Non solo negri italiani, Francia nel caos per i negri francesi

Martedì, 16 febbraio 2010 - 09:31:00

LA CHICCA

Negli Usa uno dei soprannomi degli italiani è Guinea (come la nazione africana) perché quasi tutti gli italiani immigrati nei primi del ‘900 erano meridionali e quindi con i capelli neri, gli occhi neri e la carnagione più scura rispetto agli anglosassoni. Oggi i discendenti di quegli immigrati mantengono le caratteristiche somatiche dei loro avi e questo ha portato gli anglosassoni a tenere vivo il soprannome Guinea (si pronuncia Ghini) e lo stereotipo del Dark Italian (l’italiano scuro). Un altro soprannome degli immigrati italiani era Wop (Whitout papers = senza documenti) perchè molti di loro erano clandestini. Non essendoci più nostri connazionali che immigrano clandestinamente, oggi nessuno usa il termine Wop per riferirsi agli italiani, ma è sempre considerato un insulto.

Salvatore Veca ad Affari: "La chiave è la tolleranza, la virtù con la quale ci asteniamo dal condannare e conviviamo con comportamenti, scelte, pratiche che noi per primi non accetteremmo". L'INTERVISTA

Non c'è solo l'Italia nel caos per il caso Balotelli e la problematica sempre più scottante dei "negri italiani". Anche la Francia sta vivendo, proprio in queste ore, una situazione simile. Se c'è uno scrittore simbolo della nazione francese, ecco quello è Alexandre Dumas, autore de I tre moschettieri e de Il conte di montecristo. Ma è anche simbolo dell'integrazione, dei francesi di sangue nero. Alexandre Dumas era figlio di un generale della Rivoluzione Francese, mulatto, ovvero figlio di un marchese francese e di una schiava nera di Haiti. La sua storia rappresenta il patriottismo (il generale combatté al fianco di Napoleone ed è noto in Francia come Général Dumas), ma anche la fusione delle razze che anima spesso il popolo francese.

Ma oggi l'anima nera di Dumas torna al centro dell'interesse pubblico per un film, L’autre Dumas appena apparso nelle sale francesi con un buon successo, come si diceva un tempo, di pubblico e di critica. Il protagonista è Auguste Maquet, l’uomo che imbastiva dietro le quinte, per quattrini, le trame meravigliose dei romanzi a cui Dumas dava poi la forma finale, la compostezza e la grandezza letteraria. Per il Consiglio rappresentativo delle associazioni nere di Francia non ci sono dubbi: Gérard Depardieu non è adatto a interpretare il ruolo del celebre scrittore. Un attore bianco, francese doc nato a Chateauroux nell’Indre non può fare la parte di un personaggio che era scuro di carnagione: "Il film è sintomatico della discriminazione di cui sono vittime le persone uscite dalla diversità e delle difficoltà delle élites di riconoscerlo". Caos anche nella critica e il presidente del Centro nazionale del cinema Véronique Cayla afferma: "Siamo in ritardo purtroppo rispetto agli Stati Uniti, un ritardo immenso, la mescolanza della società francese non ha alcun riflesso alla televisione e sugli schermi".

Insomma, il quadro che compare è quello di una Francia ansiosa di sottolineare le proprie conquiste sociali, ma anche di un paese contradditorio in cui sembra non esserci alcun attore importante di colore, adatto a rappresentare un personaggio tanto emblematico.

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