Desiati: "Allo Strega con spirito olimpico...". E scherza sul conflitto d'interessi con Nesi... L'intervista di Affaritaliani.it

Venerdì, 8 aprile 2011 - 07:38:00

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LE ULTIME SULLA CORSA AL PREMIO STREGA: SPUNTANO DUE MINI-EDITORI CAMPANI E...

Alla vigilia della scadenza delle presentazioni delle candidature al premio Strega 2011, spuntano anche i nomi di due piccoli editori campani. Affaritaliani.it rivela in anteprima che tenteranno di entrare nei "12" Gerardo Pepe, con "Francesco è pronto - e sposerà Tina Turner" (edito da Il Papavero e presentato da Cesare Milanese e Luca Canali), e Guida edizioni con "Malabar" di Don Gino Battaglia (presentato da Arrigo Levi e Marcello Rotili). A proposito di piccoli editori, ieri Il Foglio Letterario di Gordiano Lupi ha annunciato tramite Affaritaliani.it di aver trovato due Amici pronti a candidare Boris Virani, 23enne autore di "Mangia la zuppa, amore": si tratta di Paolo Ruffilli e Predrag Matvejevic. A questo punto, se Minimum Fax alla fine deciderà di non partecipare (ormai è quasi certo che sarà così), se la giocheranno in 18... SCOPRI TUTTI I NOMI IN CORSA E LE ULTIME NOVITA'

 

LA TRAMA DEL NUOVO ROMANZO DI DESIATI

È il 1975. Mimì Orlando è costretta a lasciare i suoi scogli, l’odore di salsedine, la Puglia per la Svizzera, dove il padre lavorerà nella grande fabbrica che produce lu Ternitti: l’Eternit, l’amianto, promessa di ricchezza per migliaia di emigranti ignari delle esalazioni destinate a ucciderli. In Svizzera tra la quindicenne Mimì e il diciottenne Ippazio, solitario e sfuggente compaesano anche lui operaio di ternitti, sboccia una passione segreta. Anni ’90. Mimì è di nuovo in Puglia. Sola. Con una determinazione e un orgoglio che fanno di lei una donna eccezionale, coraggiosa e selvatica. Ha una figlia adolescente, Arianna, poco più giovane di lei. Ma accanto a loro non ci sono uomini, per Arianna non c’è un padre. Mimì vive con feroce innocenza le esperienze della vita, si riprende giorno dopo giorno la giovinezza che non ha mai potuto vivere, con le sue inquietudini e le sue paure che la portano a rifugiarsi sotto un letto per ascoltare gli antenati. (dalla scheda) 

Libri

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mario desiati ternitti mondadori
La copertina
di Antonio Prudenzano

"Ternitti" (Mondadori) è il nuovo romanzo dello scrittore ed editor di Martina Franca Mario Desiati. Il titolo del libro, un termine dialettale, fa riferimento all'eternit. Allo stesso tempo, "ternitti" può significare anche tetto. Un'ambivalenza di significati non casuale. La storia, sospesa tra realtà, poesia e fiaba, parte nel 1975 e arriva nel 2011 (i particolari sulla trama nel box a destra, ndr). Da ieri è ufficiale la candidatura allo Strega del libro di Desiati. Che abbiamo intervistato.

Come nel suo romanzo precedente, "Il paese delle spose infelici", anche nel nuovo libro ha un ruolo fondamentale una figura femminile: dalla conturbante Annalisa si passa a Mimì, che da bambina lascia la sua terra, la Puglia, per la Svizzera, dove il padre lavorerà nella grande fabbrica che produce amianto. Domenica è una donna che affronterà con coraggio un'esistenza di spostamenti e difficoltà. Si possono trovare affinità tra questi due personaggi? 
"Sono diversissime. Forse l'unica cosa in comune che hanno è che sono due donne sole. Mimì è una donna del sud, moderna, coraggiosa che affronta con il cuore e l'intelligenza ogni situazione. Mimì è un personaggio italiano tipicamente da dopoguerra, che ricostruisce e ha grande senso umano per gli altri prima che per sé stessa. Ha costruito poi la sua emancipazione con l’esperienza, non da poco in un paese come l’Italia".

mario desiati
Desiati
Le pagine del suo libro ambientate nelle fabbriche svizzere dove lavorano gli immigrati italiani raccontano quel mondo in modo estremamente dettagliato. A quali fonti ha attinto?
"Fonti dirette, ho conosciuto e parlato con molte persone che hanno lavorato, e poi ho studiato le carte di un processo, quello della Fibronit di Bari, che mi serviva per non essere troppo approssimativo quando parlavo degli effetti dell’amianto, anche se come tanti pugliesi conoscevo bene gente ammalatasi di amiantosi. Ho fatto leggere il romanzo ad avvocati e chimici, ma alla fine credo che in un romanzo conti la plausibilità del verosimile e non l’aderenza ai fatti, altrimenti scrivevo un documentario come foto di classe".

Annalisa prima e ora Mimì. Cosa c'è del Desiati uomo in queste due figure  femminili?
"Sono stato innamorato di entrambe, e come per Annalisa, per Mimì lotterò con le unghie e con i denti. Chi la tocca muore".

Per parte della critica lei, insieme ad altri autori, fa parte del gruppo di scrittori che propongono un nuovo racconto del "realismo". Allo stesso tempo, però, nelle sue pagine l'elemento poetico ha un ruolo fondamentale. Da scrittore, come gestisce questa co-esistenza?
"Fare una domanda difficile è facile come diceva Auden, e questa mi sembra in linea con questo aforisma. Vedo che si rischia di finire nel ghetto 'Realismopoetico' (meglio del poetismo-reale) ma sempre ghetto. Ho già la claustrofobia. È la storia che comanda lo stile, in questo caso è proprio quella esigente e incorreggibile di Mimì che ha deciso per me e per la sua storia". 

Negli ultimi anni, il problema dell'emigrazione, in questo caso giovanile, è tornato d'attualità in Puglia e nel Sud Italia. Per la collana Contromano di  Laterza, sull'argomento lei ha già pubblicato "Foto di classe. U uagnon se  n'asciot". Oggi i ragazzi sono tornati a lasciare il Meridione, non più per  lavorare nelle fabbriche che producono eternit, ma per studiare o in cerca di altri lavori. Lei fa parte del gruppo di intellettuali pugliesi che sostiene il  Governatore pugliese Vendola. Nonostante una serie di iniziative concrete, neppure lui è riuscito a fermare questa fuga...
"L'emigrazione è una mia ossessione, anche se io amo stendere i confini  delle 
parole oltre i limiti, per questo un verso del milanese De Angelis per me vale  tante spiegazioni quando dice che scendere dal letto è a volte già un'emigrazione Per domanda politica credo che sia nel nostro dna andare  via. Scrive Jamaica Kinkaid in 'Lucy' che spesso si parte da un posto solo per provare un sentimento puro come la nostalgia... io mi crogiolo nella nostalgia, sino ad affogarci dentro...".

Il suo libro è candidato allo Strega 2011. Lei conosce bene l'ambiente che ruota attorno al premio letterario italiano più ambito e discusso. Questa volta, però, sarà protagonista personalmente. Desiati, con che obiettivi va allo Strega?
“Per adesso nutro l’intima speranza che si parli dei nostri libri piuttosto che di strategie editoriali. Comunque nel caso venissi ammesso nei 12, parteciperei con spirito olimpico; è già bello così per Ternitti".

Il suo principale "rivale" sarà Edoardo Nesi, autore Bompiani che è anche tra i soci della Fandango (Desiati è direttore editoriale della Fandango Libri, ndr). Si può parlare di conflitto d'interesse?
"Non so cosa intende per conflitto d’interesse, gli scrittori che tipo di conflitto di interesse hanno?  Nella vita di uno scrittore se non ci fossero contraddizioni e conflitti, zone grigie, sarebbe meglio dire messa, oppure fare volontariato. Uno scrittore deve soltanto rispondere alle sue storie. E quanto a Nesi, non vedo conflitti,  anzi ho già un piano, se vince andrò il giorno dopo a chiedere a lui e Sandro (Veronesi, uno dei due presentatori ndr) di aumentarmi lo stipendio. Vuoi che sull’euforia non mi accontentino?".
 
Nella recensione pubblicata da Repubblica, il critico Asor Rosa ha scritto che lei "è avvinto in maniera quasi ossessiva alla sua terra d'origine, la Puglia". Sta già pensando al prossimo libro? Lo ambienterà ancora nella sua regione?
"Senza ossessioni non vivo. Ne ho a tonnellate e a volte mi rendono difficile, se non impossibile una vita normale. La mia terra è una di queste, ma per il prossimo romanzo la Puglia sarà meno ingombrante, anche se il protagonista sarà nuovamente Veleno (il protagonista del Paese delle spose infelici, ndr) e dunque con la sua martinesità che lo anima in giro per i lati oscuri del mondo".

Cos'è la "martinesità"?
"E’ uno sguardo sul mondo fatto di sarcasmo, ma anche pieno di passione e a volte incoscienza e sfrontatezza. Domenica ero a Vieste per l’ultima di campionato in mezzo a 400 martinesi. Martinesità a fiumi, mentre un carabiniere inquadrava con una videocamera per ragioni di sicurezza o schedatura lo spicchio dei tifosi tutti hanno iniziato a urlare “Italia 1”, si mettevano in posa e si aggiustavano i capelli. Altri si sarebbero coperti il volto Ma la martinesità è anche un forte legame con le proprie radici che credo abiti in molti paesi della provincia italiana. Ognuno di noi si riconosce perché appartiene a una gens o un luogo. Lunedì mattina in piazza un signore mi ha presentato a sua moglie: “Questo sai chi è? È il nipote della buonanima Melodda, la modista.”.

E quando tornerà a pubblicare una raccolta di poesie? Ne continua a scrivere?
"L'umanità non credo palpiti per questo".

A che punto sono le riprese del film ispirato al suo "Il paese delle spose infelici", che vede l'esordio nel lungometraggio di Pippo Mezzapesa. La parte di Annalisa a chi è stata affidata?
"Hanno fatto il primo ciak qualche giorno fa, 'Il paese delle spose infelici' ha un set a Massafra, la Cafarnao di Pasolini, Veleno è ‘inquietantemente’ somigliante al vero Veleno con uno sguardo malinconico Ho avuto uno shock e non ho mangiato per due giorni. Annalisa è invece un'attrice emergente argentina, Alyn Prandi. L’ho vista su un tetto con un abito da sposa che mi sorrideva, o almeno ho pensato che sorridesse soltanto a me".

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