Internet/ Anobii, il social network dei bibliofili
Un social network per divoratori di libri. aNobii, online dal 2005, vanta 300mila iscritti, un terzo dei quali italiani e deve il suo nome all’anobium puntactum, nome scientifico del tarlo della carta, che si nutre delle pagine dei libri. Proprio come fanno i membri di questa community, che si costruiscono una sorta di biblioteca virtuale dei volumi acquistati e letti e condividono con gli altri iscritti l’esperienza della lettura, pubblicando le proprie recensioni su saggi e romanzi, creando dei gruppi sulla base di generi o autori preferiti, e commentando le new entry sugli “scaffali virtuali” degli altri utenti Un po’ come succede quando si va a casa di amici e si butta un occhio nella loro libreria. 
L’ideatore del sito è Greg Sung, 29 anni, cinese di Hong Kong, laurea in Scienze Politiche e lettore accanito. Ieri Sung era a Milano per presentare un accordo con Ibs.it, uno dei più noti portali per l’acquisto dei libri online. Un’ occasione per farci raccontare la storia del “tarlo del web”.
| In Italia esiste una 'zona grigia' alimentata dal degrado e dall'esclusione sociale e da ogni tipo di reato. Una zona nella quale hanno luogo 'storie scomode' che la cronaca molto spesso tace, sottovaluta o nasconde. Storie che vengono raccontate nella neonata collana Newton noir della Newton Compton Editore, nata nei bassifondi delle citta' italiane. Ad inaugurare la nuova collana sara' Cristiano Armati, nella doppia veste di autore e di editor, con il volume "Roma noir": ventisette racconti duri e taglienti per illustrare il lato oscuro della metropoli. |
Come ha avuto l’idea di creare aNobii?
"L’idea l’ho avuta da un’esigenza personale. Dopo aver letto un libro, uno dei primi sul 2.0, ho avuto il desiderio di discuterne con qualcun’ altro che lo avesse letto. In libreria sapevano dirmi solo quante copie del libro avevano venduto, ma non a chi. Così mi sono dato da fare, e insieme ad un amico programmatore, ho messo su un sito i cui utenti avrebbero potuto condividere le loro letture, dando un voto ai libri che avevano letto, o semplicemente esprimendo le emozioni vissute leggendolo. Indipendentemente dal luogo dove il libro è stato fisicamente letto, da una parte all’alta del globo".
Da allora come è cambiato aNobii?
In realtà, a parte alcuni ritocchi, la sua essenza è rimasta immutata. Certo, quando abbiamo cominciato era un hobby, che adesso si è trasformato in un lavoro. Siamo in 6 a lavorarci, ma abbiamo decine di collaboratori sparsi per tutto il mondo. Quello che era un sito pensato per una città, oggi ha iscritti sparsi in 55 Paesi diversi.
Che ruolo hanno i membri della vostra community?
Direi fondamentale. Quando è nato, aNobii era disponibile in una sola lingua, l’inglese. Sono stati gli utenti a spingere perché venissero create versioni in altre lingue (oggi 10) , e sono stati sempre i nostri membri, gli anobiiaci, a suggerirci alcuni cambiamenti per rendere più agevole il suo utilizzo.
Qual è il motivo del successo di aNobii?
Il sito funziona perché il controllo è solo dal basso. Tutto nasce dagli utenti e a loro che si deve il successo del sito. A noi certamente la capacità di ascoltarli e di esaudire i loro desideri.”
Elvira Pollina



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