Giulio Milani, direttore di Transeuropa, ad Affaritaliani.it: "Cerchiamo di 'tradire creativamente' l'eredità di Pier Vittorio Tondelli"
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di Antonio Prudenzano
Negli seconda metà degli anni Ottanta l'allora giovanissima casa editrice anconetana Transeuropa conobbe un momento di grande notorietà grazie a Pier Vittorio Tondelli e alle mitiche antologie di esordienti che il compianto scrittore di Correggio curò in quegli anni. La prima fase dell'esistenza di Transeuropa, iniziata nel 1987, si è chiusa nel 2000. Grazie a Giulio Milani e Marco Rovelli, nel 2005 questa piccola realtà indipendente è rinata, a Massa, in Toscana.
Milani, che Affaritaliani.it ha intervistato, è editore, amministratore unico, direttore commerciale e responsabile dei diritti d’autore, oltre che apprezzato editor e direttore della collana di scrittori italiani "Narratori delle riserve".
![]() Il logo di Transeuropa |
Come procede la 'seconda vita' di Transeuropa?
"Cresciamo con costanza. Se nel 2005 abbiamo pubblicato 5 titoli, l'anno scorso siamo arrivati a 25 e quest'anno puntiamo a raggiungere quota 30".
Il bilancio è in attivo?
"Tra il 2008 e il 2009 è raddoppiato, mentre lo scorso anno abbiamo tenuto nonostante la crisi. Non ci possiamo lamentare. Stiamo trovando un nostro pubblico, piuttosto vario dal punto di vista generazionale".
Transeuropa è un piccolo editore di provincia, lontano dai grandi giri. Quanto è dura per chi non ha una sede a Roma, Milano o Torino?
"Ci sono vantaggi e svantaggi. In provincia non abbiamo concorrenza, però allo stesso tempo siamo isolatissimi. Ogni volta è un'impresa convincere scrittori ed editori in viaggio tra Roma e Milano a fermarsi a Massa. Con Giulio Mozzi è successo ed è nato il suo libro Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi".
![]() Tondelli |
Come vivete l'eredità di Pier Vittorio Tondelli?
"Cerchiamo di amministrarla... Tondelli rappresenta la nostra tradizione e facciamo di tutto per essere alla sua altezza. Allo stesso tempo, però, ci impegniamo a 'tradirla creativamente'. Un esempio in questo senso è l'antologia Over-Age. Apocalittici e disappropriati(perché nessuno più resterà in panchina). Undici esordienti over 65. Pier Vittorio pubblicava gli under 25, noi guardiamo alla terza età, e prima dell'estate due degli autori della raccolta saranno in libreria con un loro romanzo. Si tratta di Roberto Pusiol e Paolo Passanisi".
Lei è un apprezzato editor e si occupa in particolare di narrativa italiana. La 'nuova' Transeuropa, così come la 'vecchia', è molto attenta agli esordienti...
"Si può dire che la 'moda degli esordienti' è cominciata proprio per 'colpa' della Transeuropa tondelliana, poi però c'è stata una degenerazione (tra gli altri, Transeuropa ha 'scoperto' Silvia Ballestra ed Enrico Brizzi, ndr). Oggi le agenzie letterarie hanno un potere enorme, e gli aspiranti esordienti 'fuori dal giro' fanno molta fatica a trovare un editore vero quando lo meritano. Noi cerchiamo, con le nostre piccole forze, di leggere tutti i manoscritti che ci arrivano, una decina al giorno, sperando che non aumentino altrimenti diventerebbe impossibile... Ma non chiudiamo del tutto le porte agli agenti, anche se finora i nostri esordienti o li abbiamo 'scoperti' personalmente o grazie alle segnalazioni di scrittori e colleghi di cui ci fidiamo. La soddisfazione è aver fatto esordire autori come Fabio Genovesi e Giuseppe Catozzella, che ora pubblicheranno rispettivamente con Mondadori e Rizzoli".

Giulio Milani
Quali sono gli editor italiani che lavorano meglio sugli esordienti?
"Sicuramente Mozzi, con cui mi sento in sintonia, e Lagioia, che alla Minimum Fax fa un ottimo lavoro".
Quali sono le novità più significative che pubblicherete quest'anno?
"Puntiamo molto sulla nuova collana 'Inaudita', dedicata alla ricerca poetica, musicale, teatrale e cinematografica della scena indipendente italiana. Wu Ming 2, ad esempio, pubblicherà un testo su un partigiano somalo, e poi ci sarà un progetto teatrale inedito di Grazia Verasani. Venendo alla narrativa, che inizialmente a livello di vendite era inferiore alla saggistica ma che piano piano sta recuperando, pubblicheremo, tra gli altri, La calligrafia come arte della guerra di Andrea Tarabbia, firma di punta della rivista 'Il primo amore', che abbiamo 'strappato' a Einaudi che temporeggiava...".



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