani.it ha chiesto il parere di Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato di Gems (con Luigi Spagnol), che torna a prendersela con la "legge Bavaglio" del Governo, difendendo la legge sul prezzo del libro

stefano mauri
Stefano Mauri

"Il governo vuole passare una legge che con la nuova ciliegina del diritto di replica senza commento renderà impubblicabili i libri di storia recente e persino libri come le garzantine, giacché qualsiasi mafioso potrà obbligare un editore anzi peggio ancora un autore a pagare lo spazio su due quotidiani nazionali per dire che la mafia non esiste e quindi lui si sente offeso ad essere chiamato mafioso. Dunque nessun libro di ricostruzione storica o reference potrà sopportare questo costo. E c'è chi se la prende con una legge che non fa altro che dare due giri di vite per rendere efficace lo spirito della legge in vigore sul prezzo fisso? Una legge che ha tenuto al riparo l'editoria italiana dalla crisi che ha colpito in questo secolo sia i Paesi di puro liberismo come la Gran Bretagna che quelli più fedeli al prezzo rigido come Francia, Germania e Spagna? Una legge che costituisce un faticoso compromesso al quale ha aderito il 90% del settore? Auguri! Credo che la nuova legge di Riki Levi  migliorerà la situazione per i librai indipendenti e ne sono veramente contento perché senza pluralismo il libro perde di significato. Abbiamo sempre appoggiato (come gruppo Longanesi prima e Gems dopo) una regolamentazione per privilegiare la bibliodiversità ma senza dimenticare la necessità di mantenere il libro sui banchi della grande distribuzione che ne ampliato la diffusione e contribuiscono a migliorare gli indici di lettura di una popolazione che già in media legge poco".

gian arturo ferrari
Gian Arturo Ferrari

Ma Affaritaliani.it ha sentito anche Gian Arturo Ferrari, ex direttore della Divisione Libri della Mondadori, attualmente presidente del nuovo Centro per il Libro: "Parlo da presidente del Centro per il Libro, un punto di raccolta per tutte le categorie che ruotano intorno al libro. E' chiaro che la legge Levi è un compromesso, ma è un compromesso a mio avviso giudizioso, che consente di unificare le varie categorie intorno a un risultato significativo". Ferrari pone l'accento sull'importanza dell'unità: "Più le categorie sono unite, più possono e potranno ottenere risultati. Più si dividono, credendo che gli interessi dei singoli non siano compatibili, più in futuro avranno sempre meno forza". Per Ferrari "il mondo del libro è più forte di quello che crede di essere. Deve rendersene conto". Secondo il presidente del Centro per il Libro, inoltre, l'editoria indipendente non rischia affatto l'estinzione a causa di questa legge: "E' uno spauracchio vecchio, quello della fine dell'editoria indipendente. Non dico che questa legge sia la migliore possibile, ma è un passo importante". Infine Ferrari fa un'analisi storica: "Dieci anni fa gli editori erano divisi al loro interno. Tanto per non far nomi, Mondadori, Feltrinelli e Gems erano fuori dall'Aie. Ora gli editori si sono unificati e i librai hanno cominciato a farlo. E' normale che tra gli interessi di un libraio indipendente e quelli della Feltrinelli ci siano molti motivi di contrasto, ma probabilmente ci sono anche molti motivi di unione. Resta il fatto che negli ultimi dieci anni la direzione presa è stata quella, più che condivisibile, dell'unificazione".

ALL'INDOMANI DELL'APPROVAZIONE DELLA LEGGE, LA LETTERA APPELLO DI GINEVRA BOMPIANI

di Ginevra Bompiani (Nottetempo editore)
(intervento in esclusiva su Affaritaliani.it)

ginevra bompiani
Ginevra Bompiani
Un’altra cattiva legge è passata. Con silenziosa arroganza, la legge sul prezzo del libro, deprecata dai suoi stessi difensori (secondo l’idea nata chissà dove che ‘una cattiva legge è meglio di nessuna legge’), è passata il 14 luglio in commissione alla Camera.

Questa legge finge di arginare, ma in realtà ufficializza, la trasformazione del libro in merce d’occasione e delle librerie in spazi di promozioni commerciali.

Qualsiasi prodotto del mercato viene messo in saldo due volte l’anno, per permettere a negozi e produttori di liberarsi di merce deperibile. Il libro è stato sganciato dal mercato per poter essere svenduto undici mesi l’anno, e questo dal giorno in cui esce per tutta la sua breve esistenza. Vuol dire che il libro è considerato merce altamente deperibile, marcescibile, mai adeguata al suo valore,

A detta degli autorevoli rappresentanti della cultura italiana che l’hanno elaborata, questa legge è il miglior compromesso che si poteva strappare al maggior gruppo editoriale italiano, Mondadori, e dunque al suo proprietario, presidente del consiglio. Ancora una volta i suoi interessi dettano legge.

Editori e librai indipendenti di tutta Italia hanno alzato la loro voce per denunciare una legge che minaccia la loro sopravvivenza e sono rimasti inascoltati.

Ora che è troppo tardi, possiamo sperare solo nei lettori: carissimi lettori, dovete sapere che la pioggia di sconti che ha investito il libro come una tempesta, privilegia i libri più commerciali dei gruppi editoriali nelle librerie di catene, per proteggerli dalla grande distribuzione nei supermercati. Dovete sapere che questi sconti, né gli editori né i librai indipendenti se li possono permettere. E che la legge fa sì che entrando in libreria siate spinti a comprare il libro più scontato e non il più interessante: quello che vogliono loro, non quello che volete voi.

Perciò, cari lettori, quando entrate in una libreria, cercate i libri e non gli sconti, girate intorno alle pile delle promozioni e scoprite dietro di esse quei libri che espongono il loro modesto prezzo pieno alla vostra intelligenza prima che alle vostre tasche.


 
 


 

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