Lo speciale di Affaritaliani sulla nuova narrativa da Taranto e dal Salento spinge lo scrittore Cosimo Argentina a intervenire
Due parole di commento allo speciale sulla letteratura della Puglia meridionale, speciale realizzato da Antonio Prudenzano (VEDI BOX A DESTRA).
Innanzi tutto sposto l’attenzione dagli scrittori a chi ne esamina l’opera. Un romanziere è quasi sempre un individualista e, almeno così dovrebbe essere, un solitario. Nel mio caso scrivo ogni volta che posso e per il resto insegno diritto e me ne sto con i bambini in una casa troppo lontana da Taranto per essere vera.
![]() Cosimo Argentina, scrittore classe '63 |
Conosco poco gli altri scrittori della mia terra ma ecco che di tanto in tanto qualcuno – nello specifico Prudenzano – traccia una mappa del mondo letterario che sta crescendo nell’area che a me più interessa. Grazie a questi censimenti delle parole posso comprendere un panorama e un fronte di cui altrimenti non avrei percezione.
Mi sono sempre tenuto alla larga dai fenomeni di aggregazione. Gli scrittori emiliani, la scuola lombarda e quella milanese, il gruppo di scrittori partoriti da internet…
![]() Cosimo Argentina |
Io credo nello scrittore, ma dirò di più: credo nella singola opera. Uno scrittore può aver scritto un capolavoro e poi compitini. Ma un’estrazione comune è comunque un valore, anche nell’individualismo. Ecco perché credo che la critica letteraria e il giornalismo culturale dovrebbero avere nel proprio dna l’ideazione di speciali o approfondimenti che mirino ad aprire squarci sul mondo letterario di per sé asfittico e poco conosciuto.
La narrativa tarantina per esempio vive oggi almeno a livello quantitativo una sorta di rinascimento. In passato pochissimi gli autori accreditati. Per anni bisognava ricorrere alla tradizione di Antonio Rizzo e dintorni per avere il piacere di leggere opere che parlavano di Taranto.
In questi ultimi dieci anni invece le cose sono cambiate. Già De Cataldo e Girolamo Di Michele con libri come 'Scirocco' o 'Terroni' hanno osato ambientare storie nella mia terra. Oggi si assiste a una fioritura di scritti. Certo la quantità non è automaticamente marchio di qualità, ma avere giovani autori (oggi si è giovani autori fino a 45 anni e quindi io mi son tirato fuori a fatica dalla frangia solo da alcuni mesi) messi in condizione di dire la loro su un piano nazionale è importante.
Un’ultima considerazione. I lettori che conosco cominciano a non accettare più la visione fosca di ciò che si scrive. Il lettore vorrebbe ottimismo, cozze, belle ragazze e storie di avventura e amore e speranza. Ma lo scrittore è costretto a farsi inseguire dalle storie che lo marcano stretto.
Il vero scrittore non dovrebbe studiare a tavolino le sue mosse sicché questo passa il convento… e lo scrittore si adegua.
Nasce una santa alleanza tra i personaggi e il creatore di storie, un’alleanza che funziona solo se il narratore si mette in gioco e in discussione fino alla nudità. E se questo passa attraverso i fumi dell’Ilva e le coste inquinate, be’, ragazzi, così è!
L'AUTORE DELL'INTERVENTO - Cosimo Argentina è nato a Taranto nel 1963. Si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Bari con una tesi sul Diritto del commercio internazionale ed una specializzazione in criminologia. Dopo aver praticato l'attività di procuratore legale e giornalista a Taranto, nel 1990 si è trasferito in Brianza dove vive ed insegna Diritto. Ecco i suoi libri: "Il cadetto", Marsilio, 1999. "Bar Blu Seves", Marsilio, 2002. "Cuore di cuoio", Sironi, 2004. "Viaggiatori a sangue caldo", Avagliano, 2005. "Brianza vigila Bolivia spera", NoReply, 2006. "Nud'e cruda. Taranto mon amour", Effigie, 2006. "Maschio adulto solitario", Manni, 2008. "Beata ignoranza", Fandango, 2008.



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