Fumetti/ Nel prezioso albo "Arkham Asylum" la nascita del Batman "noir" di Christopher Nolan: un capolavoro da riscoprire
Sta arrivando anche da noi, dopo un vero e proprio assalto ai botteghini statunitensi (ha incassato la cifra record di 66,4 milioni di dollari nella sua prima giornata di programmazione), l’uomo-pipistrello. Calerà come la notte sulle nostre città. Eppure dovremo ormai essere abituati all’avanzata sempre più massiccia di supereroi di china incarnati sul grande schermo: i Fantastici Quattro, X Men, la saga dell’Uomo Ragno, il re-styling dell’Incredibile Hulk versione Edward Norton… il personaggio creato da Bob Kane e Bill Finge nel 1939, però, sembra avere un trattamento speciale da parte dei registi americani, che si avvicendano sul tema come se si trattasse di una prova stilistica, una sorta di viatico determinante per la propria consacrazione professionale. Dopo il tocco gotico e sconvolgente di Tim Burton, la fase senza troppe sorprese di Joel Schumacher (che ha affrontato il duo Batman e Robin, da sempre sospettato di nascocndere un messaggio omosessuale), il 23 luglio arriverà nelle sale la seconda volta di Christopher Nolan con Batman: “Il cavaliere oscuro”.
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C’è nella storia di Batman un albo prezioso dove l’uomo pipistrello assomiglia all’immagine che Nolan ha elabrorato: “Arkham Asylum – Una folle dimora in un folle mondo”, scritto da Grant Morrison e illustrato magistralmente da Dave McKean, in Italia edito dalla Play Press. Si tratta di un piccolo capolavoro, un viaggio mentale e fisico fra le mura, appunto dell’Arkham Asylum: il manicomio criminale di Gotham City. Nell'Arkham Asylum sono detenuti i criminali più folli contro cui Batman si è scontrato, come il Joker, il Pinguino, l'Enigmista, il Cappellaio Matto, Mister Freeze, lo Spaventapasseri. Il nome del manicomio è ispirato ai racconti di Lovecraft, che inventò la località di Arkham per ambientarci le sue follie e Nolan ci ha portato nelle sue viscere inquietanti in “Batman Begins”, perché il regista di “Memento” e “The prestige” non disdegna mai andare al di là dell’apparenza, del buon senso, di quella soglia che ci potrebbe salvare della follia, dalla devianza. 1.jpg)
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