Le zone dell città firmate dai graffiti
Di Iskra Naydenova Cannizzaro
Un uomo svogliato seduto su una panchina, con le mani in tasca, le scarpe slacciate e un teschio disegnato sulla t-shirt. Poi lo stesso personaggio, con il capo rasato e il broncio lungo, se ne sta accovacciato a terra in mezzo alle mattonelle e a malapena riesce a reggersi la testa con le flebili braccia. E ancora: sul muro di un capannone si stringe le tempie con le dita contorte nascondendo il volto, come fosse intento a disperarsi in silenzio per chissà quale pensiero sconvolgente. Sono queste le figure tristi e depresse di Aryz, graffittaro spagnolo di appena 21 anni che interpreta il malessere della società contemporanea occidentale.
Un’area metropolitana che si rispetti deve avere il suo graffittaro di riferimento. Così i muri di Parigi parlano il linguaggio dell’arte di strada delle signorine indipendenti, autonome e decisamente femministe di Miss Tic (celebre è la frase della silhouette di donna che impugnando una pistola urla ‘Le pouvoir ne protège pas, il se protège’), mentre quelli di Londra sono tutti di Banksy, l’irriverente writer che ha dipinto una guardia inglese mentre fa pipì contro il muro, ma soprattutto due uomini poliziotti mentre si baciano appassionatamente. E Barcellona ha il suo Aryz con i suoi tanti graffiti che non possono passare inosservati. 1.jpg)
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E’ giovanissimo e ha ancora tanta strada da fare prima di raggiungere la notorietà di Miss Tic, che da personaggio sconosciuto è diventata negli anni musa di designer e stilisti (la maison Louis Vuitton ha stampato le sue signorine sulle t-shirt) e di Banksy, che viene accolto come uno dei più celebri artisti inglesi in uno dei più importanti musei della Gran Bretagna (grande successo per la sua personale dell’estate scorsa ‘Banksy versus Bristol Museum’). Eppure già fa parlare di sé per la sua sensibilità e per la sua capacità di interpretare i malumori giovanili. Guardatelo all’opera in una delle sue creazione formato xxl.



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