Libri/ I grandi gruppi si sfidano sul self-publishing. Da Mondadori a Gems... L'intervista a Stefano Mauri
di Antonio Prudenzano
![]() Riccardo Cavallero |
| LO SPECIALE
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![]() Stefano Mauri |
Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato di Gems, con il suo gruppo editoriale organizza il torneo letterario (non solo) online "Io Scrittore", giunto alla seconda edizione. Nella prima, oltre 1500 storie sono state sottoposte al vaglio degli stessi partecipanti che, investiti del doppio ruolo di scrittore e critico, hanno espresso più di 20.000 giudizi mettendoli a disposizione di ogni concorrente. Attraverso due manche e una graduatoria finale stabilita esclusivamente sulla base dei voti espressi, si è arrivati a 25 opere pubblicate in e-book e di 6 in edizione cartacea (per i marchi Gems). "Io Scrittore" rappresenta quindi una possibile evoluzione del self-publishing, con gli editor di un grande gruppo editoriale coinvolti nella fase di pubblicazione dei testi vincitori, che vengono "rivisti" insieme all'esordiente di turno, come accade normalmente in tutte le case editrici.
Il gruppo Mondadori, come ha spiegato Riccardo Cavallero, sta preparando delle "sorprese" in merito alla costruzione di "modi diversi di self-publishing". Voi di Gems, invece, con le possibili evoluzioni dell'autopubblicazione vi siete già mossi da un paio d'anni. 
QUI I PARTICOLARI
"Sì, certo, già lo facciamo attraverso Io Scrittore. Per me e per le nostre direzioni editoriali internet è sempre stata una fonte in più. Non è l'unica, ovviamente, ma stiamo già investendo da tempo in questa direzione. Non si illuda nessuno, però, che questa modalità sostituisca il lavoro dei bravi agenti e dei bravi editori. Se uno pensa che il lavoro dell'editore sia prendere un manoscritto e pubblicarlo così com'è fa bene a ritenere di non essere più necessario in futuro. Viceversa, se uno pensa che l'editore faccia compiere all'opera l'ultimo fondamentale miglio che la porta al successo, come le nostre case editrici dimostrano ogni anno portando in classifica decine di esordienti, ha ragione a pensare di avere un mestiere anche per il futuro e che il self-publishing sia solo una opzione in più e naturalmente benvenuta. Ma i lettori dai nostri marchi si aspettano testi di qualità perciò dobbiamo continuare a essere selettivi e ad assistere gli autori nel loro lavoro. Anche i buoni agenti aggiungono valore al lavoro dell'autore e non si limitano a negoziare l'anticipo. Lasciano all'editore e all'autore l'ultima parola sul 'come' pubblicare, ma aiutano a inquadrare l'opera".
Quindi in futuro il self-publishing non metterà a rischio la sopravvivenza delle case editrici di qualità...
"Bob Young, il presidente di lulu.com (la cui versione italiana, guarda caso, è quella che fattura di più rispetto alle altre nel mondo, ndr), la più grande operazione di self-publishing online del mondo (pubblicano 10.000 novità al mese) a maggio mi ha detto: 'Se in 10 anni di attività non ci è capitato nessun bestseller esplosivo mentre sono esplosi tanti bestseller pubblicati da editori (ad esempio Harry Potter, Dan Brown, Stephenie Meyer e Stieg Larsson) significa che gli editori con il loro mestiere fanno la differenza'. Dopo di che Io Scrittore è un esperimento pioniere e visto che il nostro gruppo di case editrici è quello in più forte crescita da che Nielsen censisce il mercato, cioè dal 2007, è logico che le nostre innovazioni vengano osservate e studiate con attenzione dal settore. Comunque alla fine in questo mestiere la differenza la fanno sempre le persone e non le grandi strategie. Per questo c'è sempre spazio per un buon libro, per un bravo editore, per una buona idea".



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