L'editoria italiana e la crisi? Rispondono i protagonisti, gli editori

Venerdì, 4 settembre 2009 - 11:11:00
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"C'è crisi dappertutto"
, canta il surreale cantautore Bugo nel suo ultimo disco. Il realtà, esistono settori meno colpiti dalla crisi economica. Uno di questi pare essere l'editoria letteraria che, a differenza di quella stampa, non si basa (anche e soprattutto) sulle inserzioni pubblicitarie, ma su uno zoccolo duro di lettori forti, per niente propensi a rinunciare a un bene per loro 'primario' come la lettura di romanzi, saggi, racconti e raccolte di poesie.

Per capire se è davvero così, se cioè le case editrici italiane hanno risentito meno delle difficoltà dell'economia, gli studenti del "Laboratorio di Editoria" dell'Università Cattolica di Milano hanno interrogato i diretti interessati, gli editori. Da Bompiani a Baldini Castoldi Dalai, da Fandango a Rizzoli, da Mondadori a Isbn, quasi tutte le principali case editrici italiane hanno accettato di parlare di un tema delicato. Il risultato è un volume di estremo interesse, non solo per gli addetti ai lavori, dal titolo "Quo vadis libro? Interviste sull'editoria italiana in tempo di crisi" (Educatt), stampato in edizione limitata. Ecco alcuni estratti delle 47 interviste (in rigoroso ordine alfabetico).

Alessandro Dalai (editore della Baldini Castoldi Dalai): "Non è vero che non c'è crisi. Non mi rispecchio pienamente in questa affermazione. Ho notato infatti un po' di gelata nelle vendite a partire dal mese di gennaio 2009. Invece il Natale 2008 è andato molto bene (...) Per il futuro non si prospettano certo momenti migliori".

Elisabetta Sgarbi di Julien
Elisabetta Sgarbi
Elisabetta Sgarbi (editor e direttrice editoriale della Bompiani):
"Proprio nei momenti di crisi i lettori si fanno più sensibili alle proposte culturali (...) Per Bompiani finora c'è stata una sostanziale tenuta (...) La sfida nel prossimo futuro sta nella capacità /possibilità da parte delle strutture pubbliche di sostenere la cultura".

Ottavio Di Brizzi (direttore editoriale della Bur):
"In prima battuta si potrebbe affermare che in Italia i libri non soffrono la recessione. Le stime ci informano che nel nostro Paese ci sono 3 milioni e mezzo di lettori forti e intendiamo con questo nome le persone che leggono almeno un libro al mese. Guardando i dati dal 2007 ad oggi, ci si accorge che non è cambiato molto".

Oliviero Ponte di Pino (direttore editoriale della Garzanti): "Per ora, facendo i debiti scongiuri, l'editoria libraria sembra reggere la crisi: le vendite sono rimaste più o meno stabili, anche se gli ordini dei librai - e dunque le tirature - sono in leggero calo".

salone libri


Luigi Brioschi (direttore editoriale e consigliere d'amministrazione della Longanesi): "Internet è stato per i libri solo un vantaggio: molta più comunicazione, e un nuovo canale di vendita...".

(Segue/ I pareri di Mursia, Newton Compton, Rcs Libri e Sellerio)

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