Jakob Lorber, “lo scrivano di Dio”
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Ciò che è certo è che l’opera di Lorber si presenta come qualcosa di assolutamente sconvolgente (di fronte a cui lo stesso Martin Lutero sembra uno scolaretto che si arrabbia con la maestra per un cattivo voto), se accettiamo come vera la sua genesi. Per questo, forse, la pubblicazione dei suoi testi ancor oggi incute un certo timore? In queste pagine, difatti, secondo il mistico austriaco il Signore in persona spiega (tra mille altre cose ancor più importanti) che la chiesa cattolica non è altro, in fondo, che un’invenzione di uomini decisi a controllare gli altri uomini infondendo paure ingiustificate su ciò che li attende dopo la morte e asserendo, ad esempio, che i soldi destinati alla costruzione di edifici lussuosi come le chiese, adornati di ori e marmi, dovevano invece essere impiegati secondo le sue indicazioni in vita per costruire ospedali e luoghi di accoglienza per le persone bisognose. O ancora, viene sottolineata la creazione di figure come il Papa e le gerarchie ecclesiastiche di cui il Cristo non ha mai parlato. Si parla, dunque, di una sorta di tradimento, in fondo, di parole che sono state volutamente distorte per giustificare azioni che non sono mai state approvate da Dio in alcun modo.
Ma, a questo punto, è lecito chiedersi: chi era Lorber?
Nel sito a lui dedicato dalla Associazione Jakob Lorber che da anni in Italia cerca di diffondere la conoscenza di questa straordinaria figura, e da cui sono tratte tutte le informazioni che seguono, leggiamo che egli nacque il 22 luglio del 1800 da una famiglia di antica origine contadina nel piccolo villaggio di Kanischa presso l’odierna Maribor nell’attuale Slovenia. All’epoca la regione faceva parte dell’impero austriaco.
Il padre Michael, che coltivava personalmente il podere di sua proprietà, aveva uno spiccato talento musicale e sapeva suonare diversi strumenti. Fu infatti sotto la sua guida che Jakob, il maggiore dei suoi tre figli, imparò a suonare il violino, il pianoforte e l’organo.



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