Futurismo, arriva la più grande opera dedicata al movimento

Venerdì, 4 dicembre 2009 - 14:58:00

La più grande opera che sia stata mai dedicata al Futurismo, i Nuovi Archivi del Futurismo, viene presentata venerdì 4 dicembre a Roma nella sede della Quadriennale, in Villa Carpegna, alle ore 11. L'opera è costituita da sei volumi, che documentano la molteplice attività svolta dal movimento nei trentacinque anni della sua storia, cominciata nel 1909 con la pubblicazione del famoso manifesto fondativo sul quotidiano parigino "Le Figaro" e conclusasi con la morte di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944.



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I promotori

È la Quadriennale di Roma che promuove la pubblicazione dei Nuovi Archivi del Futurismo presso De Luca Editori d'Arte. Sono decisivi partner dell'iniziativa tre Direzioni Generali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Beni Librari, Archivi e Organizzazione-Innovazione). A loro si aggiungono il CNR, la Fondazione Roma, la Fondazione Banco di Napoli e il Comitato per le Celebrazioni del Centenario del Manifesto futurista, centenario che ricorre quest'anno. Il Ministero degli Affari Esteri è partner imprescindibile per la diffusione dell'opera all'estero, soprattutto tramite la rete degli Istituti Italiani di Cultura. Il coordinamento scientifico dell'opera è di Enrico Crispolti, Professore emerito di Storia dell'Arte contemporanea nell'Università di Siena, che ha costituito una équipe di studiosi affermati nell'ambito degli studi sul Futurismo e di giovani ricercatori.

Le caratteristiche editoriali

I sei volumi avranno formato 24x33 cm, rilegati in tela con sovraccoperta, con uno sterminato apparato iconografico a colori. Saranno arricchiti da abstract in lingua inglese, dato il rilievo internazionale dell'opera. I primi due volumi, intitolati Manifesti programmatici e Cataloghi di esposizioni - ognuno di circa seicento pagine - usciranno a maggio del 2010. Le riproduzioni dei singoli manifesti e delle pagine dei cataloghi, oltre a conferire piacevolezza ai volumi, consentono una estrema facilità ed immediatezza di consultazione, offrendo al lettore attraverso reprint un rapporto diretto con la realtà grafica dei documenti. Gli altri quattro volumi saranno pubblicati gradualmente entro il 2012.

I precedenti dell'opera

Nel 1958 la Quadriennale promosse presso De Luca l'edizione degli Archivi del Futurismo, due volumi curati da Maria Drudi Gambillo e da Teresa Fiori (Enrico Crispolti, giovanissimo, ne redasse l'indice analitico). I due volumi sono da tempo introvabili anche nella ristampa De Luca-Mondadori, apparsa nel 1986. I Nuovi Archivi del Futurismo costituiscono lo sviluppo e l'ampliamento di quella prima "ricognizione" effettuata sulla produzione dei futuristi, che oltre mezzo secolo fa era conosciuta solo parzialmente. I due volumi, stampati rispettivamente nel 1958 e nel 1962, ristampati appunto nel 1986, restano ancor oggi tra i "reference-book" delle biblioteche italiane e all'estero - da quella di Tokyo a quella del MoMA di New York. Libri di consultazione, imprescindibili. Come quelli ora in presentazione.

I sei volumi

Il Futurismo - è noto - aprì la strada alle altre avanguardie storiche e si pronunciò quasi in ogni campo: dalla pittura e dalla scultura al "complesso plastico", dall'architettura al design, dalla poesia al teatro, dalla musica alla danza, dalla fotografia al cinema, dalla editoria alla pubblicità e alla cucina. I "veicoli" di tali pronunciamenti furono i manifesti programmatici: testi spesso brevi, sovente contenuti in due o quattro facciate di un volantino. Il Volume 1 ne accoglie una quantità mai vista prima e sorprendente: oltre trecento, molti dei quali altrimenti irreperibili. Ne è curatore Matteo D'Ambrosio, Docente di Critica letteraria e letterature comparate nell'Università "Federico II" di Napoli Il Volume 2 - che esce contemporaneamente al primo ed è curato da Crispolti - raccoglie quasi trecento cataloghi di esposizioni: di manifestazioni programmatiche di gruppo o di partecipazioni futuriste nelle grandi rassegne, come le Biennali di Venezia o le Quadriennali di Roma o le Triennali di Milano, o nelle stesse Sindacali, nazionali, regionali o locali, e in grandi esposizioni internazionali, quali quelle di San Francisco, di Parigi; oppure anche di mostre piccole ma importanti. Documenti scovati qua e là in Italia e fuori, presso istituzioni publiche o private o collezionisti. Il Volume 3 - a cura di Enrico Crispolti e Antonello Negri, Professore ordinario di Storia dell'Arte contemporanea nell'Università Statale di Milano - uscirà nel dicembre 2010 e rimanda, come anche il Volume 4, a una ben nota, iperbolica e poetica ambizione di Marinetti e compagni: quella di mettere mano al rinnovamento in ogni campo. S'intitola infatti Ricostruzione futurista dell'universo: Pittura, Scultura, Disegno. Qui Crispolti e Negri riuniscono un repertorio di circa tremila opere, tra le quali, ovviamente, tutti i più noti capolavori, ma anche le opere significative dei protagonisti, dei comprimari e dei "minori". Le opere plastico-visive, migliaia, sono state selezionate secondo rigorosi criteri qualitativi storico-filologici. E naturalmente vengono pubblicate in riproduzioni d'adeguata leggibilità, col rilievo d'apparato scientifico dovuto alla loro singola importanza. Ugualmente nel Volume 4 - che si vale anche della curatela di Ezio Godoli, Professore Ordinario di Storia dell'Architettura nell'Università di Firenze - si riflette l'originalità espressa dai futuristi nei restanti ambiti dell'universo propriamente plastico-visivo: l'architettura, il design, la moda, lo spettacolo, la grafica, la pubblicità, la fotografia, il cinema. Anche il Volume 4 sarà costituito da un apparato repertoriale, iconografico e di schede scientifiche di circa tremila opere. Ma i futuristi sparsero rivoluzionaria novità pure in altri domini. E furono novità generatrici o suggeritrici di cambiamenti che capita di vedere germogliare anche oggi: nella letteratura, nella musica, nella pubblicistica e nella progettazione di giornali e periodici. Di questi aspetti si occuperà il Volume 5, curato da Matteo D'Ambrosio, Enrico Crispolti e da Daniele Lombardi, docente di pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Il Volume 5 costituisce il catalogo unitario di un migliaio di abstract relativi a opere di poesia, prosa, teoria, critica e pubblicistica inerenti a circa 500 autori. Conterrà, inoltre, una ricognizione catalogica delle "tavole parolibere" sparse fra libri e pagine di periodici. Con una sezione interamente dedicata alla schedatura delle principali realizzazioni musicali futuriste, corredata da una adeguata repertoriazione di spartiti. Chiude l'opera il Volume 6, summa ideale di tutti gli altri, perché comprende un poderoso Regesto, una Bibliografia ragionata, i Fondi Archivistici e l'Indice Analitico Generale. Con Crispolti lo curano D'Ambrosio, Godoli e Negri. È forse il volume più prezioso per le finalità di "centrale" di ricerca perché di fatto coordina quanto apportato nei cinque volumi precedenti e permette di ricostruire analiticamente, quasi ad diem e in tutti i suoi aspetti, l'attività del movimento. Per la prima volta si propone anche un prezioso censimento aggiornato dei fondi documentari inerenti al Futurismo, a cominciare da quelli depositati presso gli istituti di conservazione statali, ma esteso anche ad altri fondi pubblici (centrali e/o periferici) e privati non soltanto nazionali. Questo primo censimento potrà successivamente costituire il nucleo embrionale di una guida on line dei fondi documentari inerenti al Futurismo quantomeno nazionali, che potrà essere pubblicata sui sistemi informativi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. C'è infine un proposito che è fuori cantiere, per così dire. Ed è il proposito - soltanto tale, per adesso - di aggiungere ai Nuovi Archivi del Futurismo un settimo volume che documenti quanto produssero i movimenti futuristi che si sono manifestati fuori d'Italia. Il titolo sarà d'obbligo: Futurismi. Si ringrazia RaiTeche per il video "Futurismo che passione!" di Silvana Palumbieri, frutto della collaborazione istituzionale con l'Istituto Luce e la Quadriennale di Roma. Ingresso libero Parcheggio disponibile: Circonvallazione Aurelia 72

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