"L'ultima edizione di 'Officina Italia' si farà. Poi un festival di respiro europeo". E sul dibattito su un nuovo festival milanese...
IL DIBATTITO SUL NUOVO FESTIVAL LETTERARIO MILANESE IL PRIMO PASSO... IL PASSO AVANTI... L'INTERVENTO DI MAURI LO SPECIALE
di Antonio Prudenzano

![]() Stefano Mauri |
Intanto, lo scrittore Alessandro Bertante, che con il collega Antonio Scurati da anni organizza a Milano il Festival letterario "Officina Italia", intervistato da Affaritaliani.it parla per la prima volta della nuova edizione, rimandata in autunno.
Bertante, avete trovato i fondi per la manifestazione di quest'anno? Si farà "Officina Italia" 2011? 
Alessandro Bertante
"Officina Italia quest’anno si terrà dal 20 al 22 ottobre. Abbiamo in parte risolto i nostri problemi di finanziamento e ci prepariamo a una nuova grande edizione dedicata a Milano e alla formidabile svolta politica in atto, che aspettiamo da davvero molto tempo. Posso dire che Officina Italia quest’anno
sarà luminosa, militante e imprevedibile".
A Milano molti dicono che il "vento" sia "cambiato" con la nuova 
Stefano Boeri
amministrazione Pisapia: l'assessore alla Cultura Boeri aiuterà "Officina
Italia"?
"Il vento è cambiato e non bisogna essere dei metereologi per capirlo. Il nuovo assessore Boeri sosterrà Officina Italia con forza credendo nel nostro progetto perché lo conosce e lo segue da anni. Sono gli sponsor il problema, la crisi economica ha azzerato i contributi e l’impegno dei privati nelle manifestazioni culturali. Noi andiamo avanti lo stesso ma certo in previsione dell’EXPO questo atteggiamento è miope e privo di senso. Sia gli Enti pubblici che l’imprenditoria privata devono capire che in una città come Milano le attività culturali non sono un fardello economico ma una risorsa imprescindibile per riattivare alcuni settori del mondo del lavoro, specie per quanto riguarda la disoccupazione giovanile.
Cosa c'è nel futuro di "Officina Italia"?
"Questa è la quinta e ultima edizione come era stato stabilito insieme a Scurati quando mettemmo in piedi la prima edizione. Io credo che le cose debbano finire, per poterne iniziare delle altre. È meglio per tutti. Nei nostri programmi c’è un grande festival di respiro europeo".
A Milano i grandi gruppi editoriali pensano all'ideazione di un nuovo festival letterario. Ha seguito il dibattito in corso in questi giorni? Cosa ne pensa?
"Guardiamo con attenzione a chiunque si muova per migliorare la proposta culturale della città. Noi abbiamo già nostri progetti, avanzati e consolidati che non riguardano solo l’organizzazione di eventi ma affrontano il tema della proposta culturale in modo molto più organico. Abbiamo un gruppo di lavoro esperto e collaudato, una rete di collaborazioni professionali che non si esaurisce con Officina Italia. Ma certo sono convinto che Milano abbia bisogno di diverse manifestazioni importanti e che sia venuto il momento di ricominciare a pensare in grande, recuperando una centralità culturale da tempo smarrita. Ben vengano quindi grandi editori motivati e intraprendenti che hanno i mezzi ( e senza dubbio li hanno e non da oggi) per affrontare qualsiasi progetto. E se poi , come dice Gian Arturo Ferrari (vedi box a destra, ndr), questi editori cercano figure di riferimento esterne ai grandi gruppi per fare un grande festival, noi questa proposta la stiamo portando avanti da anni e da anni cerchiamo realtà imprenditoriali che possano condividerla".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















