I genitori? Su Facebook
di Francesco Pira
In questi ultimi mesi mi è capitato di fare diversi incontri con genitori per parlare del rapporto tra bambini e adolescenti e nuove tecnologie. E dopo una prima parte di discussione sui videogiochi ed il fatto che usano speso il computer più che per studiare, per fare i copia-incolla il massimo, il termometro si alza quando si parla dei social network ed in particolare di Facebook. Per questo ha fatto bene nei giorni scorsi Maria Laura Rodotà a scrivere nella sua rubrica Macth delle varie categorie di genitori individuate dal sito americano Babble.
Qualche giorno fa una mamma mi ha detto di essersi iscritta a Facebook non per controllare la figlia ma per comunicare con lei. Per fortuna abitavano in due città diverse ma spesso genitori e figli comunicano su Facebook anche nella stessa casa. Assurdo? No, normale visto che il problema non è parlare tra loro ma far sapere all'esterno cosa si sono dette. Diverso il rapporto sul “libro delle facce” tra genitori divorziati e figli. Il socialnetwork può favorire il contatto nei casi anche di conflitti tra genitori. Ma il sito americano per genitori è un luogo di discussione come quando si ritrovano fuori dalla scuola.
Insomma Babble ha stilato questa classifica che ha messo insieme i cinque tipi peggiori di genitori incontrati su Facebook: Bragger parent, quello che si vanta; Whiner Parent, il lagnoso; Cool Parente, genitore veramente fico; Obsessed Parente, ossessivo spammatore di foto, Zen Parent, rivendica serenità assoluta nel crescere i figli. Ma non è finita perchè secondo la Rodotà c'è una sesta categoria soltanto italiana: il Genitore Catastrofista. E' quel genitore che vede la tv e dice “Oddio, in che paese, in che mondo strano stanno crescendo i nostri figli!”
E mi trovo totalmente d'accordo con Maria Laura Rodotà quando lancia un appello affinché questi genitori s'impegnino a fare qualcosa invece di segnalare catastrofi sociali e morali. Se vogliamo farla proprio completa si può aggiungere anche una settima categoria: il Genitore che non sa nulla, che è una categoria molto diffusa di papà o mamma che hanno poca dimestichezza con la rete e che se ne guardano bene dal capire come funzionano “certe diavolerie”. Molto diversi da quelli che hanno messo il computer in salotto per capire che cosa fanno i loro figli tante ore davanti al pc.
Questa categoria è più pericolosa di quello che si vanta della prole, che si lamentano comunque per la febbre o i tatuaggi, quelli che fanno tutti come se avessero 20 anni, o che pubblicano foto in continuazione dei figli, o che pensano che è una gioia fuori dal comune sempre e comunque essere genitori. Queste cinque tipologie “disegnate” dal sito americano o la sesta del papà e mamma che vedono un mondo impossibile da vivere, forse non riescono a gestire il rapporto con i figli allo stesso modo di quelli che invece non sanno perchè non voglio sapere. Ecco su tutte le categorie occorre lavorare per evitare intanto che Facebook sia invasa di esaltazioni o disperazioni, ma anche per poter avere dei genitori consapevoli dei rischi che corrono i loro figli o delle potenzialità che hanno usando la rete.
I genitori devono documentarsi, capire, discutere con i figli. Rientra nel loro ruolo, anche se sono stanchi, afflitti dalla crisi economica o se hanno avuto, come recitava una pubblicità, una giornata pesante. Ci sono tanti di buona volontà che hanno capito che la partita è da giocare. Altri che ritengono i loro figli al sicuro chiusi in stanza con il computer acceso e la connessione ad internet. Qualcuno ha scoperto che non sono tutte rose e fiori, magari perchè è stato chiamato, per colpe o bravate del figlio minorenne dalla Polizia Postale.
E forse su questo tutti dobbiamo riflettere.



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