Jacopo De Michelis, editor della Marsilio, ad Affaritaliani.it: "La moda degli esordienti? Chi se ne lamenta è incoerente..."
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Jacopo De Michelis, classe '68, è l'editor della narrativa di Marsilio, casa editrice fondata a Venezia nel 1961, dal '69 diretta da suo zio Cesare, dal '00 nel gruppo Rcs e, soprattutto, negli ultimi anni in grande ascesa (ha cominciato il 2010 con l'acquisizione di Sonzogno, anche grazie agli introiti della trilogia-bestseller di Stieg Larsson...). Appassionato di letteratura noir (è il curatore della collana Marsilio "Black"), oltre che apprezzato traduttore dal francese, De Michelis nell'intervista ad Affaritaliani.it racconta la sua attività di editor, parla della letteratura italiana contemporanea, della 'moda' degli esordienti, della casa editrice di famiglia e di molto altro...
![]() Jacopo De Michelis |
Partiamo da Marsilio. Il successo di Larsson vi ha permesso di finanziare l'acquisizione della Sonzogno. In queste settimane è in classifica un altro vostro noir scandinavo di successo, "La principessa di ghiaccio" di Camilla Lackberg. La 'campagna acquisti' è ancora aperta?
Il bilancio della casa editrice è positivo nonostante la crisi?
"Più che positivo. Parlano i numeri: nel 2009, anche escludendo Larsson, siamo cresciuti di oltre il 30% rispetto all'anno precedente. Al momento siamo il sesto o settimo editore italiano. E pure il 2010 è cominciato col piede giusto, 'La principessa di ghiaccio' è già alla sesta edizione e finora sono state stampate ben 150mila copie...".
Oggi Marsilio fa parte del gruppo Rcs. In futuro pensate di tornare indipendenti?
"Sarebbe una follia. Da quando nel 2001 siamo entrati a far parte del secondo
gruppo editoriale italiano per quota di mercato, abbiamo sempre goduto di una piena autonomia editoriale e le cose per noi sono andate sempre meglio. Il merito del successo di Larsson, tanto per capirci, è anche dell'efficiente rete commerciale Rcs".
Racconti i suoi primi passi da editor.
"Ho cominciato quando ero all'università e internet in Italia praticamente ancora non esisteva con Fabula, il primo sito letterario italiano. Per Fernandel ho anche curato un'antologia dei migliori racconti pubblicati su Fabula. Poi sono arrivate le prime correzioni di bozze, letture e traduzioni per diversi editori grandi e piccoli. Insomma, ho fatto la gavetta, fino a quando l'attrazione familiare per la Marsilio non mi ha portato a Venezia".
Lei lavora nella casa editrice di suo zio. Le pesa quest'etichetta?
"No. Cesare è sempre stato imparziale con me, non risparmiandomi mai critiche e lavate di capo quando le riteneva necessarie. Ammetto di essere stato molto fortunato ad avere questa occasione, ma in questi primi 4 anni da responsabile della narrativa di Marsilio penso di aver fatto qualcosa per meritare tale fortuna: il
fatturato del settore di mia responsabilità è passato da 1 a 15 milioni di
euro. Un merito che ovviamente va diviso con la squadra che lavora con me: Francesca Varotto (editor di narrativa straniera, la scopritrice di Stieg Larsson), Marco Di Marco (editor di narrativa italiana), Annalisa Longega (editor delle testimonianze), Fabio Ferlin (redattore)".
![]() Il logo della casa editrice |
Marsilio non accetta manoscritti di aspiranti esordienti, ma si fa mandare prima una breve presentazione e poi, eventualmente, richiede l'invio del testo. Preferite quindi affidarvi alle agenzie letterarie?
"Cerchiamo di porre un argine alla valanga di manoscritti che invade le case
editrici, ecco perché chiediamo prima una breve presentazione. Con le agenzie di anno in anno i rapporti si fanno sempre più intensi, perché sono sempre di più gli autori che decidono di farsi rappresentare da un agente, un fenomeno relativamente nuovo per l'Italia, ma che nei paesi anglosassoni è la normalità. Detto questo, andiamo fieri anche di molte 'scoperte' fatte direttamente, andando noi stessi a scovare gli autori e i libri. Penso a 'Studio illegale', tratto dall'omonimo blog, uno dei migliori esordi italiani del 2009".
Come sta la letteratura italiana ormai post-Anni Zero?
"Molto bene direi. C'è entusiasmo, penso ad esempio alla corrente del New Italian Epic, o al tentativo di autori come Ammaniti, Cappelli e di uno dei nostri esordienti di quest'anno, Giuliano Pavone (in autunno uscirà l'atteso
'L'eroe dei due mari', vedi box in alto a destra, ndr), di raccontare l'Italia di oggi attraverso l'ironia tagliente della migliore commedia all'italiana. Rispetto al minimalismo esasperato delle generazioni precedenti, oggi in generale i nostri giovani scrittori hanno decisamente una marcia in più".
Si parla tanto della 'moda' degli esordienti. E' destinata a durare ancora a lungo?
"Molto dipende dal marketing in questi casi. Le 'colpe', se di colpe si può parlare, vanno divise tra editori e giornalisti. La questione è semplice: in questo momento, se l'autore è giovane e viene ben presentato, attrae i media
in modo particolare. Gli editori in questi mesi stanno insistendo molto sui giovani anche nel tentativo di andare incontro alle sollecitazioni della stampa. E questo è l'elemento negativo... Poi però c'è l'aspetto positivo: ci si lamenta sempre perché l'Italia in generale è un Paese gerontocratico, chiuso ai giovani, e poi quando l'editoria a differenza di molti altri settori si dimostra così ben disposta verso i volti nuovi si critica questa tendenza. Mi sembra incoerente".
![]() "L’ombra del falco" di Pierluigi Porazzi |
A proposito di esordienti, quali pubblicherete quest'anno?
Qual è la 'scoperta' di cui va più orgoglioso?
"Ce ne sono diverse. Se devo citarne solo una, sono particolarmente affezionato a un autore noir di grande talento come Simone Sarasso".
E quale il rimpianto più grande?
"Per chi fa il mio lavoro è normale averne parecchi. Mi viene in mente uno degli ultimi: avremmo tanto voluto pubblicare il nuovo romanzo di Francesco Pacifico, ma quando Mondadori si muove con convinzione c'è poco da fare. E così il libro in questione lo pubblicheranno loro a breve".
Quali case editrici italiane lavorano bene sulla nuova letteratura italiana?
"La Mondadori appena citata, che in pochi anni ha pubblicato i bestseller di due esordienti come Saviano e Giordano, mentre tra i medio-piccoli citerei la Minimum Fax. In ogni caso sono sempre di più le case editrici italiane che fanno un ottimo lavoro sugli esordienti. Quello che mi piace meno è l'approccio di chi vuole la botte piena e la moglie ubriaca, e cerca di spacciare per alta letteratura operazioni assolutamente legittime ma di altra natura come per esempio i Cento colpi di spazzola di Melissa P...".
![]() "Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra" di Claudia Durastanti |
Un'ultima domanda, sul Premio Strega: il vostro candidato è Giacomo Lopez, con "Non resterà la notte"...



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