Rototom, rinvio a giudizio

Non avremmo mai pensato che il teorema persecutorio nei confronti del Rototom avrebbe retto fin qui. Purtroppo invece ci tocca constatare che oggi in Italia: un'area enorme come il parco del Rivellino, che ha ospitato il festival con più di 150mila persone, può essere paragonata ad un locale pubblico e che l'avvalersi dell'assistenza di un pool di legali è una decisione presa per agevolare lo spaccio. Filippo Giunta, presidente dell'associazione Rototom, dopo il rinvio a giudizio deciso oggi dal GUP di Udine, parla pubblicamente. IL DISCORSO INTEGRALE

Lunedì, 16 gennaio 2012 - 08:14:00
 

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Filippo Giunta, presidente dell'associazione Rototom, dopo il rinvio a giudizio deciso oggi dal GUP di Udine, parla pubblicamente. IL DISCORSO INTEGRALE:

Non avremmo mai pensato che il teorema persecutorio nei confronti del Rototom avrebbe retto fin qui. Purtroppo invece ci tocca constatare che oggi in Italia: un'area enorme come il parco del Rivellino, che ha ospitato il festival con più di 150mila persone, può essere paragonata ad un locale pubblico e che l'avvalersi dell'assistenza di un pool di legali è una decisione presa per agevolare lo spaccio. Sono questi due, difatti, gli elementi fondanti del teorema accusatorio. Sebbene quanto accaduto oggi ci possa portare a pensare il contrario, restiamo fiduciosi nell’operato della magistratura: andremo a processo con l'animo sereno di chi ha la coscienza pulita e nella consapevolezza che riusciremo a dimostrare l'infondatezza di ogni accusa. Dove andrà a finire la produzione culturale di questo paese se ogni gestore di un grande evento pubblico come un concerto può essere indagato per l'articolo 79 della legge sulle droghe Fini - Giovanardi? Noi, per parte nostra, non solo non riteniamo di aver commesso alcun tipo di reato - e lo dimostreremo nel processo - ma siamo orgogliosi della nostra storia e delle nostre scelte: il contributo di crescita culturale ed economica dato al Friuli in questi anni non sarà cancellato dal fango che qualcuno ci vuol buttare addosso. Se per avere giustizia bisognerà lottare ancora, noi siamo pronti. Siamo nel giusto, e vinceremo. Auspichiamo che la giustizia alla fine di tutto ci dia la giusta ragione. Ringraziamo chi fino ad oggi ci è stato vicino e chi, ancor più in questo momento, ci sta offrendo appoggio e solidarietà.



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