In esclusiva su Affari i sonetti in romanesco di Lugli
Una vera e propria chicca per i lettori della pagina Culture di Affaritaliani.it: in esclusiva, i divertenti e autoironici sonetti in romanesco di Massimo Lugli, scrittore e giornalista, in questo caso anche poeta dialettale:
"Sto' n'finale ar premio Strega
er concorzo allitteraio
io, che sto all'abbecedario
ma che c'entro co' sta bega?
Parlo de morammazzati
solo questa è l'arte mia
crabbigneri, polizia...
guà c'è Scarpa, c'è Scurati...
Un conzesso de scrittori
che me mette inimbarazzo....
Ma nun è che c'esco pazzo
si er mio è bbono, verà fori....
So’ un cronista urtimendiale
du’ microfeni pe’ mano
e un visore (fa un po’ male)
inserito ar deretano
Quanno c’è n’avvenimento
opro prima er diggitale
audio, video, supplemento
e da urtimo...er giornale
Si me manneno sur posto
via, standùp, collegamento
faccio tutto e a basso costo
sforno puro un ber commento
Guarda, paro e’ Robbocoppe
t’aricordi? Quer pupazzo
ma in realtà so’ un due de coppe
uno che nun conta un cazzo
Nun me piace sta faccenda
ho scopertò sto divario
cresce er bugget de l’azzienda
resta fermo er mio salario
Ciò pensato bbene, in fonno
per uscire da sto guajo
voio fa come er bisnonno
penna d’oca e calamaio
Una vorta, sto mestiere
se faceva pe’ passione
co la testa...Oggi? Er sedere
Beh, mannateme in pensione



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