Il gatto, da Baudelaire alla carta

Martedì, 16 febbraio 2010 - 10:50:00

di Laura Forno 

Un gatto può essere anche malizioso e guardare sornione sotto una gonna o luccicare, splendente di Swarovski, in livrea arancione per ricordare Ginger Rogers. Ma può anche mostrarsi ed essere rappresentato in mille modi diversi, soltanto per stupire. Gli artisti amano, in genere, questo animale dal carattere indipendente e dalle forme sinuose, tanto da non stancarsi mai di rappresentarlo. Come hanno fatto anche Ericka Olaya Andrade, giovane stilista di origine colombiana che produce gattini in stoffa e Andrea Tomasetig, libraio per vocazione che proprio ai felini ha dedicato una intera raccolta di Ex libris, a causa della passione che lo lega ad entrambi. Friulano, da tempo a Milano, proprietario di una libreria, Tomasetig è un librario antiquario specializzato nel ‘900, che fa il collezionista. La sua personale propensione per il gatto, l’ha portato a raccogliere più di cento immagini di ex libris, appunto, che ritraessero il felino, in molteplici versioni, fra cui quella erotica, di scuola francese e quella legata all’infanzia, di Matilde Ade, di scuola austriaca. Ericka, più semplicemente Kikka, è ispirata nella sua produzione dall’amore: viene in Italia giovanissima, al seguito di un ragazzo italiano e qua incomincia la sua carriera di stilista, che culmina con la creazione, insieme alla madre, del suo primo gattino di stoffa, cucito sempre per il fidanzato italiano, nel frattempo diventato ex, a cui voleva far ricordare i propri micini lasciati a casa durante un viaggio. Presto arriva il successo: a molti piacciono i piccoli animali che la giovane stilista produce, alcuni amici arrivano addirittura a prenotarli per Natale.


LE IMMAGINI
Nel 2007 viene notata da una stylist, Cristina Nava che inserisce i “gattini” nel primo servizio fotografico su una rivista di moda: da allora Ericka crea una nuova collezione in denim per Evisu, marchio giapponese, una in cachemire e Swarovski, corredata da cappelli Borsalino, dal curioso nome di Kikka & Kitten goes Hollywood e, in ultimo, una per Max Mara, in tartan rosso. Insieme agli ex libris di Tomasetig, i Kitten fanno bella mostra di sé all’evento Gatti di carta, un vera e propria raccolta di fumetti e manifesti, raccolti da Enrico Ercole in occasione del 17 febbraio, Giornata nazionale del gatto, all’Atelier Gluck Arte. Il gatto Felix, poco più di una piccola macchia nera, creato nel 1919, che divenne il primo gatto a cartoni animati in America, è il gatto del manifesto della mostra, scelto perché, spiega il curatore, nel 1927 Charles Lindbergh fece dipingere la sua immagine sulla carena del suo aereo prima della transvolata transoceanica. Un altro felino, anzi la sua piccola statua, dal curioso nome di Bastet, venerato in Egitto, insieme al manifesto del Chat Noir, un locale di Pargi, il primo logo “gattesco” della storia del 1881, aprono questa mostra dove è raccolto tutto il materiale possibile fra locandine, fumetti, poesie, magliette, loghi, pupazzi e gadget sui gatti. Strisce surreali, film dell’orrore, disegni, uno spartito con una canzone d’amore del 1944, dal titolo Il micino dongiovanni, dove una gattina innamorata soffre per amore, una poster di un musicarello italiano che recita: Gatto Filippo, licenza di uccidere, con ovvio riferimento all’agente segreto più famoso del mondo, due raccolte di fiabe con incisioni di Gustav Dorè, i cui protagonisti sono sempre gatti, sette lavori degli allievi della scuola di scenografia di Brera, appositamente creati per la mostra ed ispirati al Gatto con gli stivali, sono solo alcuni delle curiosità che questa originale mostra-evento raccoglie. Fra le immagini si trovano anche quelle di Isidoro e Garfield e si scopre che i due fumetti entrambi americani, molto simili graficamente fra di loro, sono in realtà prodotti da due differenti artisti, a pochi anni di distanza, ma uno dei due ha avuto successo e l’altro, inspiegabilmente, no. Un gatto – manichino, ricoperto di cartapesta, ha due strani occhi magnetici: visto da vicino, le sue pupille sono due O maiuscole ritagliate da un giornale. Inquietante.

Gatti di carta 
Dal 17 al 26 febbraio 2010
ATELIER GLUCK ARTE 
Via Cristoforo Gluck, 45 - Milano
Info: 331/9963519 - www.ateliergluckarte.org 

INGRESSO LIBERO Orari: 10.00-18.00

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