iQuindici che stanno cambiando l'editoria: "La rivoluzione è il copyleft, e gli editori non si sentano minacciati"
di Antonio Prudenzano
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L'Italia, tra le altre cose, è anche il paese degli scrittori. Ogni giorno le migliaia di case editrici italiane sono sommerse dai manoscritti di aspiranti romanzieri, saggisti e poeti. Uno su mille ce la fa, o quasi. Il sistema va avanti da parecchi decenni, ma qualcosa sta cambiando, e anche questa volta la rete gioca un ruolo fondamentale. Da una 'costola' dei Wu Ming, l'8 settembre 2002 sono nati iQuindici (www.iquindici.org), un gruppo unico nel suo genere di lettori appassionati che (gratuitamente!) giudicano tutti i testi che ricevono (ogni volta almeno due lettori diversi esprimono un parere sul medesimo manoscritto) e inviano all'autore di turno una 'recensione'. Sempre. I migliori sono segnalati sul sito e/o pubblicati sulla rivista online 'Inciquid'. Tutto nello spirito perfettamente internettiano del copyleft. Con il tempo l'autorevolezza de iQuindici che, come vedremo, oggi sono molti di più, è cresciuta, soprattutto dopo che alcuni autori segnalati positivamente sono stati scelti da prestigiose case editrici. Vale la pena indagare, quindi. Il 'rischio', infatti, è che il futuro dell'editoria, e in particolare della selezione degli esordienti, l'abbiano previsto proprio loro. E soprattutto, se iQuindici si sono sempre rifiutati di rendere commerciale la loro invenzione e di aprire alla pubblicità, qualcun altro presto potrebbe pensarci e far diventare un business questo tipo di attività...
Affaritaliani.it ha intervistato iQuindici, che hanno risposto 'in gruppo' alle domande, com'è nel loro spirito.
Chi sono (e quanti sono...) oggi iQuindici? 
"In questo momento siamo circa trenta, di cui una decina donne. Ma è solo un caso che le donne siano di meno in questo periodo. Abbiamo poi una trentina di lettori esterni, che hanno accettato di accollarsi la lettura di qualche manoscritto in un momento di crisi in cui le letture arretrate rischiavano di sommergerci. Come la nave di Giasone, il ricambio, sia pure lento nel tempo, fa sì che dei quindici padri fondatori uno solo fa parte del gruppo a tutt’oggi, mentre gli altri sono tutti entrati successivamente. Lo spirito originale, però, si è mantenuto sempre lo stesso".
"Sulla nostra pagina “Biblioteca Copyleft” (http://www.iquindici.org/download.php?list.19 ) sono liberamente scaricabili i romanzi che abbiamo amato e sostenuto. Alcuni autori hanno incontrato il favore di editori più o meno grandi: tra questi Guglielmo Pispisa e Girolamo De Michele (Einaudi), Francesco Fagioli, candidato al Premio Strega 2008 (Marsilio), ma anche Saverio Fattori, Giulia Fazzi, Giambattista Schieppati, Valeria Brignani, Gianluca Colloca. Altri autori, che noi riteniamo altrettanto importanti, non sono (ancora?) arrivati alla stampa, ma alcuni hanno reso o renderanno disponibile il loro testo presso l’editore on demand Stampalibri. Il nostro intento primario rimane quello di far conoscere opere che hanno secondo noi un valore culturale, a prescindere dalla loro appetibilità commerciale. In questo crediamo di poter dire di aver ottenuto un notevole successo: le copie dei libri copyleft scaricate dal nostro sito sono ad oggi più di 26mila, un traguardo che farebbe invidia molte piccole case editrici".
"Nell’ultimo anno ne abbiamo ricevuti una media di cinque al mese, cioè una sessantina nell’anno.
I generi spaziano in tutte le possibili direzioni della narrativa e della poesia, ma c’è una predominanza del genere noir o giallo, e del romanzo di formazione. Riceviamo anche un discreto numero di opere 'impegnate', a sfondo politico o sociale".



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