Gianni Degli Antoni e la fusione fredda

Venerdì, 10 febbraio 2012 - 16:02:00

Altro passo avanti Fusione Fredda - Ora un incontro al Cern Il boicottaggio messo in atto fino ad ora sembra scivolare addosso e sembrano vanificati i tentativi di tenere fuori dalle sedi ufficiali la Fusione Fredda, le Lern e altre ricerche di frontiera che hanno trovato negli sforzi di Coherence uno spazio di confronto contrastato a livello extrascientifico Gianni Degli Antoni, Professore Emerito Università di Milano; Vincenzo Valenzi, Vice Presidente Lium, Bellinzona, www.lium.ch, Centro Studi di Biometeorologia Roma Da Roma a Ginevra al Wsec, a Zurigo per i Cern Colloquium la Fusione Fredda e le Lern (le reazioni a bassa energia) sono al centro del dibattito scientifico e industriale contemporaneo.

Il boicottaggio messo in atto fino ad ora sembra scivolare addosso e sembrano vanificati i tentativi di tenere fuori dalle sedi ufficiali la Fusione Fredda, le Lern e altre ricerche di frontiera che hanno trovato negli sforzi di Coherence uno spazio di confronto contrastato a livello extrascientifico come raccontato nella saga di coloro che difendevano le «Sacre Mura» della Sapienza dagli infedeli caccciandoli fuori con le buone e con le cattive (tema sul quale si dovrà tornare nel merito e nel metodo e che dovrebbe far riflettere la comunità scientifica e non solo).

Ora con l'incontro programmato al Cern per il 22 marzo, con studiosi di rango dell'Infn come Celani e ordinari di fisica come Srivastava, che possono discutere di esperimenti e teorie nelle sedi proprie, la speranza che da queste frontiere della ricerca arrivino soluzioni alle gravi crisi contemporanee è grande, sia nel campo energetico (e con i rubinetti del Gas russo che si stringono il tema si impone), sia nel campo della comprensione della vita che da Eccles a Benveniste, da Tiengo a Montagnier ritorna al centro delle ricerche istituzionali dopo che anche qui gravi anomalie nel metodo scientifico hanno caratterizzato vicende infelici che hanno riguardato in modo volgare quanto pubblicizzato anche Giuliano Preparata e colleghi paragonati a truffatori e anche peggio proprio su un grande giornale come «Repubblica».

La ricerca scientifica resta una cosa seria e sarà bene coltivarla e proteggerla anche dai troppi parassitismi che ne hanno stravolto la natura e la genesi dei fini: da una ricerca della verità a piccole modeste lotte per il potere, trasformando il potere della ragione nella ragione del potere, che non va mai troppo bene, ma che nella scienza raggiunge il massimo del danno e dell'abiezione proprio contro la verità e la mission della scienza che resta per l'appunto la verità possibilmente al servizio dell'Uomo e della sua società. Mentre festeggiamo il ritorno alla normalità nel campo della ricerca sulla Fusione Fredda e delle interazioni deboli quantistiche in biologia, un ricordo commosso va ai grandi protagonisti del Novecento che hanno sacrificato brillanti carriere sull'altare della scienza, come fece a suo tempo il grande pisano padre della fisica moderna.

 

Tratto da Villaggio Globale (vglobale.it)



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