"L'inquieto vivere segreto" (Transeuropa) di Franz Krauspenhaar. La recensione di Affaritaliani.it
| LO SPECIALE
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La 'seconda vita' della casa editrice Transeuropa (quella targata Giulio Milani) dopo i fasti tondelliani anni '80, continua a veleggiare col vento in poppa, muovendosi in mari poco frequentati. Un viaggio coraggioso e sempre più convincente, all'incessante ricerca di zone d'ombra narrative (e non solo) in cui pochissimi provano ad addentrarsi, e non ci riferiamo soltanto alle scelte contraddittorie della nostrana editoria contemporanea.
![]() La copertina |
Ma veniamo a "L'inquieto vivere segreto", romanzo complesso, intenso, sicuramente non convenzionale, che ti si attacca alle viscere, ambientato tra Milano e la Germania, e il cui protagonista è uno scrittore italiano di origine tedesca, personaggio per nulla semplice. E' anziano e sua moglie è andata via anni prima. E' convinto, e per questo si rivolge anche alla polizia, che l'abbiano uccisa suo figlio (con cui, anni prima, la notte di Capodanno del 2000, ha vissuto un'esperienza limite...), e sua nuora (per cui il nostro scrittore prova un'attrazione fisica per nulla celata). Arriva a rapirli e minacciarli senza ottenere nulla, solo altro odio. Sì, perché questo è un libro sul rancore, ma pure sul senso di colpa, sull'erotismo senile (Roth c'entra poco, però) e sui lati oscuri del passato che ritorna e con cui a volte è umanamente impossibile fare i conti, se non si vuole impazzire. E il nostro anziano scrittore un po' folle lo è, e se ne rende anche conto. Alla fine scoprirà che la moglie non è affatto stata uccisa. A essere morta è 'solo' la donna che conosceva. Al suo posto ora ce n'è un'altra...



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