Gelosia, la società liquida la combatte, ma è nel DNA del maschio
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E sull'eventuale base biologica della gelosia: "Per la psicologia evoluzionista - che si rifà all'evoluzionismo di Darwin - siamo gelosi perché, come tutti gli animali, difendiamo il nostro territorio; e il nostro partner amoroso è elemento essenziale del nostro territorio. Quando la mia cagnetta è in auto con me e vede qualcuno avvicinarsi, lei abbaia: considera l'auto la sua cuccia, e io il bene importante che deve difendere dagli intrusi. Il cane abbaia agli estranei per gelosia. Spesso anche il geloso umano abbaia... Biologicamente essenziale è la gelosia maschile: perché (prima delle recenti analisi del DNA) il maschio non può mai essere sicuro del fatto che la prole che mette al mondo la sua femmina sia proprio la sua. "Mater certissima est, pater semper dubiosus".
E continua: "Parafrasando Bauman, se la società è liquida, lo è anche la gelosia. Ovvero, non esistono più istituzioni e costumanze che sostengono, rinforzano e legittimano la gelosia. Infedeltà e gelosie oggi sono problemi che restano dentro la coppia, che ogni coppia insomma deve affrontare da sé per conto proprio. Oggi sarebbe impensabile, ad esempio, che uno facesse appello ai propri familiari per vendicarsi dell'amante della moglie! Non c'è più un senso generale condiviso a sentimenti e passioni, ciascuno si deve costruire nella propria vita il proprio kit, per così dire, di valori, sentimenti, passioni. Anche se esistono ancora resistenze culturali a questa "liquidità", soprattutto in Italia. Qui lo Stato costringe il coniuge alla gelosia con la legge 40. L'articolo 4 di questa legge proibisce la fecondazione eterologa, ovvero la possibilità che uno doni seme maschile od ovociti ad una coppia che non riesca a riprodursi. Chi lo facesse, viene punito con una multa. In sostanza, lo Stato italiano proibisce a lui o a lei di essere "cornuto" - anche se qui si tratta non di un rapporto sessuale con un terzo, ma dell'intervento del gamete di un terzo. In effetti, non si proibiscono interventi tecnici sofisticati sulla fertilità, come fecondazione assistita, fivet, ecc.: la legge proibisce questi interventi solo quando lui feconda un ovulo di una terza, o quando l'ovulo di lei è fecondato dallo spermatozoo di un terzo. Lo Stato italiano non tollera insomma che un terzo, anche se solo in forma gametica, si introduca nella coppia. Così, molti italiani vanno a concepire all'estero per sfuggire alla Gelosia di Stato. Indubbiamente viviamo in un'epoca di crisi della gelosia, soprattutto maschile. Certo la gente continua ad essere più o meno gelosa come in passato, eppure la nostra cultura svaluta i sentimenti gelosi. Ad esempio, in Italia nel 1981 fu abolito il delitto d'onore, ovvero le attenuanti date a chi aveva ucciso per gelosia. Certo, la gelosia era spesso stigmatizzata nel passato, ma oggi essa è vissuta sempre più come un sentimento riprovevole, di cui vergognarsi. Questo perché la nostra cultura ha fatto proprio l'ideale della libertà sessuale, in particolare delle donne. Certo, si valorizza ancora molto la fedeltà, ma non la si esige più come obbligo; ci si augura che l'amato sia fedele così come ci si augura di non ammalarsi di cancro, ma se accade... Sempre meno la fedeltà è una condizione imprescindibile perché la coppia duri.
Poi la giornalista Lena Stamati chiede: Ma l'evoluzione ci porta quindi a considerare la gelosia come forma comportamentale patologica?
"Paradossalmente, oggi la psichiatria crede sempre meno nella malattia mentale... Possiamo parlare di eccessi, come quando la gelosia porta all'omicidio o al suicidio, ma ogni eccesso è malattia mentale solo perché è eccesso? Nessuno sa più bene che cosa significhi malattia mentale, e che cosa non lo sia. La psichiatria moderna (DSM) parla solo di "disordini", vale a dire di comportamenti e vissuti che fanno soffrire chi li ha, o chi gli e' vicino. Tutto qui. Cent'anni fa si considerava l'omosessualità una gravissima malattia e perversione sessuale, oggi invece si pensa che essere omosessuali sia una forma di essere normali. La cosiddetta scienza psichiatrica di fatto segue le mutazioni delle mentalità. Ovviamente per la psicologia evoluzionista la gelosia non è affatto una malattia mentale: essa riflette la lotta di ogni animale Ego per assicurarsi che il proprio partner si prenda cura solo della prole avuta con Ego. Per la biologia evoluzionista la gelosia è un sentimento indispensabile: patologico, caso mai, è chi non è affatto geloso. L'evoluzionismo esclude che la gelosia sia una patologia. A meno che non si tratti di deliri di gelosia paranoica, quando cioè si è convinti che il partner tradisca anche se non se ne ha la minima prova. Ma qui si parla di patologia non perché uno sia geloso, ma solo perché si produce una deformazione completa della realtà, solo perché uno delira.
Poi introduce un concetto nuovo: la "gelosia negativa".
"Ho analizzato quelli che chiamo gelosi negativi, ovvero persone che sembrano essere l'opposto del geloso: godono nel sapere che il loro partner li tradisce. La psicoanalisi mostra che questi anti-gelosi nel fondo sono dei super-gelosi: la loro strategia consiste nel rovesciare la loro angoscia in piacere. Come ho cercato di mostrare nel mio libro "Perversioni" (Bollati Boringhieri), possiamo considerare tutte le perversioni sessuali, in un certo senso, dinieghi della gelosia. Le perversioni sono in fondo delle gelosie rovesciate". E conclude: "Ho grande ammirazione per studiosi che hanno cercato di spiegare la gelosia, come Freud, Girard, Lacan, David Buss, ecc. Ma devo dire, in tutta franchezza, che le teorie che si vogliono scientifiche sembrano tutt'oggi ad un livello molto arretrato e ingenuo rispetto alle descrizioni della gelosia che ci hanno dato alcuni grandi scrittori o cineasti. Tutta la psicologia cognitiva sulla gelosia non vale descrizioni come quella di Euripide (Medea), Shakespeare (Otello), Tolstoj (Sonata a Kreuzer), Proust, Buñuel (El), Schnitzler, Kubrick (Eyes Wide Shut), Grossmann (Col corpo capisco) e altri grandi. Su questo tema, non c'è dubbio che le scienze devono mangiare ancora molta polenta per raggiungere la raffinatezza dell'arte e della letteratura".



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