Golden Globe/ Le bombe irrompono a Hollywood
Di Giuseppe Morello
Valzer con Bashir di Ari Folman è molto bello, ed è l’ennesima dimostrazione che cartoon e film di animazione siano negli ultimi anni tra le cose più interessanti che il cinema è capace di produrre sia quando racconta storie tristi che quando fa intrattenimento (Persepolis di Marjane Satrapi e Team America di Trey Parker, giusto per fare due esempi).
È dunque più che meritata la vittoria dei Golden Globe come miglior film straniero per un cartoon che racconta con mano leggera e senza retorica le stragi per mano dei cristiani maroniti - con la complice indifferenza delle truppe israeliane – nei campi palestinesi di Sabra e Shatila ai tempi della guerra in Libano. Non si sfugge tuttavia al sospetto che la giuria riunita al Beverly Hilton di Los Angeles abbia scelto con un occhio alla qualità delle pellicole e l’altro alle notizie di questi giorni dalla Striscia di Gaza che hanno indirettamente amplificato l’impatto emotivo di Valzer con Bashir, regalandogli casualmente un alone di stringente attualità.
Tutto questo ha purtroppo nuociuto a Gomorra di Matteo Garrone, che al confronto deve essere sembrato un film su una pittoresca e tutto sommato innocua banda di delinquenti dell’Italia del sud che traffica in droga e lucra sulla spazzatura. Niente di epico.
Per meglio sostenere il nostro cinema l’Italian Film Commission doveva chiedere in questi mesi ai Casalesi di farsi notare di più, magari con una vigorosa escalation di violenza e ammazzamenti, un po’ di azione insomma, ma i Casalesi non amano il cinema italiano e forse non lo hanno fatto proprio affinché Gomorra non vincesse. Perché a loro quel film non è mai piaciuto.



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