Fulvio Ervas racconta in anteprima ad Affari Italiani la follia della scuola di oggi: "Il mio ultimo libro 'Follia docente' è un viaggio nella trincea dei professori. La Gelmini? Sul tirocinio ha ragione"
Martedì, 1 settembre 2009 - 08:07:00
Quindi è favorevole all’anno di tirocinio che l’attuale ministro dell’Istruzione Gelmini ha appena introdotto per i professori?
"Certamente. Va fatta una selezione tra i futuri insegnanti in base all’attitudine. Spesso noi insegnanti restiamo ‘studenti invecchiati’. Non deve essere così. E’ una figura che necessità di maturità e di solide basi culturali e relazionali in particolare".
L’insegnamento è davvero “una trincea fangosa, spietata e senza fine” come scrive nel libro?
"Purtroppo sì. E’ un mondo a modo suo violento e crudele. Di conflitti quotidiani e inevitabili scontri generazionali. La mia esperienza da studente fu pessima, da insegnante ho evitato di vendicarmi. Tanti, invece, lo fanno".
E’ più difficile oggi per un insegnante tenere testa ai suoi studenti?
"Sì. Io parto dal presupposto che l’adolescente non esiste e che lavorare con qualcosa che non esiste è di per sé molto difficile. Si tratta di una fase della vita completamente inventata. Noi insegnanti invecchiamo, mentre gli studenti di generazione in generazione cambiano moltissimo. Viaggiamo a due velocità completamente diverse".
Cosa pensa della figura dell’insegnante-scrittore, e quindi dei vari Lodoli, Starnone, Mastrocola. Quando c’è da chiedere un parere sulla scuola, i quotidiani si rivolgono sempre agli stessi nomi…
"Io ho scritto dopo di loro, dopo aver letto e apprezzato i loro libri. Ma la mia visione della scuola è molto diversa. Quella dell’insegnante-scrittore, anche a causa degli interventi fin troppo mitizzanti e ‘seri’ dei personaggi da lei citati, è ormai diventata una figura macchiettistica. Va detto poi che i bravi insegnanti si vedono a scuola, non quando scrivono, vale nel loro caso come nel mio. Sono convinto che dovremmo insegnare più idiozia e meno materie! Ogni giorno in classe cerco di ‘usare’ la chimica per far crescere delle persone. ".
Sta già lavorando a un nuovo libro?
"Proprio in questi giorni. Vorrei chiamarlo ‘Sulla strada del prosecco’, per citare Kerouac, o ‘Le colline del prosecco”. E’ ambientato in un piccolo borgo veneto di montagna, Cison di Valmarino. Si tratta del quarto giallo della serie che vede protagonista l’ispettore Stucky. L’ambientazione è tra vitigni e un terribile cementificio…".
(Segue/ Breve autobiografia di Fulvio Erves...)



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