Di Marco (editor Marsilio) ad Affaritaliani.it: "In autunno pubblichiamo il 'Larsson italiano'..."
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di Antonio Prudenzano
GLI EDITOR

![]() Marco Di Marco |
Marco Di Marco, attuale editor della narrativa italiana Marsilio, lavora nell'editoria da 10 anni: in passato è stato redattore ed editor di Arcana e per Minimum Fax ha seguito la collana di narrativa italiana e ha organizzato corsi di editoria e scrittura. E' anche uno scrittore: nel 2003 ha pubblicato per Arcana la monografia Air. French Touch sul duo francese di musica elettronica, e sempre per la casa editrice romana nel 2008 è uscito il saggio Joy Division. Broken Heart Romance – Testi commentati. Suoi racconti, inoltre, sono apparsi sulle riviste Linus, Toilet e Rassegna sindacale, e nelle antologie Laboriosi oroscopi (Ediesse, 2006) e Voi siete qui (Minimum Fax, 2007).
Di Marco, quest'anno la "caccia" agli esordienti da parte degli editori italiani è ripartita se possibile con maggiore intensità rispetto all'anno scorso. Marsilio l'autore al debutto su cui puntare l'ha trovato?
"Siamo particolarmente fieri di pubblicare nel prossimo autunno il primo romanzo di Roberto Costantini, Tu sei il male, un noir tutto italiano, che attraverso un potentissimo intreccio – che miscela sapientemente le diverse declinazioni del giallo, dal poliziesco al thriller – riesce a essere anche in certa misura racconto sociale in circa venticinque anni di storia del nostro paese. Per me è un libro che rappresenta un po’ una sfida: mi piacerebbe che si affermasse non soltanto tra i lettori di genere, ma che fosse a suo modo anche un romanzo popolare, e sarei contento che si mettesse nella stessa scia degli altri successi Marsilio degli autori stranieri di giallo/noir.
È un libro in cui crediamo molto, e per questo tra noi, sottovoce, lo chiamiamo affettuosamente e in vena scaramantica 'lo Stieg Larsson italiano'. Se ne parla già un po’ tra gli addetti ai lavori, ed è il primo romanzo di una trilogia italo-mediterranea. Non dico di più, solo che tutto comincia a Roma, la sera della finale dei mondiali dell’82…".
Quali altri autori italiani pubblicherete nel 2011?
"Dopo le uscite, in questi giorni, di Giuseppe Lupo e il suo Palmira, e di Sabino Acquaviva con La ragazza del ghetto, in primavera pubblicheremo altri quattro romanzi italiani: l’epica montanara e gotica di Nina dei lupi di Alessandro Bertante, così ricco d’atmosfera eppure sempre pronto a improvvisi scarti narrativi in termini di azione, per una scrittura letterariamente forte e dal nitore quasi chirurgico; La gallina, una tragicommedia feroce e raffinatissima ambientata nel mondo così apparentemente intoccabile ma invece fragilissimo e decadente dell’alta borghesia, è l’esordio di Fabrizio Ottaviani, riconosciuta firma della pagina culturale de Il Giornale; La gente che sta bene, l’atteso secondo romanzo di Federico Baccomo (il “Duchesne” del best seller Studio illegale), una storia sulla precarietà del successo raccontata da una penna politicamente scorretta, che fonde ironia e cinismo, e che riesce a strappare la risata mentre mette in scena il dramma. Non ho dubbi che anche questo nuovo romanzo, come ha fatto il primo, possa riscuotere un grande consenso di pubblico e di critica. Infine siamo davvero orgogliosi di pubblicare L’incantesimo della buffa di Silvana Grasso, una nuova storia, ambientata nella trinacria della seconda guerra mondiale, un nuovo punto di vista da cui l’autrice dalla scrittura tellurica, già pluripremiata negli anni passati, racconta la sua Sicilia. Di Silvana Grasso Marsilio ha appena acquisito l’intera opera, e a partire dalla primavera 2011 (accanto quindi all’uscita del libro nuovo) ripubblicherà in edizione tascabile tutti i suoi libri: il primo è un romanzo che ha avuto un gran successo di pubblico e critica (ha vinto nel 1997 il Premio Vittorini e il Premio Napoli), L’albero di Giuda. In estate usciremo con il terzo romanzo di Francesco Carofiglio, Radiopirata, una storia di radio libere ambientata nel sud che l’autore sa descrivere così bene, e con un nuovo giallo di Domenico Cacopardo, Agrò e la scomparsa di Omber. Nella seconda parte dell’anno, invece, oltre a Tu sei il male pubblicheremo altri due romanzi italiani, ma aspetto a comunicare i nomi perché siamo in fase decisionale...".
Che momento sta vivendo la letteratura italiana? Ci sono nuove "tendenze" che si stanno affermando? Cosa pensa della "moda" degli esordienti?
"Credo che ci siano molte cose buone. È appena trascorso l’autunno dei grandi nomi, in cui sono usciti i nuovi romanzi di molti autori di valore e di successo (da Veronesi a Eco e ad Ammaniti, e poi Piperno, Carofiglio, Camilleri, e sto dimenticando sicuramente qualcun altro), ma direi che per capire veramente cosa sta succedendo dobbiamo andare a guardare anche cosa c’è oltre le classifiche. Da Walter Siti a Nicola Lagioia, incrociando Giorgio Vasta, Giuseppe Genna, Francesco Pacifico, Michela Murgia, Andrea Bajani, Marco Missiroli, Carlo D’amicis, Giosuè Calaciura, e poi Diego De Silva, Francesco Piccolo, o lo stesso Edoardo Nesi, credo che del buono ci sia davvero. E questo buono non segue mai le tendenze, risponde sempre a qualcos’altro, a un impulso, un’urgenza di farsi specchio, attraverso storie private, della nostra decadenza occidentale. Credo che la vera letteratura in fondo sia sempre, in qualche modo, civile, anche quando lo è inconsapevolmente. Altrimenti parliamo di qualcos’altro, di buona narrativa, ma non di letteratura. Mi sembra poi, per continuare a rispondere alla domanda, che oggi in realtà la moda di cui si parla non riguardi tanto gli esordienti nel senso letterale del termine, cioè gli scrittori al loro primo libro, ricerca legittima in senso assoluto perché trovare un bravo autore al suo primo libro può essere l’inizio di una bella avventura letteraria e/o editoriale, quanto una spasmodica ricerca dell’enfant prodige cioè dell’autore ventenne o poco più che riesca a essere il fenomeno mediatico della stagione, contribuendo a deformare sempre di più il concetto di 'scrittore giovane' nell’icona che ormai ci trasciniamo dietro da anni del “giovane scrittore”. Mi sembra che l’industria culturale sia ossessionata da questo. E tale ossessione deriva anche molto dal fatto che spesso l’esordio risulta l’unica cartuccia disponibile per uno scrittore, che si ritrova costretto in un limbo editorial-librario per un primo romanzo magari di valore ma commercialmente rimasto in sordina: mentre per sua natura spesso l’esordio è invece un momento in cui si prendono le misure nel proprio rapporto con la scrittura. Quindi personalmente non ho la frenesia di trovare il ventenne di turno che mi faccia gridare al miracolo, perché sono convinto che a trentacinque-quarant’anni un esordio sia probabilmente molto più maturo: vedi Il tempo materiale di Giorgio Vasta, un romanzo per me destinato a restare".
Da editor della narrativa italiana della Marsilio qual è stata la sua più grande soddisfazione finora? E quale il rimpianto maggiore?
"È circa un anno e mezzo che lavoro in Marsilio ed è da poco che sono iniziati a uscire i miei autori. Quello di cui sono davvero contento è soprattutto il fatto di aver lavorato sempre, finora, su testi che mi sono piaciuti davvero – e credetemi non è poco: il romanzo di Claudia Durastanti – tanto giovane d’età quanto matura nella scrittura (credo che Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra per qualità letteraria sia in assoluto uno dei migliori esordi del 2010); Strade bianche di Enrico Remmert, un romanzo on the road sempre in bilico tra azione e intimismo, raccontato dalle tre voci dei protagonisti; il viaggio sentimentale a ritroso del protagonista di Apocalisse a domicilio di Matteo B Bianchi, autore che siamo orgogliosi di aver portato nella scuderia Marsilio; l’esordio di Giuliano Pavone che con L’eroe dei due mari racconta ancora una volta il sud Italia e le sue dinamiche decadenti sullo sfondo di una grossa truffa calcistica; e poi, come nascondere l’orgoglio di aver lavorato con Antonio Franchini (e il suo Signore delle lacrime), uno dei miei scrittori italiani contemporanei preferiti nonché uno dei più grandi editor di narrativa. Cornelia dei Gracchi avrebbe detto: 'ecco i miei gioielli'. Per quanto riguarda i rimpianti, quest’anno mi sono sfuggiti due romanzi di due esordienti, che a me piacevano molto… no, i nomi non li faccio, però so che usciranno nel 2012".
Qual è il suo scrittore italiano contemporaneo preferito?
"Non ne ho uno solo: della generazione precedente alla mia sicuramente Walter Siti e, come dicevo prima, Antonio Franchini, di quelli che mi sono più o meno coetanei Nicola Lagioia, Sandro Veronesi, Edoardo Nesi".



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