Illusione Nucleare - Prefazione di Ermete Realacci -
Sabato, 17 gennaio 2009 - 15:12:00
Misure, dunque, che devono pervadere qualsiasi azione politica e in primo luogo la stessa economia del Paese: una politica econornico-energetica stabile e di lungo periodo, oltre che robusta e strutturata, capace di dare risposte positive alla necessità di combattere i cambiamenti climatici e, al tempo stesso, di gestire in modo eco-efficiente - e a prezzi adeguati - le rìsorse energetiche.
è una grande sfida, che sì affronta con la ricerca, l'innovazione, la conoscenza, la visione del futuro, gli stili di vita e - naturalmente - le scelte politiche di ampio respiro che tutto ciò comporta.
Fronteggiare questi fenomeni, peraltro, non è solo un problema. Si tratta anche di una grande opportunità, che può aprire prospettive nuove per l'intero "sistema Paese". Abbiamo preso l'impegno, pena il pagamento di pesanti sanzioni, di rìdurre del 18% rispetto al 1990 le emissioni di C02 entro il 2012. Anche rispetto al Protocollo di Kyoto, che per il nostro Paese fissava una riduzione delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 del 6,5% entro il 2012, l'Italia le ha aumentate del 13%. In realtà dubito che per il 2020 sia stata posta la prima pietra di una nuova centrale nucleare, e in ogni caso non produrrà un kWh prima della fine del prossimo decennio.
Intanto abbiamo in Italia un decimo dell'energia eolica della Germania, molti meno pannelli solari termici della piccola
Austria e in Spagna nel mese di marzo di quest'anno l'energia prodotta da fonti rinnovabili ha superato quella prodotta dagli impianti nucleari, che il Paese iberico ha annunciato di chiudere nel 2014.
Soprattutto c'è un enorme campo aperto che riguarda l'efficienza energetica e il risparmio. Numerosi studi dimostrano che investire su efficienza e risparmio energetico, incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili, oltre che produrre benefici ambientali, ha ricadute positive anche per le tasche dei cittadini. Nel contesto degli alti prezzi dell'energia, destinato a durare nel tempo, le azioni per innalzare l'efficienza di uso dell'energia, infatti, sono le più vantaggiose per le famiglie, oltre che per il Paese nel suo insieme.
Innovazione, ricerca e ricorso a quella grande energia rinnovabile e non inquinante che è l'intelligenza umana. Queste sono le risorse da mettere in campo da subito e tutti i Paesi industrializzati sono chiamati a confrontarsi con questo tema epocale e dare prova di lungimiranza e capacità di innovazione.
Lo sanno molti leaders occidentali, che indipendentemente dall'appartenenza politica hanno capito che la questione ambientale sarà il terreno su cui si giocherà la partita del futuro, anche dal punto di vista economico, con un fortissimo incremento di ricerca e sviluppo, una rapida penetrazione del mercato per prodotti nuovi ed efficienti, processi produttivi innovativi, importanti ricadute sul commercio estero e sull'esportazione di processi e prodotti ecoefficienti, nuove concezioni del traffico e del trasporto, innovazione spinta nell'edilizia, molti nuovi posti di lavoro, e altro. Non a caso l'ambiente è già oggi il quarto settore industriale del mondo. Ed è per questo che i più importanti operatori economici mondiali si stanno orientando verso un nuovo promettente mercato che si apre: le tecnologie ambientali.



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