Il numero magico per il cervello? Il numero 7
Martedì, 8 dicembre 2009 - 13:45:00
Il numero magico per il cervello? Il numero 7 Vi siete mai chiesti perché è così difficile a volte ricordare delle sequenze di numeri come, per esempio, un numero telefonico? O, allo stesso modo, ricordare un elenco di oggetti o dati? Quando andiamo a fare spesa, in molti casi è senz'altro meglio farsi una lista scritta onde evitare di dimenticare qualcosa… a meno che gli oggetti da acquistare non siano più di sette. Perché, non più di sette? Perché, secondo numerosi studi, la sequenza che un cervello umano "normale" riesce a ricordare è fatta di circa sette elementi.
Questo fattore è stato denominato nel 1950 il "numero magico sette" dagli psicologi che lavorarono agli studi sul cervello e la capacità di memoria. Oggi, i fisici hanno elaborato un modello di attività del cervello che pare spiegare cosa si cela dietro al numero magico sette. Partendo dal concetto che la memoria a lungo termine è simile a una grande libreria, la memoria di lavoro è simile a una lavagna dove si prendono appunti che poi vengono cancellati una volta utilizzati.
Questo tipo di memoria è utilizzata in molte situazioni di vita quotidiana, come cercare un indirizzo nuovo, sostenere un discorso o ricordare una serie di istruzioni da mettere subito in pratica. Per mettervi alla prova potete fare un elenco di una decina di cose e poi provare a memorizzarle e vedere quante ne ricordate; la media dovrebbe essere appunto di sette. Ma, come suggerito dal prof . Mikhail Rabinovich, un neuroscienziato del BioCircuits Institute presso l'Università della California a San Diego, se nel frattempo si aggiungono altre informazioni da memorizzare immediatamente, si crea una lunga catena di dati che fa aumentare esponenzialmente la possibilità di compiere errori o dimenticare i soggetti precedentemente memorizzati.
Questo perché il cosiddetto cluster di neuroni che viene attivato, va a sopprimere momentaneamente quelli precedentemente attivati… il risultato è che non ci ricordiamo più il nome della persona con cui stiamo parlando e che si era presentata qualche minuto prima o il numero di telefono che ci aveva appena dato. In pratica, le limitazioni biochimiche del cervello pare siano influenzate dal numero di percorsi (o sinapsi) che il cervello stesso è in grado di attivare e gestire contemporaneamente. Più di tante normalmente non è biologicamente possibile, ricorda Rabinovich. "Il cervello è una macchina biochimica molto complessa ", conclude. Gli unici essere esonerati da queste limitazioni sembra siano essere gli autistici che in diversi casi riescono a memorizzare anche sequenze di cento numeri consecutivi. Il loro cervello pare essere in gradi di creare percorsi neurali molto più forti di un cervello "normale".
Luigi Mondo & Stefania Del Principe
Questo fattore è stato denominato nel 1950 il "numero magico sette" dagli psicologi che lavorarono agli studi sul cervello e la capacità di memoria. Oggi, i fisici hanno elaborato un modello di attività del cervello che pare spiegare cosa si cela dietro al numero magico sette. Partendo dal concetto che la memoria a lungo termine è simile a una grande libreria, la memoria di lavoro è simile a una lavagna dove si prendono appunti che poi vengono cancellati una volta utilizzati.
Questo tipo di memoria è utilizzata in molte situazioni di vita quotidiana, come cercare un indirizzo nuovo, sostenere un discorso o ricordare una serie di istruzioni da mettere subito in pratica. Per mettervi alla prova potete fare un elenco di una decina di cose e poi provare a memorizzarle e vedere quante ne ricordate; la media dovrebbe essere appunto di sette. Ma, come suggerito dal prof . Mikhail Rabinovich, un neuroscienziato del BioCircuits Institute presso l'Università della California a San Diego, se nel frattempo si aggiungono altre informazioni da memorizzare immediatamente, si crea una lunga catena di dati che fa aumentare esponenzialmente la possibilità di compiere errori o dimenticare i soggetti precedentemente memorizzati.
Questo perché il cosiddetto cluster di neuroni che viene attivato, va a sopprimere momentaneamente quelli precedentemente attivati… il risultato è che non ci ricordiamo più il nome della persona con cui stiamo parlando e che si era presentata qualche minuto prima o il numero di telefono che ci aveva appena dato. In pratica, le limitazioni biochimiche del cervello pare siano influenzate dal numero di percorsi (o sinapsi) che il cervello stesso è in grado di attivare e gestire contemporaneamente. Più di tante normalmente non è biologicamente possibile, ricorda Rabinovich. "Il cervello è una macchina biochimica molto complessa ", conclude. Gli unici essere esonerati da queste limitazioni sembra siano essere gli autistici che in diversi casi riescono a memorizzare anche sequenze di cento numeri consecutivi. Il loro cervello pare essere in gradi di creare percorsi neurali molto più forti di un cervello "normale".
Luigi Mondo & Stefania Del Principe



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