Illusione Nucleare - Prefazione di Ermete Realacci -
Sabato, 17 gennaio 2009 - 15:12:00
Prefazione
di Ermete Realacci
L'acceso dibattito che si è riaperto negli ultimi tempi sul nucleare, spesso con toni eccessivamente ideologici, troverà in questo testo argomenti solidi. Sergio Zabot e Carlo Monguzzi hanno scritto un libro utile e ben costruito, che affronta in modo ampio e con chiarezza il tema, senza cadere in ideologismi o preconcetti e collocandolo nella sua giusta dimensione.
Il dibattito sul nucleare rischia infatti di produrre l'effetto di una cortina fumogena e distrarre l'attenzione rispetto alle scelte che in ogni settore l'Italia è chiamata a compiere per contrastare l'aumento dell'effetto serra, ridurre il ricorso ai combustibili fossili, mettersi al riparo dai rischi di approvvigionamento e di aumento dei costi legati al prezzo del petrolio. Un po'come nella storiella dell'ubriaco che cerca le chiavi sotto il lampione non perché le abbia perse lì, ma perché lì c'è la luce.
Può così accadere che mentre si parla molto di nucleare poco si fa in Italia su risparmio energetico e fonti rinnovabili e vengono tagliati i treni per i pendolari e le risorse per il trasporto pubblico locale, strumenti concreti e immediati per migliorare la qualità della nostra vita e l'inquinamento delle città, riducendo il traffico privato e quindi il consumo di petrolio e i suoi costi nelle tasche degli italiani.
L'energia nucleare viene presentata dai suoi promotori come una fonte di energia che ha risolto i problemi di sicurezza, pulita, illimitata e di basso prezzo. Non è così. Aggiungo, purtroppo. Anche tralasciando i problemi di sicurezza e la questione aperta dello smaltimento delle scorie, il nucleare ha segnato il passo in questi anni nei Paesi occidentali proprio per i suoi costi elevati.
La situazione può cambiare di molto se diverrà concreta la possibilità dei nucleare di quarta generazione. Un nucleare che, come dice Carlo Rubbia, affronta alla radice molti problemi legati alla sicurezza e alla gestione delle scorie. E che può ridurre significativamente i costi. Per questo ritengo che l'Italia debba essere presente in maniera significativa nella ricerca che va in questa direzione.
Ora, però, dobbiamo metterci in moto da subito su altri fronti. La necessità di approvvigionamento energetico, insieme alla sfida assolutamente inedita posta all'umanità dai mutamenti climatici prodotti dall'uomo, impongono un cambiamento radicale delle politiche nazionali, che devono assumere gli interventi in materia di cambiamenti climatici come un "pilastro" degli indirizzi politici generali.
di Ermete Realacci
L'acceso dibattito che si è riaperto negli ultimi tempi sul nucleare, spesso con toni eccessivamente ideologici, troverà in questo testo argomenti solidi. Sergio Zabot e Carlo Monguzzi hanno scritto un libro utile e ben costruito, che affronta in modo ampio e con chiarezza il tema, senza cadere in ideologismi o preconcetti e collocandolo nella sua giusta dimensione.
Il dibattito sul nucleare rischia infatti di produrre l'effetto di una cortina fumogena e distrarre l'attenzione rispetto alle scelte che in ogni settore l'Italia è chiamata a compiere per contrastare l'aumento dell'effetto serra, ridurre il ricorso ai combustibili fossili, mettersi al riparo dai rischi di approvvigionamento e di aumento dei costi legati al prezzo del petrolio. Un po'come nella storiella dell'ubriaco che cerca le chiavi sotto il lampione non perché le abbia perse lì, ma perché lì c'è la luce.
Può così accadere che mentre si parla molto di nucleare poco si fa in Italia su risparmio energetico e fonti rinnovabili e vengono tagliati i treni per i pendolari e le risorse per il trasporto pubblico locale, strumenti concreti e immediati per migliorare la qualità della nostra vita e l'inquinamento delle città, riducendo il traffico privato e quindi il consumo di petrolio e i suoi costi nelle tasche degli italiani.
L'energia nucleare viene presentata dai suoi promotori come una fonte di energia che ha risolto i problemi di sicurezza, pulita, illimitata e di basso prezzo. Non è così. Aggiungo, purtroppo. Anche tralasciando i problemi di sicurezza e la questione aperta dello smaltimento delle scorie, il nucleare ha segnato il passo in questi anni nei Paesi occidentali proprio per i suoi costi elevati.
La situazione può cambiare di molto se diverrà concreta la possibilità dei nucleare di quarta generazione. Un nucleare che, come dice Carlo Rubbia, affronta alla radice molti problemi legati alla sicurezza e alla gestione delle scorie. E che può ridurre significativamente i costi. Per questo ritengo che l'Italia debba essere presente in maniera significativa nella ricerca che va in questa direzione.
Ora, però, dobbiamo metterci in moto da subito su altri fronti. La necessità di approvvigionamento energetico, insieme alla sfida assolutamente inedita posta all'umanità dai mutamenti climatici prodotti dall'uomo, impongono un cambiamento radicale delle politiche nazionali, che devono assumere gli interventi in materia di cambiamenti climatici come un "pilastro" degli indirizzi politici generali.



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