Il mercatino si è globalizzato
Mercati e mercatini, ma dove sono i prodotti locali? Anche il bazar, che dovrebbe essere tipico di ogni luogo e offrire prevalentemente specialità di questo o quel paese, è diventato un'espressione della globalizzazione mondiale. A Sharm el Sheik, così come a Barcellona, i banchi propongono la stessa merce. Se poi ci si avventura in Danimarca o si fa un salto in Croazia, la situazione non cambia molto. Perché? Il bazar sembra essere diventato l'estensione di un villaggio turistico Club Med o Valtur, dove nella sala ristoro si ha l'impressione di essere a casa propria. Infatti la pasta al pomodoro non manca mai, le patatine con il ketchup nemmeno, per non parlare poi dell'hamburger. I souvenir della città visitata appaiono essere l'unico elemento distintivo da un luogo all'altro, almeno per il nome riportato della città stessa.
![]() Las Dalias |
I foulard colorati, i cappelli in paglia, i poncho da bambino in stile peruviano e le ciabattine africane di cammello sono prodotti in vendita nei mercati dei paesi del nord così come in quelli del sud. Per trovare prodotti 'davvero tipici', bisogna addentrarsi in quei luoghi poco turistici e sperare che qualche cittadino locale esponga degli oggetti su una bancarella. Siamo tutti turisti è vero, ma possibile che le culture locali si siano tutte ridotte ad accontentare il desiderio del turista qualunque?
![]() Mercatino hippy |



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