G8, una mostra per raccontarlo

Venerdì, 8 luglio 2011 - 12:56:00

Nel luglio del 2001 centinaia di migliaia di donne e uomini provenienti da ogni parte del mondo e appartenenti a culture politiche anche molto differenti sfilavano per le strade di Genova, teatro dell’annuale vertice del G8. Uniti nel dire “no” al paradigma della globalizzazione neoliberista allora al suo apice, additavano il deficit di partecipazione democratica a tale processo, nonché le disuguaglianze economiche e le devastazioni ambientali ad essa connesse e proclamavano la necessità e la possibilità di un mondo radicalmente diverso. Nel corso del decennio successivo, quegli stessi movimenti di contestazione hanno conosciuto, specie in Italia, momenti di ripiegamento. Al cospetto della grave crisi economica in corso, della minaccia costituita dal surriscaldamento globale e della crescente scarsezza delle risorse naturali, delle disuguaglianze sociali sempre più accentuate, della sempre più drammatica distanza tra rappresentanti e rappresentati nel contesto delle democrazie liberali, le ragioni del “popolo di Genova” appaiono più che mai attuali e, per certi versi, persino profetiche.


Nemanja Cvijanovic, Applause!, 2008
LE IMMAGINI
Tredici sono i lavori selezionati per la mostra Un altro mondo è ancora possibile?, realizzati da tredici artisti e collettivi nati dal 1970 in poi: Alterazioni Video, Emanuela Ascari, Dario Azzellini & Oliver Ressler, Minerva Cuevas, Nemanja Cvijanovic, Claire Fontaine, Democracia, NoiSeGrUp, Ciprian Muresan, Giuditta Nelli, Giuliana Racco, Marco Villani, Ciro Vitale. Alcuni già protagonisti della stagione dell’arte attivista post-Seattle, altri emersi più tardi, gli artisti articolano il loro discorso intorno all’oscillazione tra memoria di quei giorni di lotta e prospettive future di trasformazione, quasi rinnovando la celebre figura benjaminiana dell’Angelo della Storia e arrivando a trarne una sintesi nel pieno rispetto delle loro differenti poetiche: dalla pianificazione di modalità di vita alternative al ripristino di verità sottaciute; dalla stretta identificazione con le pratiche di militanza alla sussunzione delle stesse ad opera del capitale. Il wall-paper Sometimes you must break the rules (2007) di Alterazioni Video è realizzato attraverso un collage di fotografie tratte da pubblicità che utilizzano l’immaginario della rivolta e della contestazione per fini commerciali, a cui sono sovrimpresse alcune scritte indicanti luoghi e giorni che rimandano ai summit tra potenze mondiali. Non vi è più alcuna differenza tra la rivolta e la vendita di contratti di assicurazione: viene utilizzato tutto, qualsiasi cosa può divenire un utile strumento per produrre e per aprire nuove aree di mercato. a cura di Francesca Guerisoli e Stefano Taccone Genova, Sala Dogana - Palazzo Ducale 8-24 luglio 2011 | da martedì a sabato 15.30-19.30 Inaugurazione giovedì 7 luglio ore 18.30. L’artista messicana Minerva Cuevas presenta Donald McRonald (2003), video tratto dall’omonima performance svoltasi in occasione della mostra Hardcore al Palais de Tokyo.

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