Il romanzo shock/ A 25 anni sceglie di restare a letto fino alla fine...
| LO SPECIALE
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Malcolm è un bambino vivace e intelligente, e la sua famiglia si aspetta grandi cose da lui. Ma il giorno del suo venticinquesimo compleanno Mal va a letto, deciso a non alzarsi mai più. Il suo corpo si trasforma in una massa informe di carne e pieghe, imbottito dei pasti infiniti che la madre gli serve senza sosta. Attorno a lui cresce la curiosità morbosa dei mass media, mentre l’ex fidanzata, i genitori e il fratello cercano, in un modo o nell’altro, di dare un senso alla loro vita e alla folle ostinazione di lui. Buon compleanno Malcolm è il ritratto di una famiglia impossibile da dimenticare, un libro surreale sulla gioventù perduta e le aspettative tradite. Narrato da una voce giovane che è energia allo stato puro.
L'AUTORE - David Whitehouse ha 28 anni e vive a Londra. I suoi articoli sono apparsi sul Guardian Guide, l’Independent, il Sunday Times Style, Esquire e molti altri giornali, e hanno fatto man bassa di premi (tra gli altri, ha vinto il Journalism Award del Times e dell’Evening Standard). I suoi cortometraggi sono stati trasmessi dalla Bbc. Bed è il suo primo romanzo.
LEGGI L'INCIPIT
Quando dorme sembra un maiale che fruga tra il fogliame a caccia di tartufi. Non è russare, piuttosto il rantolo di un moribondo. Ma a parte questo è una mattina tranquilla, la mattina del giorno numero quattromilasettecentottantatré, secondo il display alla parete. La quiete è interrotta soltanto dal rumore di un corvo che si schianta contro la porta della veranda. Il fracasso colossale non sveglia Mal, che continua a emettere grugniti eccezionali dagli abissi del torace. Si propagano nelle mie orecchie come gli impulsi sonar con cui delfini e sottomarini comunicano tra loro. Mal pesava seicento chili, avevano stimato. È un bel po’. È più di mezza tonnellata. Certe fotografie che si vedono di balene spiaggiate ed esplose, sventrate dai gas accumulati al loro interno, lo spesso strato di grasso che ricopre la sabbia: quello è Mal. Si è ingrossato e gonfiato sul letto, due matrimoniali king size e un singolo uniti insieme. Si è espanso così tanto dal nucleo del suo scheletro che ora è un’enorme trapunta di carne. Ci ha messo vent’anni a diventare così. La pelle non è nemmeno più del suo colore. Picchiettato di capillari esplosi, è una confezione di salsiccia grande quanto un camion, avviluppata in una calzamaglia da due soldi. Il grasso ne ha rivendicato gli alluci e le unghie, i capezzoli si sono tesi fino a diventare come il palmo di una mano femminile e solo qualcosa di così ostinato come una briciola di biscotto potrebbe insinuarsi tra le pieghe della sua pancia. Ormai devono essercene abbastanza per un pacchetto intero, lì in mezzo. In vent’anni Mal è diventato un pianeta con i suoi territori
inesplorati. Noi eravamo i satelliti, catturati nella sua orbita, Lou e mamma e papà e io. Sono a letto accanto a lui, ascolto i poderosi colpi di clacson che emettono i suoi polmoni mentre fanno del loro meglio per strombazzare un altro po’ d’aria dalla bocca. Soltanto quel sordo, costante ronzio, come avere le orecchie piene zeppe di pane bagnato. Ogni sollevamento del suo torace scatena un fremito sismico in tutta la stanza. Le increspature della pinguedine propagano onde nella pozza del suo corpo. Io le cavalco, senza altro da fare se non volgere il mio sguardo oltre la distesa di carne di Mal, l’enorme tomba enfiata che ha imprigionato mio fratello, fino al giardino dove guardo il corvo imbrattare il vetro. Forse aveva visto Mal mentre passava in volo e lo aveva scambiato per un’enorme zuppa inglese. Vent’anni a letto. La morte di Mal è l’unica cosa che può salvare questa famiglia, perché la sua vita l’ha distrutta. Ed eccomi qui, alla fine, a dividere la stanza con lui. La stanza in cui tutto è cominciato. O almeno una sua parte. Una volta papà mi disse: «Amare qualcuno è guardarlo morire»
IL BOOKTRAILER



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