Aloia ad Affaritaliani.it: "Con il nuovo romanzo ho provato a uscire da un vicolo cieco..."

Lunedì, 24 gennaio 2011 - 10:36:00

ernesto aloia minimum fax
LA COPERTINA

"PAESAGGIO CON INCENDIO", IL NUOVO LIBRO DI ALOIA

Ernesto Aloia
L'AUTORE

Dietro le sembianze di una sonnolenta località di villeggiatura dell’Appennino, il paese di Castagneto nasconde un enigma collettivo fatto di insanabili rivalità, odi non saziati, antichi amori mai sopiti, nuove e disperate passioni e cocenti solitudini.
Vittorio, uno storico quarantenne impegnato in una ricerca sui campi di battaglia della Linea Gotica, vi giunge per due settimane di vacanza con la famiglia, ancora oppresso da un lutto recente che rischia di trasformarsi in una cupa ossessione di morte; Carla, sua moglie, nutre invece il bruciante desiderio di una seconda maternità. Durante il trascorrere delle due settimane, la coppia senza quasi rendersene conto si troverà coinvolta nei conflitti in corso dietro la rassicurante facciata del paese: un vortice in cui Vittorio e Carla rischieranno di precipitare irrimediabilmente, finché una repentina esplosione di violenza degna di una tragedia elisabettiana non verrà a tracciare il confine tra i perduti e i salvati. Un romanzo che ha il respiro e la lingua di un piccolo classico e il cuore duro di un thriller, in cui il lettore viene risucchiato pagina dopo pagina... (dalla scheda di presentazione)

 

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di Antonio Prudenzano

Ernesto Aloia, com'è nato il nuovo romanzo? Cos'ha ispirato la trama?
"Chi può dire come nasce un romanzo? Non è che si possa individuare un momento, o un movente preciso. Ognuno porta in sé una stagione importante della vita dell’autore, un grumo di problemi non risolti: qualche volta si tratta di  un periodo concluso e superato, altre volte proprio la scrittura rappresenta una via per uscirne e credo che Paesaggio con Incendio rientri in questa seconda categoria. Non è facile ammetterlo, visto che l’atmosfera in cui la storia si svolge non appare esattamente lieta, ma è proprio così. Scriverlo è stato anche un tentativo di uscire da un vicolo cieco".

Quale metafora cela "Paesaggio con incendio"?
"E’ un romanzo, credo, soprattutto sul modo che hanno le persone di viversi accanto ignorando quasi tutto l’uno dell’altro e in fondo, per pigrizia o cinismo, rifiutando di prendere atto di quel poco che pure si riuscirebbe a scorgere. In questo il protagonista è un maestro: se i conflitti sotterranei che lacerano il paese di Castagneto alla fine esplodono è anche colpa di questo suo vizio dell’anima. Far finta di non vedere, minimizzare, spazzare la polvere sotto il tappeto. Senza tutto questo non si riuscirebbe a vivere, ma arriva un punto in cui bisogna intervenire. Lui non lo fa, e le cose precipitano".

Lei nel 2007 ha pubblicato per Rizzoli "I compagni del fuoco". Ora torna in libreria per Minimum Fax, la casa editrice dei suoi primi due libri (entrambi raccolte di racconti). Lo considera un "ritorno a casa" o il fatto di passare da un grande editore a un editore indipendente rappresenta "un passo indietro"?
"Niente affatto, nessun passo indietro. Non è che il valore e l’importanza di una casa editrice si misurino in base al fatturato, proprio come lo stato di una nazione non si misura solo dal PIL. In proposito mi viene in mente una frase di Robert Kennedy, 'il PIL misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta.' A minimum fax ho ritrovato un entusiasmo e una professionalità, una conoscenza e un amore per la narrativa che mi mancavano molto. E un reale interesse per la qualità dei testi. L’editoria italiana è un mondo bizzarro, accanto a persone competenti ne trovi altre che non saprebbero distinguere un romanzo da un cavatappi. Meglio scegliere quelle competenti".

Cosa pensa della moda editoriale degli esordienti?
"Una volta ci si lamentava perché non si pubblicavano esordienti (c’erano persino editori che ne avevano fatto una linea programmatica: non pubblichiamo esordienti), ora perché se ne pubblicano troppi. Mi rendo conto che per una casa editrice un esordiente è più comodo, più maneggevole. Poiché non ha ancora una sua storia, lo puoi modellare come vuoi, farne il personaggio che il momento e il segmento di mercato prescelto richiedono. Però meglio questo che la chiusura quasi ermetica di un tempo. Se non altro, ogni tanto se ne presenta qualcuno bravo. Tra gli esordi italiani recenti ci sono ottimi libri".

Chi sono gli autori italiani contemporanei che legge più volentieri?
"Mi piacciono molto i libri di Dario Voltolini, Eraldo Affinati, Michele Mari, Enrico Remmert, Sebastiano Nata… in questo periodo sto scoprendo le raccolte di racconti di un autore che ritengo meriterebbe maggiore attenzione, Vincenzo Pardini. Un vero maestro del racconto. Ha pubblicato una raccolta l’anno scorso con Fandango e  i suoi vecchi libri li ha riproposti una piccola casa editrice, Pequod, e speriamo che tanta lungimiranza sia ricompensata".

Sta lavorando a un nuovo libro?
"E’ ancora troppo presto per parlarne. Per il momento sto solo riflettendo su alcune storie possibili e prendendo qualche appunto".

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