Berlusconi pronto ad aiutare i lavoratori dello spettacolo
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Tagli al Fus: l'Italia è il fanalino di coda dell'Europa Registi divisi sul boicottaggio della Mostra del Cinema di Venezia |
Il fondo unico per lo spettacolo sarà incrementato con un decreto legge. Lo annuncia Silvio Berlusconi in una conferenza stampa con Bondi. Il premier comunque osserva che "anche lo spettacolo deve uscire dall'assistenzialismo" e dire basta "all'elemosina pubblica". "Non possiamo però nel frattempo far chiudere la Scala e altri teatri. Prometto che il fondo sarà incrementato" dice il premier. La cifra che il governo pensa di stanziare per il Fus è di Sessanta milioni di euro.
Il Premier si è inoltre pronunciato sulla questione dei musei, che dovranno essere aperti "anche di sera", di sabato e di domenica. Silvio Berlusconi invoca "una vera rivoluzione" per valorizzare il patrimonio artistico. "L'Italia - dice - deve spendere di più nella promozione del proprio immenso patrimonio artistico e architettonico: non può continuare a spendere su questo fronte appena un ventesimo di quanto investe la Spagna".
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Intanto i lavoratori dello spettacolo dichiarano la loro posizione di protesta, pur non intendendo boicottare del tutto la kermesse di Venezia
![]() Manifestazione in Piazza Montecitorio |
"Da più parti è stato detto in questi giorni che avremmo boicottato sia la conferenza stampa di presentazione sia la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Poichè riteniamo che la Mostra di Venezia sia un patrimonio del paese, la più grande vetrina internazionale della nostra cultura e del nostro cinema, siamo anche convinti che debba essere la vetrina delle nostre posizioni contro il governo, che questa cultura e questo cinema sta azzerando, piuttosto che la solita passerella di politici". I lavoratori dello spettacolo, uniti sotto la sigla Movem 09 (Movimento Emergenza Cultura, Spettacolo, Lavoro), scrivono in un comunicato che alla conferenza stampa di presentazione della Mostra del Cinema del 30 luglio: "Andremo a portare la nostra protesta e - aggiungono - durante lo svolgimento della Mostra cercheremo di raccontare alla stampa internazionale come è accaduto che si stiano mortificando le uniche voci culturali e artistiche che sono rimaste fuori del diretto controllo del presidente del consiglio: cinema, teatro, musica, danza e tutti i lavoratori dello spettacolo. Chiederemo soccorso e solidarietà ad attori, sceneggiatori, registi e giornalisti di tutto il mondo perchè pensiamo che il cinema italiano sia patrimonio della comunità internazionale".
Il Movem 09 scrive anche che intende fare una richiesta provocatoria alla direzione della Mostra, "un gesto di condivisione della nostra lotta, sostituendo il tappeto rosso con un tappeto nero, in segno di lutto per la cultura italiana. Al governo e al Parlamento - concludono i lavoratori dello spettacolo - chiediamo non solo il reintegro del Fondo unico per lo spettacolo fino al raggiungimento dei livelli del 2007 ma la riforma completa del sistema audiovisivo e dello spettacolo dal vivo. Non ci accontenteremo - avvertono - ne' di promesse ne' di una manciata di denaro".



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