Melissa P. ad Affaritaliani.it: "Parlare di sesso nelle poesie è più facile..."
LE INTERVISTE DI AFFARITALIANI.IT 2) Melissa P. icona gay del 2010. La scrittrice ad Affaritaliani.it: "Sono contenta, perché..." IL NUOVO NUMERO Distribuita gratuitamente nelle Librerie Feltrinelli e Fnac, Coop, Arion e Mondadori oltre che nelle maggiori librerie indipendenti d’Italia. L'APPUNTAMENTO - A Roma, nell'ambito di Più libri, più liberi – Fiera internazionale della piccola e media editoria -Satisfiction darà vita ad un reading e ad una grande festa martedì 7 Dicembre, dalle 19, alla Sala Diamante... Il numero 10 di Satisfiction è dedicato alle donne scrittrici con gli inediti di: LO SPECIALE
di Antonio Prudenzano
A MELISSA P.
DI SATISFICTION
Anice Galloway, Maryann Carver, Laurence Cossè, Lore Segal, Sibylle Berg, Amelie Nothomb, Rossana Campo, Simonetta Agnello Hornby, Lia Levi, Romana Petri, Barbara Alberti, Santacroce, Camilla Baresani, Ginevra Bompiani, Benedetta Tobagi, Chiara Zocchi, Gilda Policastro, Melissa P., Gabriela Mistral, Cecilia Chailly, Dori Ghezzi.

![]() Melissa P. |
"Ho centinaia di poesie nel cassetto. Ho cominciato a scriverle da bambina e poi non ho più smesso. Da piccola chiedevo ai parenti di darmi un titolo, e dopo un po' tornavo con una poesia ispirata dalla loro intuizione. Continuo a scriverle anche adesso, durante la stesura dei miei romanzi...".
Melissa P. ha appena compiuto 25 anni e per festeggiare si è regalata un esordio "ufficiale" in veste di poetessa, inevitabilmente destinato a far discutere (ma ormai ci è abituata).Nel nuovo numero della rivista "Satisfiction", in uscita il 16 dicembre (sarà presentato domani in anteprima alla fiera della piccola e media editoria di Roma, "Più libri più liberi"; per i particolari vedi box a destra, ndr) ci saranno infatti anche cinque sue poesie inedite, che Affaritaliani.it pubblica in anteprima.
La giovane scrittrice, che ha esordito per Fazi nel 2003 con lo "scandaloso" bestseller da tre milioni di copie "100 colpi di spazzola prima di andare a dormire" (e che ha appena pubblicato per Einaudi "Tre"), ci rivela: "Nella poesia è più facile parlare di tutto, anche di sesso". Non è quindi un caso che i riferimenti espliciti all'immaginario dell'eros abbondino anche nelle sue liriche: "Sì, ma anche nelle poesie, come nei miei romanzi, non scrivo con l'intenzione di scandalizzare, sia chiaro una volta per tutte". A questo punto non possiamo evitare di chiedere a Melissa Panarello spiegazioni sulla poesia più "estrema" e discutibile tra le cinque che ha scelto di rendere pubbliche, e che comincia col verso "io voglio essere negra, una brava negra": "E' nata durante una vacanza a Buenos Aires, mentre osservavo una signora di colore camminarmi vicino...".
Visto che, come ci ha detto all'inizio, nel cassetto ne ha centinaia, ha mai pensato di pubblicare una raccolta di poesie? Sì sa che in Italia è un genere che non vende tranne in rarissimi casi, ma le poesie erotiche di Melissa P. rischierebbero di rappresentare un'eccezione, non trova?
"Se qualcuno me lo proponesse è normale che ci penserei e che mi farebbe piacere, ma finora non ho mai scritto poesie con l'intenzione di raccoglierle in un libro...".
Melissa P., se la definiscono 'poetessa' come la prende?
"Non mi considero niente, nemmeno una scrittrice. Figurarsi una poetessa!".
A quali poeti di oggi e di ieri si ispira?
"Ad Antonia Pozzi (poetessa di culto, scomparsa nel 1938 a soli 26 anni, ndr) e a Patrizia Valduga".
In anteprima su Affaritaliani.it le 5 poesie inedite di Melissa P. che saranno contenute nel numero di Satisfiction in uscita il 16 dicembre:
Nel lago bianco lenzuola lisciate a sassi formica, ossa, fica
sperma di carne madre di niente
Sono la figlia! Che inconveniente,
sono la figlia, sono la figlia
alla vigilia del mio mutare,
sganghero, immune, la meraviglia,
nell’ essere ancora, sempre, famiglia.
Qui c’è una donna senza i suoi denti,
cosa va fatto
cosa si è rotto?
Attesa indecente, niente da dire,
magari ho già rotto,
il tempo si è detto.
Vago silenzio
pesto i miei passi
rifaccio poi il giro, ritorna il baccano.
Basta vedermi, un piede tra l’ossa,
vento di terra risparmia la fossa.
Controllo che i fiori non subiscano danni:
che c’è di meglio, perché altro dannarmi.
***
Nè grazia per noi
Non c’è tenerezza.
Pullula di nubi e colpe questo tempo
Che distratto ricomincia dalla fine
In un disco stagionale non perfetto
Giostra di lampi e vento
Là fuori qualcosa piove?
O forse le mie mani sanno di neve
O forse non c’è spazio per tutti questi fiori.
Ripiegarmi adesso vorrei verticale
Nella consolazione di saperti
Più grande di me
Voglio ora scivolare fra foglie e sudore
Stanare il muschio scoprirti fino al teschio.
***
c'è il vento ti dicevo e si appresta la gonna a scomparire
povera donna con venere in scorpione
quando l'amore serve a maledire.
***
io voglio essere negra, una brava negra
con fellatio allegata
o un'imponente negra
con imponente cazzo.
voglio essere una negra non importa il sesso,
persino avere un prezzo non sarebbe un gran problema.
voglio essere una negra con grossa, negra e riccia fica
che accumula bianco sperma di bianco di negro e poi
partorisce figli bianchi o negri
tutti in piedi
con il culo in aria aperto, i palmi delle mani
sudati.
con la fronte alta e liscia
la bocca negra
le ginocchia divine la forte caviglia
il piede gentile
una negra di carne orgasmi artigli
ovviamente
con un culo immenso se no, davvero,
non avrebbe senso.
***
Dovrei di lamenti e merletti farmi donna,
viaggiare per la Cina,
illudermi del silenzio,
costringerti a camminare di spina in spina:
è il lavoro di ogni donna
di luna e sangue fatta
con un chiodo dritto al seno
una rosa alla caviglia
ingorgo di sperma per miglia e miglia.
Dovrei forse arrossire,
cercare un po’ di fingere
ogni tanto poi sbiadire.
Ricordarmi fra le mie cosce
non sempre mi conviene
e mi dico ciao bagascia
siamo in tanti a questa festa
con il culo a matrioska
il respiro e il naso pure,
cerco un po’ fra le mie ossa:
c’è un avaro nella testa.
E’ un mestiere poco importante
fare caso alla gente
ma ho bisogno di un invito o
di un attimo per enne,
ho bisogno d’aratura
di qualcuno che mi dica:
tuo adesso tuo per sempre
nel tuo cuore e nella fica.



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