La banlieue francesi in mostra a Parigi con i reportage fotografici di Patrick Zachmann

Lunedì, 6 luglio 2009 - 14:45:00

 

banlieue 12

Patrick Zachmann
Bruciava la banlieue nel 2005 e il mondo intero constatava che anche la patria del ‘Liberté egalité fraternité’ aveva sbagliato qualcosa con le sue politiche d’integrazione.

Le banlieue, periferie delle grandi città francesi, in esposizione alla Cité National di Parigi con le opere fotografiche di Patrick Zachmann, fino all’11 ottobre. Grande conoscitore delle realtà di periferia, Zachmann predilige da sempre forme d’arte legate all’identità, alla memoria e all’immigrazione.

 

Il suo sguardo sensibile coglie quegli istanti di vita, tra la gioia e le lacrime, tra il sogno e la realtà, di uomini e donne che abitano la periferia, un universo urbano difficile. Dalla sua prima inchiesta fotografica sono passati trent’anni, un arco di tempo immenso durante il quale la morfologia dei quartieri indagati dal fotografo è cambiata, così come è mutata la sua sensibilità, pur essendo i temi sempre gli stessi. I quartieri nord di Marsiglia, la Courneuve, Villiers le Bel, ma anche Evry e Dunkerque. L’esposizione ripercorre i luoghi periferici con 164 scatti, la metà dei quali inediti. Undici le sequenze proposte: Vu d’ailleurs (Visto da altrove), No man’s land (La terra di nessuno), Paysages de la banalité (Paesaggi della banalità), Portraits de famille (Ritratti di famiglia), Jardins ouvriers (Giardini operai), La Pose (La posa), Lieux de prière (Luoghi di preghiera), Maliens, ici et là bas (Maliano, qui e là giù), Quartiers nord de Marseille (Quartieri nord di Marsiglia), Implosion (Implosione), Enquete d’identité (Inchiesta d’identità).



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La proiezione di due film di Patrick Zachmann completa l’esposizione: Le mémoire de mon père (La memoria di mio padre) e Bar centre des autocars (Bar centro degli autocarri).

“Vedo solo territori tristi, disperatamente vuoti …Amo l’idea di riuscire  a cambiarne l’immagine. Ho sempre cercato di sfuggire i clichè…per me non è importante catturare un evento passeggero, scelto nell’urgenza, bensì realizzare un lavoro di messa in prospettiva nello spazio e nel tempo. Dalle prime immagini, fino alle ultime scattate nel 2007 nei quartieri nord di Marsiglia, è duro constatare l’evoluzione, piuttosto inquietante nel suo insieme, della realtà della banlieue, ma anche della sua percezione all’esterno. I giovani che ‘sorreggono i muri’, i trafficanti di droga e i loro spacciatori tipici del ghetto, il clima di violenza della Cité. Bisogna andare oltre con lo sguardo, avvicinarsi agli abitanti della  banlieue, francese e straniera, che si battono come possono…” Patrick Zachmann dal libro Ma proche banlieue

di Iskra Naydenova Cannizzaro

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