La musica diventa sostenibile con il progetto Terra

Non solo pale eoliche e orti in giardino. Anche la musica può essere rinnovabile e, attraverso le note, rilanciare i sapori della natura e i ritmi biologici. E' questa la filosofia del progetto Terra che dal 15 ottobre porterà sul palco del Teatro Binario 7 di Monza diversi artisti: dalla musica balcanica d'avanguardia della BABBUTZI ORKESTAR al folk-rock camuno degli I LUF. Alberto Turra, musicista, compositore e direttore artistico del teatro racconta ad Affaritaliani.it l'origine e il significato dell'iniziativa: "Il sistema uccide la musica, ecco i veri emergenti". INTERVISTA

Venerdì, 4 novembre 2011 - 10:57:36

IL PROGRAMMA

teatro: www.teatrobinario7.it

alberto turra:
 www.alturbogolfer.blogspot.com

di Virginia Perini

babbutzi

Non solo pale eoliche e orti in giardino. Anche la cultura può essere rinnovabile. E soprattutto la musica. In che senso? Nel senso che in una serie di note possono esistere intere tradizioni, abitudini e storie. E riflettere sul benessere del pianeta, auspicando un ritorno alla terra, alla riscoperta dei sapori della natura e dei ritmi biologici, dovrebbe essere la missione di coloro che, attraverso qualsiasi forma d'arte, contribuiscono alla cultura globale. E' questa la filosofia che sta dietro al progetto Terra, giunto alla seconda edizione, che dal 15 ottobre vedrà salire sul palco del Teatro Binario 7 di Monza diversi artisti, ognuno dei quali, con una propria e originale forma espressiva, fornirà spunti di riflessione su come l'arte musicale possa crescere e interagire con il territorio. Si passerà quindi dalla musica balcanica d'avanguardia con la BABBUTZI ORKESTAR che aprirà l'evento, al cuore della Sicilia fino al folk-rock camuno degli I LUF. 

Alberto Turra, musicista, compositore e direttore artistico del teatro racconta ad Affaritaliani.it l'origine e il significato dell'iniziativa.

Il progetto terra e' arrivato alla seconda edizione. Quali pensi che siano gli elementi vincenti?
Penso che l'elemento più importante sia la qualità degli artisti coinvolti, unita all'eterogeneità della proposta.

Come e' nata l'idea? Quando?
Un anno fa Corrado Accordino (direttore artistico del Teatro Binario 7 e del Teatro dei Filodrammatici), attore e regista con cui collaboro da qualche anno, ha chiesto a me e a Basilio Santoro (lifegate radio) se fossimo interessati alla direzione artistica della stagione musicale interna al teatro. La nostra risposta è stata l'immediata ideazione di Terra: io sul fronte della scelta e reclutamento artisti, Basilio sul fronte della promozione radiofonica. E' stato subito evidente ad entrambi che il fuoco della nostra attenzione doveva essere un aspetto di fondamentale importanza per la cultura moderna e contemporanea: la sostenibilità.

Che cosa significa musica rinnovabile?
I termini "sostenibile" e "rinnovabile" fanno parte del campo semantico inerente all'ecologia e al destino dell'uomo su questo pianeta: crediamo profondamente che questo sia uno dei luoghi di riflessione più importanti per chi si occupa di cultura e diffusione della stessa, non solo in senso metaforico (artisti a chilometro zero...sembra una butade ma è parte centrale della filosofia di Terra) ma in senso attivo e diretto.

Credi che il ritorno alla terra sia un'esigenza sempre più diffusa?
Più che un esigenza diventerà un'urgente necessità tecnica per il genere umano, sia in senso metaforico che in senso letterale. Ha argomentato meglio di me la questione Ermanno Olmi nel film Terra Madre.

Partirete dalla musica balcanica... Come mai questa scelta? Mi racconti qualcosa di questi artisti
L'anno scorso la stagione è stata aperta dalla Mamud Band, progetto che propone la musica afrobeat (Fela Kuti nello specifico, quindi Nigeria) eseguita da musicisti quasi esclusivamente italiani: è stata una grande festa. Anche quest'anno abbiamo inteso proporre lo stesso principio ma geograficamente collocato nei balcani. Musica quindi 'a chilometro zero e infinito' (così recitava il comunicato stampa l'anno scorso). La Babbutzi Orkestar è una delle realtà italiane di musica balcanica più attive e interessanti in questo momento e hanno un repertorio variegato, soprattutto coinvolgente. Sono molti anni ormai che veniamo sempre più abitati (anche in questo caso sia metaforicamente che letteralmente) da culture che assolutamente devono essere conosciute, comprese, studiate, accolte e meticciate alla nostra. O meglio, questa è la realtà dei fatti, sta a noi poi metterci nella disposizione tecnica e culturale migliore per assecondare questo processo, per fare in modo che sia ricchezza e non fonte di paura.

E' dura la carriera dell artista? In italia puo' diventare una professione di cui vivere?
E' dura nella misura in cui si crede che questo lavoro debba portare notorietà, successo e ricchezza a tutti i costi. Anche in Italia può essere una professione di cui vivere (nonostante le condizioni in cui versiamo) facendo molta attenzione a non confondersi: è un lavoro fatto di dura formazione (che non può e non deve esaurirsi a 25 anni come i media insitono a volerci far credere) e di un'esperienza lunga quanto la vita stessa dell'artista. Se ami l'arte che hai scelto difficilmente le difficoltà saranno un vero problema: saranno l'occasione per imparare e arricchirsi.

Si puo' esistere al di fuori del sistema musicale e televisivo dei grandi gruppi?
Si deve.O quantomeno si deve mantenere la lucidità di non considerare quel sistema come l'unico. Personalmente vivo e lavoro da oltre 15 anni fuori da questo contesto, e mi sento sano come un pesce.

Si sente parlare di emergenti in continuazione. Poi pero' sembra che in realta' uno dei problemi dell italia sia il potenziale inespresso di nuovi talenti...
Appunto: certi media hanno il potere di vanificare il significato delle parole. Come si può chiamare emergente un'artista che da oltre 10 anni calca i palchi di tutta Italia e non solo, con dei dischi alle spalle, per il solo fatto che non è mai apparso in tv? Il potenziale di certi talenti si esprime eccome; il problema è che il pubblico (anche inteso nelle persone che credono di sapere cosa il pubblico vuole) cerca sempre nello stesso stanco e sterile luogo.

Ho visto che seguite un progetto di riattualizzazione della musica classica, in che cosa consiste?
Già dalla nascita di Terra collaboro con l'associazione Equivoci Musicali, diretta dalla mezzosprano Rachel O'Brian, che si è resa felicemente responsabile della musica classica in questa stagione. Il loro lavoro consiste proprio nel trovare nuovi contesti scenici, concettuali, in cui rivitalizzare opere e compositori che normalmente saremmo obbligati a sentire in contesti più accademici.

Parlami un po' di te. Lavori e progetti in corso?
In questo momento ti scrivo dallo studio in cui sto seguendo le registrazioni del disco di Sarah Stride in qualità di chitarrista, arrangiatore e produttore artistico. Continua la collaborazione in veste di chitarrista della Mamud Band, super band di AfroFunk capitanata dal percussionista Lorenzo Gasperoni (suoneremo un venerdì al mese alla Salumeria della Musica durante il prossimo autunno, mentre prosegue la preproduzione del prossimo disco) e allo stesso modo procede la promozione del disco ‘Sacred Ground’ del trio International Troubadours, presentato qualche mese fa a Monza, quest’estate al festival della musica classica di Levanto e per dieci giorni consecutivi alla festa dell’unità di Bologna in compagnia di Corrado Accordino, Alberto Astorri e altri amici; il 9 novembre lo presenteremo al Conservatorio di Trento all’interno del festival curato dal M° Emilio Galante.Tra le novità è d’obbligo citare le musiche scritte per il video d’arte nato da un’idea/visione del M° Giò Fronti e realizzato magistralmente dalla regista Alessandra Pescetta, intenso tributo ai fatti di Fukushima e al Giappone, di davvero prossima uscita. Sul fronte della composizione per la danza contemporanea, si è sviluppato un fortunato legame con il coreografo Deveraj Thimmaia con il quale nei mesi scorsi è stata messa in scena la piece “Arranged marriage” al The Place e al Royal Opera House, entrambi a Londra. Siamo in attesa di sviluppi per la prossima produzione intitolata “Curfew”.

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