L'indagine: il premio Campiello meglio dello Strega per indipendenza, non per visibilità...
| I PARTICOLARI SULL'INDAGINE E I COMMENTI La ricerca sul Premio Campiello e sul mondo dei premi letterari, che la Fondazione Il Campiello ha affidato all’Istituto Astra Ricerche, guidato da Enrico Finzi, è stata presentata oggi a Milano nelle sede della Mediateca Santa Teresa. |
Ecco la sintesi dell’indagine demoscopica realizzata da AstraRicerche per conto della Fondazione Il Campiello
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La conoscenza del Premio Campiello Letteratura è universale (100% degli intervistati); assai noti sono pure il Concorso Campiello Giovani (85%) e il Premio Campiello Opera Prima (81%); un po? più bassa, seppur sempre largamente maggioritaria, è l?awareness del Premio Campiello Europa (71%).
Il coinvolgimento personale è stato sin qui altissimo per il Premio Campiello Letteratura (87%); nettamente più basso per il Premio Campiello Opera Prima (40%), il Concorso Campiello Giovani (37%), il Premio Campiello Europa (31%).

Il profilo d’immagine del Campiello – senza distinzione tra le sue varie articolazioni – risulta assai positivo, come indica la torta? qui sotto riportata, la quale segnala che i critici o gli ambivalenti non superano il 13%, col 18% di modesti estimatori, il doppio 36% di netti estimatori e il 35% di veri e propri fans entusiasti.
I principali pregi attribuiti al Campiello sono il suo essere anzitutto un?iniziativa meritoria con un'ormai lunga storia positiva (80%), promossa da un mondo – quello industriale – a cui vari intervistati guardano con riserve e sospetto ma che in questo caso ha dimostrato intelligenza, lungimiranza, amore vero per la cultura: con un di più? assai apprezzato, cioè la capacità diproteggere il Premio (anzi: i vari Premi) da interferenze sia da parte del mondo politico (89%), sia della stessa imprenditoria veneta (94%), evitando così il triplice rischio della lottizzazione, del localismo, del prepotere dei Committenti.
In effetti, il Campiello (o ilsistema Campiello?) si colloca nell'area dell'eccellenza (il 76% lo definisce “uno dei migliori premi in Italia”); il 70% ne percepisce la “validità” e la “serietà”; il 62% lo giudica “qualificato” e “prestigioso”. Giocano a suo favore anche la “buona gestione” e l?“ottima organizzazione” (63%), tanto più rilevanti in un Paese nel quale tali caratteristiche sono – a detta di molti – sempre più rare, oltre che la sua “bella storia” traducentesi in “valida eredità” (63%).
C'è di più: una netta maggioranza (57%) parla di assoluta “onestà e trasparenza” del (anzi: dei) Campiello, anche per la peculiarità dei meccanismi di selezione prima e di giudizio poi delle opere letterarie, i quali – insolitamente – lo mettono “al riparo dal controllo degli editori più forti” (74%).
Nell'insieme, l?80% - richiesto di dare una valutazione complessiva al Premio Campiello tramite un voto da 1/minimo a 10/massimo – opta per voti dal 7 in su (ben il 49% dà voti 8 o 9 o 10), per cui non sorprende che il 75% del campione ne parli come d?una realtà per nulla decaduta e anzi vivace e in crescita; che il 58% parli con convinzione del “sostegno significativo e utile” che il „sistema Campiello? dà “all?editoria italiana libraria”; che il 46% racconti d?un forte “apprezzamento da parte della critica”.
Le critiche sono numerose ma spesso pressoché irrilevanti: l'1% definisce il Campiello come “espressione di mediocri interessi imprenditoriali”; un altro 1% lo racconta come “vecchio” o addirittura “polveroso”; il 2% come “banale” e “scontato”; il 5% come “vacuo” e “mondano”; il 6% come “chiuso” e “provinciale”. Un peso maggiore – ma sempre assai minoritario – hanno altre due riserve: la prima circa l'esagerata articolazione in “troppe sezioni”, “troppi premi” (18%); la seconda circa “l?inadeguata capacità d'individuare e valorizzare grandi libri e autori” (25%).
Al fondo, quel che rende davvero forte il Campiello è il confronto con gli altri Premi: qui i concorrenti qualificati sono – in ordine decrescente – lo Strega (per l?83% degli intervistati), il Viareggio prima della sua crisi (17%), il Bancarella (13%), il Bagutta (citato solo dal 6%); e il 13% è persino certo che il Campiello non abbia veri competitors. Ebbene, il Campiello stravince sia per serietà e validità (per il 55% è sicuramente il migliore e per il 32% risulta a pari merito con altri premi), sia per autonomia e indipendenza (53% senza pari e 29% come alcuni dei concorrenti). Risulta valido ma migliorabile per l'autorevolezza delle giurie (38% senza competitors e 34% a pari merito) e per la qualità delle scelte (senza pari ottime per il 26% ma per il 48% complessivamente equiparabili a quelle di altri premi), oltre che per la valorizzazione degli autori (top per il 25%, alla pari con altri per il 38%, inferiore ad altri per il 26%). Su due terreni il Campiello non ha leadership: la visibilità e la comunicazione (per il 16% imbattibile, per il 44% equipollente ma per il 32% perdente a confronto con lo Strega) e l'utilità per le vendite dei libri, specie di quelli entranti nella cinquina dei finalisti (se il 21% reputa il Campiello pure qui primo e il 29% lo posiziona alla pari con un concorrente, ben il 37% sostiene che il Premio Strega garantisce un „ritorno? maggiore agli Editori e agli Autori).
È stato chiesto agli intervistati, infine, di valutare quali tra 11idee? pre-definite siano davvero “utili per accrescere il valore del Campiello e il suo contributo alla cultura”. Ebbene, due hanno ottenuto un consenso vastissimo: l?organizzazione di (o il sostegno a) campagne sia di promozione della lettura (76%) sia d'incentivazione della lettura nelle scuole medie superiori (69%). Altri 5 concepts hanno ottenuto un'approvazione tra il 35% e il 40% del campione: la creazione d'un Premio dedicato alle Case editrici emergenti (40%); il rafforzamento dei legami con le Università e con altre istituzioni culturali (39%); l'organizzazione di un maggior numero di incontri con i finalisti (39%); la modifica della composizione della giuria dei letterati (37%); il cambiamento della formula della cerimonia di premiazione (35%). Consensi assai inferiori hanno registrato la modifica della composizione della giuria di 300 lettori (20%), il finanziamento d'un Master di scrittura creativa (19%), il rendere la gestione autonoma da Confindustria Veneto (15%), infine la creazione d'un Premio ad hoc per opere letterarie sul sistema produttivo, sui suoi aspetti positivi e negativi (solo 7%).



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