"Francesco, riprenditi e torna con noi...!". Su Facebook è boom dei gruppi dei fan di Francesco Nuti
di Giovanni Bogani 
Francesco Nuti
"Francesco riprenditi e torna da noi, ma non le senti tutte le mani che cercano di tirarti su?". E' solo uno, uno degli ultimi messaggi nel gruppo su Facebook che si chiama, semplicemente, "Non dimentichiamo Francesco Nuti". Si chiedono tutti che fine abbia fatto, Francesco. E pochi lo sanno. C'è chi pensa che si sia isolato volontariamente, che non faccia film perché il "sistema" lo sta tenendo fuori. La realtà è più concreta, più banale, più dura. Francesco – lo sa chi gli è rimasto vicino – è in un ospedale, in Toscana. Sta male. Due e anni e mezzo dopo il giorno in cui lo ritrovarono, caduto dalle scale. Con un ematoma cerebrale. Operazione perfettamente riuscita. Ma quello che non riesce è il riaggancio alla vita, alla normalità piena, completa.
Lo vanno a trovare quelli che hanno lavorato con lui. Che gli hanno voluto bene davvero. Giovanni Veronesi, che con lui ha vissuto tanti anni e tanti film. Alessandro Benvenuti, ex compagno di teatro e di vita con i Giancattivi. Si arrabbiarono, si separarono. Poi hanno ricominciato a volersi bene. E Novello Novelli, suo fratello maggiore, faccia perplessa con occhiaie incorporate. Uno che gli è sempre stato vicino come un padre. Lo va a trovare, ogni giorno, sua madre. Senza perdere una giornata, lei che ha ottantaquattro anni, e che ha cambiato vita per lui.
Ma ci sono tutti gli altri. Quelli che non sanno dove si trovi. Quelli che sanno a memoria i suoi film. Quelli che stanno cantando, per lui. Una specie di coro a migliaia di voci, su Internet. Madonna, che silenzio c'è senza di te, gli dicono. C'è quello che ricorda come Nuti parlava al suo bambino Lorenzo, in "Tutta colpa del Paradiso": "E se loro… arrivano tutti intorno alla casa con gli occhi grandi grandi, tu che faresti?" "Io li mando via". "E se loro mangiano gli spinaci?" "Noi mangiamo i chiodi". "E se loro mangiano i martelli?" "Noi si mangia un treno a vapore".
Ecco, mangia un treno a vapore e torna qui. Torna da noi. Glielo dicono tutti. Ognuno a suo modo. Tommaso ricorda quel dialogo: "La mortadella è comunista, il salame socialista, il prosciutto democristiano", diceva su una panchina di Firenze a Petrocelli. E lui: "E i radicali?". "Cosa?". "I radicali?". "Che cosa?" "I radicali, nel gioco del salame…". "Sì, ma CHE COSA?". E andava avanti così. A spasso nell'assurdo. C'è quella che sognava di sposarlo, e baciargli la fossetta sotto il mento. E c'è quello che scrive "Torna, anche solo un minuto, a far ridere il mondo come sai te". Perché in Toscana si dice "te", non "tu". Andate a vedere il gruppo. E magari, lasciate un messaggio.



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