Innovazione/ Gli aerei del futuro? Saranno di carta

Mercoledì, 22 ottobre 2008 - 12:00:00

Gli aerei e le auto in un futuro non molto lontano saranno costruiti....di “carta”.  Gli scienziati della Florida State University, in collaborazione con altri ricercatori statunitensi, hanno sviluppato un materiale che potrebbe rivoluzionare il mondo intorno a noi, dalle televisioni ai mezzi di trasporto. Si chiama “buckypaper” ed è composto da molecole di carbonio 50.000 volte più sottili di un capello umano.  Assomiglia a un foglio di “carta carbone”, ma in realtà è qualcosa di più “potente”: se assemblato come un  materiale composito è dieci volte più leggero e 500 volte (potenzialmente) più forte dell’acciaio.


Ecco come si fanno gli aerei di carta - Video

Una delle sue proprietà principali inoltre è che, a differenza dei suoi “colleghi” convenzionali, è un buon conduttore di elettricità  (come il rame o il silicio) e disperde il calore. Grazie a queste caratteristiche gli esperti lo vedono come il nuovo “portentoso” elemento da impiegare per vetture e aeromobili più efficienti dal punto di vista energetico e anche per computer e schermi Tv più potenti. Ma non solo: si potranno costruire e migliorare anche altri prodotti (compreso il campo aerospaziale): i ricercatori dell’Università statunitense stanno infatti sviluppando tecniche di fabbricazione tali da renderlo competitivo nei confronti dei concorrenti. Soprattutto dal punto di vista economico (e non solo): infatti fino adesso la “carta miracolosa” è stata ottenuta in piccole quantità (una frazione di tutta la sua potenziale forza) e ad un prezzo elevato. Tuttavia sono stati fatti progressi importanti fino ad adesso, riuscendo a tradurre in realtà un’idea “venuta dallo spazio” e nata più di vent’anni fa.

Era infatti il 1985 quando lo scienziato britannico Harry Kroto, nel corso di un esperimento volto a ricreare le stesse condizioni in cui “vivono” le stelle, scoprì un “elemento inaspettato”, ossia le molecole di carbonio-60  (la terza forma più importante di carbonio puro, dopo il diamante e la grafite). Esse, che avevano la forma di un pallone da calcio , furono chiamate “buckyballs” in onore dell’architetto Richard Buckminster Fuller, detto Bucky (inventore delle cupole geodetiche), e valsero a Kroto, nel 1996, il Nobel per la chimica.

Claudia Nuzzarello

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