"I cartoni animati di moda su Facebook? E' il trionfo del 'come eravamo'..."
| IL ROMANZO Arriva in libreria per Fazi il romanzo "Tutta colpa di Miguel Bosè" di Sciltian Gastaldi. Racconta la storia di bambino "metrosessuale" ed è ambientato negli anni '80. Il protagonista è ancora piccolo quando sente un irresistibile "calore dietro le orecchie" sia in presenza di Heather Parisi sia di Miguel Bosè... CLICCA QUI PER LEGGERE SU AFFARITALIANI.IT LE PRIME PAGINE DEL ROMANZO E PER SCOPRIRE I PARTICOLARI LO SPECIALE
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Sciltian Gastaldi per Fazi ha appena pubblicato il romanzo "Tutta colpa di Miguel Bosè" (per i particolari vedi il box a destra, ndr). traduttore, sceneggiatore, blogger e professore di Storia, Cinema e Letteratura (sta portando a termine un Ph.D. presso la University of Toronto con una tesi su Tondelli) il 36enne intellettuale vive tra Roma e il Canada.
Nel suo ultimo romanzo racconta la storia di bambino "metrosessuale", che "è ancora piccolo quando sente un irresistibile 'calore dietro le orecchie' sia in presenza di Heather Parisi che di Miguel Bosè". Domanda scontatissima ma inevitabile: quanto è autobiografico il libro?
"Qualunque romanzo ha una componente autobiografica. In 'Tutta colpa di
Miguel Bosé' questa componente è relativa ai gusti musicali, televisivi, cinematografici e letterari del protagonista, che sono i miei. La trama della saga familiare però è inventata di sana pianta. La famiglia Gastaldi e la famiglia Chiericato non sono la stessa famiglia, e questa è un'ovvietà, dal momento che ho scritto un romanzo e non un'autobiografia. Trovo strano che in Italia quando si scrive un romanzo ti venga chiesto anzitutto quanto c'è di autobiografico, quasi che il primo compito di uno scrittore non debba esser quello di saper inventare dei personaggi e delle trame, saper lavorare di fantasia, costruire una narrativa che sia frutto di pura finzione. Ho scritto un romanzo umoristico, non sarebbe stato possibile fare un'autobiografia umoristica, se non al prezzo di omettere la componente drammatica che contraddistingue qualunque realtà, e quindi al prezzo di scrivere un'autobiografia per nulla fedele e molto inventata, cioè un'autobiografia nulla, del tutto inaffidabile.".
Lei è (anche) un esperto di cartoons anni '80, che trovano ampio spazio nel suo nuovo romanzo e che ormai sono diventati delle icone. E' anche un frequentatore di Facebook. Cosa pensa della moda in voga in queste settimane sul social network più frequentato al mondo di usare per le foto dei profili i personaggi dei cartoni animati?
"Veramente io sarei forse un esperto di storia e letteratura contemporanea, di cinema, di giornalismo, di scrittura creativa e di diritto costituzionale comparato. Questi sono i settori a cui mi sono dedicato nei miei primi 36 anni, queste sono le materie che insegno in università o con le quali mi son guadagnato da vivere. Di cartoni animati sono stato appassionato quando ero bambino, ma non so nulla
dell'evoluzione dei cartoni animati a partire dagli anni Novanta a oggi, tanto per dire. La moda su Facebook è una delle tante mode effimere che ci regala internet. Il punto divertente è che il fenomeno stavolta è nato per celebrare la settimana dell'infanzia, ma chi l'ha ideato ha avuto un'idea così buona che ha travalicato il senso di impegno sociale per debordare nel 'come eravamo'. Un meccanismo che funziona quasi sempre, però forse stavolta era la prima volta che toccava l'universo di Facebook".
Da Toronto come guarda al mondo gay italiano? Com'è cambiato?
"Il movimento GLBT italiano è il più fallimentare dell'intero Occidente, e questa purtroppo non è una mia opinione, ma un dato oggettivo. La colpa non è certo solo di chi fa politica GLBT. La colpa forse è genetica, è in noi italiani. Dammi due italiani e avrai tre opinioni diverse. Non c'è, nel nostro popolo, la capacità di far prevalere l'empatia e la solidarietà nemmeno quando si hanno interessi in comune. E' come una malattia, a questo poi si deve aggiungere l'incredibile danno sociale perpetrato dal Vaticano e da chi gli dà retta in Parlamento. Faccio però un esempio parallelo: pochi giorni fa una collega giornalista che lavora al Corriere della Sera da 7 anni ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la sua mancata assunzione. Ho letto un post sul blog di Matteo Bordone che, in modo assai lungo e articolato, andava contro quella forma di protesta. L'Italia credo sia l'unico paese al mondo nel quale un blogger di una certa fama, che fa il giornalista, possa simpatizzare con un editore che non assume una sua dipendente precaria da 7 anni, e non con la collega precaria, per di più coetanea o giù di lì. Robe da non credere".
E riguardo ai diritti degli omosessuali, com'è la situazione nel nostro Paese?
"Ottima e abbondante, ti risponderebbe Berlusconi. I diritti civili delle persone GLBT in Italia semplicemente non sono pervenuti. Non esistono. Unico Paese in tutto l'Occidente. Ma è anche vero che Roma è sempre più vicina a Teheran che non a Londra. Attendiamo la fine di questo ciclo storico reazionario e vediamo cosa accadrà. Del resto la Francia ha avuto una legge sul divorzio nel 1789, noi qualche annetto più tardi. Sarà così anche per il matrimonio per tutti".
Senza Pier Vittorio Tondelli chi sarebbe oggi lo scrittore e intellettuale Sciltian Gastaldi?
"Non starei scrivendo una tesi di dottorato su Tondelli, di sicuro. Ma Tondelli non è certo stato l'unico punto di riferimento nella mia vita. In questo romanzo ci sono molto di più Calvino, Maupin, Leavitt, Leloux e Kureishi, che Tondelli. Di Tondelli si parla in modo esplicito".
A proposito, sta lavorando a un nuovo libro?
"Ho terminato da un po' un nuovo romanzo che si intitola 'Anelli di fumo' ed è un romanzo sociale e plurale, con 11 personaggi. Una sorta de 'Il grande freddo' italiano. Racconta il senso del girare a vuoto della mia generazione ed è ambientato fra Roma, Milano e Ostia. Poi sto terminando questa lunga tesi su Tondelli e nella prossima estate comincerò a scrivere un romanzo storico, 'L'escluso', che si ambienta in Piemonte, all'epoca della nostra guerra civile. Il progetto complessivo è di provare a scrivere un romanzo per ogni genere. Finora pare che il romanzo romantico e quello umoristico sian venuti bene. Vediamo se verranno bene anche quello sociale e quello storico. Poi magari proverò con l'horror, l'erotico e il fantastico, chissà...".



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