Il denaro diventa Nulla. La risposta alla crisi? Un po' di marxismo
| |
Caro direttore,
ho ricevuto numerose osservazioni sul mio articolo relativo alla crisi finanziaria. L’uso del termine “invenzione” nel titolo ha potuto far pensare che la crisi finanziaria fosse un trucco, un inganno degli americani. La crisi non è affatto una invenzione ma tremendamente presente. Ho sostenuto che è una invenzione paragonarla con la povertà e la disoccupazione di massa conseguente alla crisi del ’29, ne sono convinto è ho suggerito fra le righe una rilettura di John Steimbeck per paragonare stili e condizioni di vita.
Così come dire che il denaro non è nulla appare come un assurdo paradosso. E’ del tutto evidente che il denaro non è irreale. E' tutt’altro che nulla, chi ne dispone e lo possiede può nei fatti procurarsi ciò che vuole concretamente e subito così come cambiare la sua vita quotidiana. E’ altrettanto evidente che se con il denaro si acquista un immobile, un oggetto o un’opera d’arte la forma merce che assume è tangibile si può toccare, è lì presente nel tempo nello spazio. Ma se una quantità di denaro è in una banca come Leman Brothers e altre che in modo analogo agiscono nei mercati, il denaro trasformandosi nei cosiddetti prodotti finanziari, assume una forma merce più astratta e può, nella sua vorticosa circolazione e intangibilità, diventare equivalente della circolazione universale del Nulla. La perdita di valore dell’equivalente generale delle merci in una crisi finanziaria può ridurre a nulla anche le merci tangibili.
Denaro feticcio intorno al quale ruota la speculazione mondiale, molto al di là della riproduzione del capitale, non ha nulla a che vedere con la ricchezza o la sua produzione. Ecco allora che il denaro assurto a feticcio traduce un’assenza pura e semplice, diventa speculativo, esponenziale, destinato anch’esso al crack, come puntualmente è avvenuto. Ma questo concetto che è alla base della sparizione e della irrealtà della forma merce denaro non è una mia scoperta la aveva già detto Marx e oggi anche D’Alema lo ricorda dopo le sue amnesie come un po’ di tutti.
Il solo pare non abbia dimenticato Marx è Attali, il consigliere di Sarkozy che racconta come di fronte ad ogni problema si domanda, cosa avrebbe fatto e come si sarebbe comportato Marx? “Sarko decide come Marx”. Una bella idea di comunicazione che i francesi possono permettersi non avendolo demonizzato, noi no. Peccato.
Fausto Lupetti
www.faustolupettieditore.it



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















